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Tachigrafo digitale: cos’è e come funziona

20 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 luglio 2017



Una specie di scatola nera viene oggi istallata su camion, autobus e mezzi pesanti per aumentare la sicurezza sulla strade e migliorare le condizioni di lavoro: come funziona?

Da ormai più di un anno la legge impone alle aziende di autotrasporto di investire nella sicurezza e nella formazione dei conducenti. A tal fine, lo strumento usato è il tachigrafo digitale: cos’è e come funziona? Si tratta di un sistema elettronico installato sui veicoli commerciali (come camion, pullman e autocarri) che registra i tempi di guida e riposo dei conducenti il cui funzionamento si basa su un sistema di tracciatura dei dati relativi a velocità e distanze percorse. Lo scopo principale è quello di migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza stradale.

Tachigrafo digitale per migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza stradale, favorendo una concorrenza più equa.

Tachigrafo digitale: cos’è e come funziona?

Il tachigrafo digitale o cronotachigrafo è una specie di scatola nera che viene istallata per legge su tutti gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose, con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate, e su tutti gli autobus con oltre 9 posti, conducente incluso, circolanti nell’area comunitaria europea e immatricolati in uno Stato membro dell’Unione  dal 1° maggio 2006. Sono escluse alcune categorie, fra le quali i mezzi adibiti al trasporto regolare di linea con tratte entro i 50 kilometri, i mezzi delle forze dell’ordine, i veicoli speciali, nettezza urbana, ecc. Accanto a tale obbligo, la legge prevede quello di trasferimento e conservazione dei dati provenienti da tali dispositivi. L’obiettivo è di tenere traccia delle ore di guida, riposo, lavoro e disponibilità dei conducenti.

Il tachigrafo è formato da due elementi fondamentali:

  • un’unità veicolo: in sostanza è un marchingegno simile ad un’autoradio o a un lettore cd, all’interno del quale sono incorporati due lettori smart-card, un selettore d’entrata manuale, uno schermo per la visualizzazione dei dati e una piccola stampante che serve proprio a stampare tutte le registrazioni effettuate;
  • una smart-card o carta tachigrafica: ha una propria funzione ed un utilizzo specifico a seconda che appartenga al conducente (di colore bianco, registra i tempi di guida e riposo), all’impresa (di colore giallo, permette di accedere ai tachigrafi presenti sui propri mezzi), alle autorità di controllo (di colore azzurro, per effettuare i controlli su cronotachigrafi digitali e accedere ai dati registrati) o all’officina (di colore rosso, utilizzata per l’installazione, l’attivazione, la calibrature e la manutenzione dei cronotachigrafi).

Attraverso questa struttura si è in grado di calcolare la distanza percorsa dal veicolo in un determinato periodo temporale, memorizzando tutte le informazioni relative alla velocità, agli eventi, ai guasti e tutti i dati tecnici maggiormente rilevanti del mezzo. Non solo: registra anche l’identità del o dei conducenti, i tempi di guida e di riposo, le modalità di guida (singolarmente o in équipe). Tutti questi dati restano nella memoria interna per un anno.

 

Tachigrafo digitale: come si installa?

L’installazione, la manutenzione e la riparazione dei tachigrafi digitali possono essere eseguite esclusivamente dai centri tecnici appositi: si tratta di officine autorizzate a tal fine dal ministero dello Sviluppo Economico che verifica la sussistenza di determinati requisiti. L’autorizzazione ha durata annuale e può essere rinnovata. Le officine autorizzate hanno il compito di registrare tutte le operazioni di riparazione e legalizzazione dei tachigrafi su appositi registri (anche informatici) vidimati dalle Camere di Commercio che si occupano anche di organizzare adeguate attività formative. Proprio da questo ultimo punto di vista, le imprese sono tenute a garantire formazione e istruzioni adeguate per i propri conducenti, tramite corsi specifici sulla materia. Devono anche fornire ai loro il materiale necessario per effettuare le registrazioni. Se il cronotachigrafo è digitale, l’impresa deve fornire sufficiente carta termica per la stampa dei dati durante i controlli su strada. Questi fogli dovranno essere conservati e riprodotti in copie da distribuire ai conducenti che lo richiedono.

Tachigrafo digitale: cosa rischia chi non ce l’ha?

La guida senza carta tachigrafica è considerata una violazione molto grave. Il conducente, infatti, deve inserire la propria (quella di colore bianco) dal momento in cui prende in consegna il veicolo per tutto il periodo di guida giornaliero o, comunque, fino a quando il veicolo esce dalla sua disponibilità perché riconsegnato o passato ad altro conducente. Il caso contrario sono previsti una sanzione da 848 a 3.393 euro (ridotta a 1.696 se il pagamento viene effettuato entro 60 giorni, 10 punti in meno dalla patente e la sospensione della stessa da 15 giorni a 3 mesi.

Sanzioni penali, invece, per i cronotachigrafi alterati da parte del datore di lavoro che rischia un’accusa per omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.

Nessuna sanzione amministrativa all’impresa da cui l’autista dipende se si riesce a provare, nell’immediatezza del controllo e comunque prima della redazione del verbale, l’adempimento degli oneri di formazione e istruzione attraverso la presentazione all’agente dell’attestato di frequenza ai relativi corsi.


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