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Lo sai che? In quali casi si perde la cauzione?

Lo sai che? Pubblicato il 20 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 luglio 2017

Cauzione: cos’è e le differenze con la caparra e l’acconto. L’inadempimento e le conseguenze per il debitore.

Nella pratica di tutti i giorni, il deposito cauzionale lo si può ritrovare in varie circostanze. Ad esempio, in questo periodo estivo, la cauzione è prevista a carico dell’affittuario al momento in cui “prenota” in agenzia, la casa per le vacanze. In tal caso, il successivo pagamento dell’appartamento locato sarà effettuato al momento dell’arrivo dei vacanzieri, contestualmente alla consegna delle chiavi. Oppure, il deposito cauzionale è previsto in occasione dell’acquisto di un auto usata: si va in concessionaria o dal rivenditore di auto usate, si vede e si sceglie la macchina, la si prenota col deposito cauzionale, in attesa di definire ed ottenere l’eventuale finanziamento per procedere all’acquisto definitivo.

Ma cosa accade se poi, la famiglia vacanziera cambia idea, poiché ha trovato una soluzione più economica?

Che fine fa il deposito cauzionale dell’acquirente dell’auto usata, se non ottiene il finanziamento e non può comprare e pagare l’auto in contanti?

Deposito cauzionale ed acconto: le differenze

Il deposito cauzionale, se previsto dal contratto, garantisce una delle parti del medesimo, dall’inadempimento dell’altra. In altri termini, se la parte che ha versato la cauzione non rispetta gli obblighi nascenti dal contratto, l’altra può trattenere tale somma ricevuta per “compensare o indennizzare” l’inadempimento subito. Si tratta, quindi, di una somma che “misura” perentoriamente il risarcimento dovuto all’altra parte. In tal senso, la cauzione si differenzia dalla caparra confirmatoria, che consente, invece, di ottenere un risarcimento maggiore, se dimostrato.

La cauzione si distingue dall’acconto, che se esplicitamente previsto, sotto tale forma, in un contratto, rappresenta semplicemente un anticipo sulle prestazioni dovute e nascenti dall’impegno preso. In caso d’inadempimento, l’acconto dovrà essere restituito, salvo il diritto di chi lo ha subito di agire per il risarcimento del danno.

Nella pratica contrattuale, difficilmente l’agenzia immobiliare o il rivenditore d’auto accettano l’anticipo ricevuto a titolo d’acconto, piuttosto che a titolo di cauzione o caparra confirmatoria.

Cosa significa inadempimento?

Quando si sottoscrive un contratto, le parti dello stesso assumono, reciprocamente, dei diritti ma anche degli obblighi. Ad esempio, in un contratto di vendita, da un lato il compratore s’impegna a versare il prezzo pattuito per il trasferimento mentre dall’altro il venditore è obbligato a consegnare la cosa venduta.

Ebbene, nella realtà delle cose, potrebbe accadere che le parti di un contratto non vogliano o non possano rispettare gli impegni assunti: cosa accade in tal caso?

Se il “debitore” di turno non vuole intenzionalmente adempiere ai propri obblighi, appare evidente che sarà responsabile, con tutte le conseguenze del caso (perdita della cauzione o della caparra versata, ecc).

Se, invece, una delle parti del contratto non riesce a rispettare quanto promesso, potrebbe essere “liberata” da ogni onere o responsabilità soltanto se dimostra la sussistenza del caso fortuito o della forza maggiore, cioè di una causa a lui non imputabile [1]. In altri termini, come chiarito più volte dalla giurisprudenza, si deve trattare di un evento imprevedibile ed inevitabile, in assoluto, che ha determinato il mancato rispetto degli obblighi assunti. In tal senso, la mancata disponibilità economica del compratore, per quanto sopravvenuta, non può “giustificarlo” ed esonerarlo dalle conseguenze del mancato versamento del prezzo pattuito.

Consiglio

Sembra banale dirlo, ma se non siete sicuri di poter saldare la casa vacanze o l’auto desiderata, evitate d’impegnarvi e di riconoscere e versare un anticipo a titolo di cauzione o caparra. Se non salderete il restante, perderete quanto avete già pagato.

note

[1] Art. 1218 cod. civ.


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