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PA: stretta sugli assenteisti, la fine dei week-end lunghi?

30 Gennaio 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 30 Gennaio 2017



Pronto il provvedimento che stringe le maglie del controllo sulle assenze di massa, i primi dati. 

Tempi duri per gli assenteisti, un decreto sul testo unico del pubblico impiego è in dirittura di arrivo – la presentazione è prevista a metà febbraio – e uno dei principali aspetti della riforma sarà il procedimento sanzionatorio per coloro i quali sono avvezzi ai «week-end lunghi».

Chi si assenta sistematicamente dal venerdì al lunedì difatti sarà oggetto di particolari controlli. Ma non finisce qui, perchè in un anno in cui i ponti non mancheranno, si è deciso di dare una stretta anche ai fenomeni di assenteismo di massa, ovvero ai periodi in cui si registra un tasso di assenza molto più alto del solito.

Quanti giorni di assenza nel comparto pubblico?

Secondo i dati elaborati dall’Ansa su dati raccolti dalla Ragioneria generale dello Stato, nel settore della Pa i giorni di assenza media di un dipendente (contati nell’anno 2015) sono stati 9,2. Il dato è in diminuzione, se pur di poco, rispetto all’anno precedente, quando si registravano 9,8 giornate per dipendente. A queste si aggiungono 2,1 giorni per chi usa i permessi della Legge 104 (leggi Permessi 104: l’abuso porta al licenziamento per giusta causa) e 1 giorno annuo per congedi straordinari finalizzati all’assistenza di persone con gravi handicap.

Assenteismo: come interverrà il governo?

Nella delega al ministro Madia si prevede già che si possa intervenire sui fenomeni di assenteismo di massa. La discesa dei dati che abbiamo sopra riportato, discesa per verità nient’affatto repentina, non aiuta un settore che viene spesso tacciato di inefficienza.

Se è stato da pochissimo attivata una via ulteriore al licenziamento rapido anche per coloro i quali si rendono colpevoli di condotta scorretta (si legga Licenziamento statali: ancora un giro di vite), anche sul tema delle assenze di comodo il governo intende intervenire, tenendo come faro generale del nuovo sistema di controlli il polo unico della medicina fiscale, che resterà ovviamente in capo all’Inps.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi operativi, sui quali vi terremo aggiornati.


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