HOME Articoli

Lo sai che? Categorie protette: cosa sono?

Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2017

La legge favorisce l’ingresso del mondo del lavoro delle persone disabili prevedendo l’obbligo per le aziende di assumerle. Vediamo come e quando.

Molto spesso, tra i vari annunci di lavoro, capita di trovare frasi del tipo “riservato a soggetti appartenenti a categorie protette”. Che significa? Cosa sono le categorie protette? In sostanza, si tratta di categorie svantaggiate di lavoratori, affetti da forme di disabilità psico-fisica. La legge detta norme precise per favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro, obbligando le aziende con più di 15 dipendenti ad assumere una quota di lavoratori appartenenti a queste categorie, incentivandole con agevolazioni fiscali.

Attraverso il collocamento mirato le categorie protette possono trovare più facilmente lavoro

Categorie protette: cosa sono?

Sono previste norme [1] molto precise circa l’inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro. Il presupposto della disciplina è molto semplice: non tutte le forme di handicap comportano anche una perdita della capacità lavorativa. Proprio per questo motivo, le persone che presentano delle minorazioni fisiche o psichiche hanno tutto il diritto di trovare un posto di lavoro. Ma chi può appartenere alle categorie protette? Le tipologie di disabilità che vi rientrano sono davvero varie:

  • individui in età lavorativa, affetti da invalidità fisica o psichica o portatori di handicap intellettivo con conseguente riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio;
  • non vedenti, colpiti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi;
  • sordomuti dalla nascita o colpiti prima dell’apprendimento della lingua parlata;
  • vittime di terrorismo e criminalità organizzata.

Fondamentale il ruolo dei centri per l’impiego

Categorie protette: come iscriversi?

Ciascuno di questi soggetti, per essere riconosciuto come appartenente a una categoria protetta, deve presentare una certificazione sottoscritta dalle commissioni apposite delle Aziende Sanitarie Locali (Asl). Se, invece, l’invalidità è dovuta a un incidente sul posto di lavoro, sarà necessario un certificato rilasciato dall’Inail.

Per iscriversi alle liste delle categorie protette, presso un centro per l’impiego, sono necessari alcuni requisiti indispensabili:

  • 15 anni di età;
  • non aver raggiunto l’età pensionabile;
  • essere disoccupati;
  • certificazione di invalidità civile.

Se il soggetto disabile o invalido non è in grado di andare personalmente l’impiego può delegare un familiare o una persona di fiducia.

Il ruolo del centro per l’impiego è fondamentale. Qui, infatti, gli appartenenti alle categorie protette potranno contare sul cosiddetto collocamento mirato che ha il compito di agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro di queste persone, facendo sottoscrivere loro delle convenzioni con le aziende che lo richiedono e stabilendo modalità e tempi di inserimento degli iscritti.

Categorie protette: cosa devono fare le aziende?

Proprio per favorire l’occupazione di questi soggetti, la legge obbliga le aziende, pubbliche o private, ad assumere personale appartenente alle categorie protette, in un numero che varia a seconda di quando l’impresa è grande e del numero di lavoratori in servizio al suo interno:

  • le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 15 a 35 hanno l’obbligo di assumere almeno 1 soggetto appartenente alle categorie protette;
  • le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 36 a 50 sono obbligate ad assumere almeno 2 soggetti appartenenti alle categorie protette;
  • per le aziende con oltre 50 dipendenti c’è l’obbligo di assumere il 7% di soggetti appartenenti alle categorie protette.

Attenzione:  nel computo delle percentuale bisogna considerare solo i dipendenti con contratto a tempo indeterminato e non i dirigenti, il personale a tempo determinato, con contratti di apprendistato o gli addetti al telelavoro.

L’assunzione può avvenire in due modi:

  • per chiamata nominativa: è l’azienda a contattare il lavoratore e, a seguito di colloquio, ad assumerlo;
  • per chiamata numerica, contattando le risorse attraverso le liste dei centri per l’impiego. Qui, infatti, sono formate delle graduatorie dalle quali viene selezionato il candidato che risulta più idoneo al ruolo ricercato.

E se le imprese non rispettano tali obblighi? Rischiamo pesanti sanzioni, stabilite dalle direzioni provinciali del lavoro.

Per le aziende che assumono le categorie protette previste agevolazioni e sanzioni

Categorie protette: quali agevolazioni per le aziende?

Proprio per incentivare i datori di lavoro ad assumere soggetti appartenenti a categorie protette, la normativa prevede delle agevolazioni fiscali:

  • fino a 8 anni di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali per l’assunzione di lavoratori con una percentuale di invalidità oltre il 79%. Fiscalizzazione significa che è lo Stato a pagare direttamente i contributi, anziché l’azienda;
  • fino a 8 anni di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali per l’inserimento di lavoratori con un handicap intellettivo e psichico (a prescindere dalla percentuale di invalidità);
  • fino a 5 anni di fiscalizzazione del 50% per l’inserimento in azienda di lavoratori con una percentuale di invalidità compresa tra il 67 e 79%;
  • rimborso parziale delle spese sostenute per adeguare il posto di lavoro a soggetti con percentuale di invalidità superiore al 50% o per predisporre tecnologie finalizzate al telelavoro.

Categorie protette: l’obbligo vale per tutte le aziende?

Non tutte le aziende sono obbligate ad assumente le categorie protette. La legge prevede, infatti, alcuni casi di esonero per imprese che si trovano in condizioni di crisi:

  • aziende in liquidazione o in stato di fallimento dichiarato;
  • aziende in fase di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale che abbiano dovuto adottare interventi straordinari di integrazione salariale (la cassa integrazione per intenderci)
  • aziende in mobilità;
  • aziende che abbiano stipulato contratti di solidarietà.

Le aziende che, per le caratteristiche della loro attività, non possono assumere l’intera quota di categorie protette prevista dalla legge possono essere esonerate dall’obbligo, ma sono tenute a pagare un contributo di 12,91 euro per ogni disabile e per ogni giorno di lavoro.

note

[1] L. n. 68 del 12.03.1999, “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Invalido civile da circa annu iscritto ufficio collocamento … piombo più volte ho fatto richiesta le aziende sollecito all’ufficio collocamento ma nulla di nulla ho 49 anni e ho difficoltà a inserirmi nell’ambito lavorativo e quindi psicologicamente sto male mi sento una nullità perché immaginando che il.lavoro e dovere e diritto .. ma quanto pare non è affatto così perché sembra di chiedere spesso la carità alle aziende e spesso agli scontrosi dipendenti degli uffici addetti.x il lavoro… chiedo un consiglio come muovermi grazie

  2. Assurdo…. forse per avere un aiuto o anche solo un commento dovresti scrivere sui forum del calcio, dove si commentano le gesta di Napoli e Juve dove si sprecano parole, dove si capisce quale è il livello generale del popolo italiano. Che schifo, l’italiano medio è molto più interessato al calcio che a questi fatti, che sono quelli che ti fanno capire il verso in cui gira il mondo, che schifo… capire che la battuta ” in Italia solo se si ferma la serie A scoppia la rivoluzione ” non è una battuta.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI