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Denuncia per stalking telefonico

18 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Febbraio 2019



Se subisci continue ed assillanti telefonate e ti ritieni vittima di stalking telefonico, puoi decidere di fare anche solo una denuncia, senza chiedere la punizione del colpevole.

Il reato contravvenzionale di molestie o disturbo alle persone (che, spesso, viene definito stalking telefonico) è perseguibile d’ufficio. Ciò vuol dire che il pubblico ministero inizierà (e proseguirà) le indagini anche senza la tua querela, purché vi sia una denuncia (anche se presentata da un terzo estraneo al reato), e che procederà nei confronti del responsabile fino alla fine anche se tu deciderai di ritirare la denuncia. In precedenti articoli abbiamo indicato cosa si intende per stalking telefonico e a chi bisogna rivolgersi per potersi tutelare.

Ma di preciso cosa è lo stalking telefonico e quando si realizza per la legge? In verità, lo stalking telefonico non è altro che uno dei modi in cui può essere attuato lo stalking ed è rappresentato da quelle condotte insistenti di contatto, realizzate mediante l’uso del telefono, tali da causare un perdurante stato di ansia oppure di paura nel destinatario oppure tali da infondere allo stesso un fondato timore per la vita propria o per quella di qualunque altra persona ad egli legata da affetto. Si realizza stalking telefonico anche quando l’insistenza del contatto, che il molestatore realizza mediante l’uso dell’apparecchio telefonico, costringe il destinatario a cambiare le proprie abitudini di vita. Ad esempio, se prima dello stalking che subisci eri solito frequentare la palestra di sera e, successivamente, a causa delle continue telefonate si è ingenerato in te un timore tale da farti decidere di non praticare più sport o di cambiare orari di frequentazione, anche in questo caso di configura il reato di stalking telefonico. Ma cerchiamo di capire con ordine cosa occorre fare perché la polizia o il pubblico ministero inizi le indagini ed assicuri una reale protezione alle vittime di stalking telefonico. Quindi, vediamo come si fa una denuncia per stalking telefonico.

Cos’è lo stalking telefonico?

Si è avuto modo in altri articoli di precisare che una delle differenza tra lo stalking e la molestia consiste nel fatto che il primo è un reato abituale, cioè che si protrae abitualmente nel tempo, mentre l’altro può realizzarsi anche con una singola condotta ed in un breve periodo di tempo.

Lo specifico reato chiamato stalking telefonico si verifica quando un soggetto (definito stalker) mostra atteggiamenti molesti ed insistenti a danno di una persona (definita vittima del reato), in luogo pubblico o aperto al pubblico col mezzo del telefono. E rientra in questo concetto anche il corteggiamento molesto che consiste in condotte di insistente e continua dimostrazione di interesse nei confronti di una persona la quale, però, non manifesta alcun gradimento.

Quindi, le molestie compiute da chi in modo pressante, ripetitivo ed insistente, cerchi di interferire inopportunamente nella tua sfera di libertà, limitandola, facendoti sentire oppresso, stressato od infastidito integrano un reato perseguibile penalmente. Ad esempio, se ricevi continue telefonate oppure SMS o, ancora, se vieni pedinato, a piedi od in auto, o in qualunque altro modo divieni destinatario di precise attenzioni da parte di una persona, senza che tu gradisca ciò, sappi che per la legge sei vittima di molestie.

Nel loro aspetto pratico, le molestie sono rappresentate da tutti gli atti ed i comportamenti di un soggetto che provocano in un terzo una sensazione di tormento, di disagio e di irritazione: naturalmente, però, vanno valutati in modo oggettivo. Infatti, non tutti i comportamenti insidiosi, pressanti e finanche irritanti sono considerati penalmente molesti.

Ma facciamo qualche esempio. Se il tuo ex fidanzato/a ti chiama continuamente, anche la notte, e ti chiede di incontrarlo/a anche se a te non fa piacere, insistendo in maniera assillante, puoi denunciarlo per stalking telefonico. Ma se, però, il tuo ex marito (o la tua ex moglie non affidataria del minore) chiama continuamente per far valere il suo diritto di visita o per esercitare il diritto di telefonare il figlio, allora l’insistenza non sarà penalmente rilevante. Anzi, si tratta di una insistenza legittima, finalizzata ad esercitare un diritto o adempiere ad un dovere.

Per cui, in questi ultimi casi, anche se per te, che sei il destinatario di quel perseverante comportamento di ricerca, ciò rappresenta un fastidio, per la legge non è reato. In queste ipotesi, infatti, si esclude la volontà in chi ti chiama di molestartie, a prescindere dalla percezione che tu hai del fatto, egli non commette reato. Infatti, perché l’insistenza nel ricercare un contatto con te possa essere considerata dalla legge perseguibile è necessario che la stessa avvenga per motivi di indiscrezione ed arroganza (quelli che tecnicamente si definiscono “motivi di petulanza”) oppure per altro biasimevole motivo, cioè ogni altro motivo riprovevole o non legittimo.

Infine, una piccola nota deve essere dedicata alla molestia tramite SMS, già menzionata all’inizio dell’articolo, e tramite squilli. Infatti, è bene precisare che il reato della molestia o del disturbo alle persone può essere realizzato sia attraverso l’invio dei cosiddetti Short Messages System (questo significano: SMS o MMS), trasmessi attraverso sistemi telefonici mobili oppure fissi [1], sia attraverso l’ossessivo ripetere di squilli telefonici [2].

Ad esempio, compie stalking telefonico anche chi, ad esempio, effettua 12 ripetute telefonate mute alla stessa utenza telefonica [3]. Oppure chi invia ripetuti SMS minacciosi od offensivi. Mentre non realizza stalking telefonico chi, pur avendo inviato ripetuti SMS ad una stessa persona, non ha causato con la propria condotta stato di ansia nè altra forma di paura o patologia nel destinatario degli stessi. Il detto comportamento, infatti, può essere qualificato non come stalking telefonico ma come il diverso reato di disturbo alle persone.

La denuncia per stalking telefonico

Lo stalking telefonico è punito con la pena dell’arresto da 15 giorni fino a 6 mesi oppure con l’ammenda fino ad 516,00 euro. E si è già avuto modo di evidenziare che questo reato è uno tra quelli perseguibile d’ufficio: ciò significa che, anche se la persona offesa decide di non denunciare l’accaduto o decide di sporgere la querela e poi ritirarla, non potrà più farlo, per cui il processo penale inizierebbe (e proseguirebbe) comunque.

Ma come denunciare stalking telefonico? Se subisci continue ed assillanti telefonate da parte di qualcuno che non trovano alcuna giustificazione, ecco quello che puoi fare:

– puoi presentare una denuncia ai carabinieri, alla polizia o alla procura della repubblica. Nella denuncia dovrai raccontare quanto ti è accaduto, anche senza chiedere specificamente la punizione del colpevole, indicando anche le prove che offri al pubblico ministero per dimostrare la veridicità delle tue dichiarazioni. In questo caso, il pubblico ministero darà prima inizio alle indagini, perché siano queste a procurare il materiale di prova dell’esistenza del reato nonché del soggetto colpevole, per poi chiedere che il responsabile sia processato e condannato;

– puoi presentare una querela ai carabinieri, alla polizia o alla procura della repubblica. Nella querela – a differenza di ciò che si fa con la denuncia- oltre alla descrizione del fatto si deve chiedere espressamente la punizione del colpevole. Anche in caso di querela il pubblico ministero procederà nello stesso modo: dando corso alle indagini e poi chiedendo che il responsabile sia processato e condannato;

– puoi decidere di non presentare nessuna denuncia nè querela. Ma occorre fare attenzione a non far sì che il tuo odierno dispiacere, magari di far rischiare alla persona di cui sei stato innamorato un processo penale, non si trasformi in qualcosa di peggiore, non facendo nulla. Molto spesso, infatti, l’aver sottovalutato situazioni del genere ha portato poi ad episodi di inspiegabile violenza finite sulla cronaca. Ecco perché, se sei vittima di stalking telefonico, è importante che tu agisca;

– ad ogni modo, anche se tu decidessi di non querelare né denunciare lo stalker, sappi che tua madre od anche un tuo amico possono decidere di denunciare autonomamente l’accaduto in una caserma dei carabinieri. Ed anche in questo caso le indagini e poi il processo avranno inizio, anche contro la tua volontà.

Tutto questo perché il reato di stalking telefonico è procedibile d’ufficio, cioè, perseguibile da parte dello stato, individuato nelle autorità giudiziarie, a prescindere dalla decisione della vittima. Per tale ragione, la remissione di querela, per questo tipo di reato, non produce effetti.

Consigli sulle prove dello stalking telefonico

È molto importante, nel caso tu intenda agire per tutelarti, che tu sappia come difenderti da stalking telefonico. Infatti, sin da ora devi essere consapevole del fatto che se vuoi ottenere risultati da denuncia o querela devi conservare tutto ciò che può tornare utile alle forze di pubblica sicurezza, sia per identificare il colpevole sia per provare la sua condotta penalmente rilevante. Ad esempio, la prima cosa da fare, nel momento stesso in cui decidi di voler sporgere denuncia o querela, è di appuntare su un diario giornaliero tutte le date e gli orari in cui hai ricevuto le telefonate o gli squilli o gli SMS molesti.

È importante, altresì, indicare il numero telefonico da cui si ricevono i contatti, la durata delle molestie, consegnare i messaggi e tentare di registrare le telefonate, soprattutto quando possono offrire precisi indìzi sul colpevole o se le chiamate hanno contenuto minaccioso od offensivo. Tutto ciò permetterà, infatti, alla autorità giudiziaria di provare la veridicità confrontando le tue dichiarazioni con i risultati oggettivi dei tabulati telefonici (che solo loro possono acquisire).

E quando non si riesce a registrare la telefonata è importante raccontare con quanta più precisione possibile il tenore della chiamata ed il suo contenuto. Oppure mettere la telefonata in vivavoce per far sentire a chi ti è vicino il contenuto della stessa e precostituirti così anche dei testimoni.

L’oblazione

Lo stalking telefonico, a differenza del reato di stalking diretto, consente l’oblazione. Ciò significa che colui che ha commesso lo stalking telefonico potrà pagare una somma corrispondente alla metà del massimo dell’ammenda prevista dal codice come pena (nel caso specifico 258,00 euro) ed il reato sarà estinto, quindi cancellato, senza alcuna iscrizione nel certificato del casellario giudiziale.

La richiesta di oblazione, che viene avanzata dal responsabile per annullare il reato, può essere ammessa sia dal giudice delle indagini preliminari, quando il colpevole ancora è solo indagato e non è stato rinviato a giudizio; sia dal giudice del dibattimento e, quindi, quando il reo è stato già rinviato a giudizio. Se la somma di denaro viene pagata prima dell’inizio del processo la fedina penale resterà pulita ed il processo non avrà proprio inizio: la somma di denaro deve essere depositata assieme alla domanda di oblazione.

Invece, nel caso dello stalking vero e proprio, che si verifica quando oltre a subire un fastidio insistente, la vittima si sente turbata fino ad avere paura per la sua vita tanto da dover modificare le sue abitudini di vita, trattandosi di un delitto punito più severamente non è possibile cancellare il reato con l’oblazione.



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7 Commenti

  1. Se una persona riceve telefonate da un numero non inserito in elenco, da un numero che non risponde quando lo si chiama o richiama per avere informazioni legittime oppure quando si richiama, quel numero risulta momentaneamente non disponibile (in caso Di numero fisso) oppure non risponde o risulta non esiste team, puo’ essere considerato stalking Telefonica ??!!
    Grazie.

    1. Purtroppo no. Potresti ipotizzare il reato di molestie e, con una querela, chiedere all’autorita’ giudiziaria di identificare il chiamante e di condannarlo. Si tratterebbe di stalking solo nel caso in cui, oltre ad un fastidio legittimo, le telefonate di procurassero una forte paura per la tua incolumita’. Ma se al telefono non viene detto nulla, come nell’ipotesi che hai fatto, difficilmente puoi avete timore. E quindi non c’e’ stalking.

  2. Salve,
    qualche anno fa ormai, forse nel 2014, ho fatto diverse denunce per stalking telefonico.
    La denuncia era stata fatta ad una donna (amante del mio ex compagno) che per 2 anni consecutivi mi ha chiamato di giorno e di notte, con un numero anonimo.
    dopo questo periodo, sono riuscita a scoprire il numero grazie ad un’applicazione android e quindi a denunciare lei in prima persona.
    Sono stata contattata dalla questura pochi mesi dopo e mi chiesero se avessi intenzione di rimetterla. Ho rifiutato.

    Ad oggi non ne ho saputo più nulla. Chiaramente la persona che ho denunciato ha smesso di importunarmi ma, vorrei sapere cosa sia successo o se devo aspettarmi qualcosa.

    Vi ringrazio anticipatamente

    1. Devi fare una richiesta alla Procura della Repubblica. Tecnicamnete si chiama richiesta ex art. 335 codice di procedura penale e serve a sapere se esiste un procedimento penale nel quale sei persona offesa e a quale pubblico ministero è stato (eventualmente) assegnato.

  3. il mio ex marito mi chiama ripetutamente con la scusa di vedere la bambina in questi due giorni e mi manda messaggi di minaccia posso denunciarlo. da premettere che nn viene a vederla nei giorni che gli spettano ne ne si fa sentire mai apparte ora che sicuramente ha saputo che sono felice

  4. Il reato di stalking telefonico è riconosciuto anche quando il “vettore ” utilizzato è un applicazione telefonica come What’s app? considerato che si può ovviamente bloccare le persone su tale applicazione, volevo sapere se offese e continue vessazioni tramite questo mezzo sono co,umque perseguibili.

    1. Non conta che le molestie e le persecuzioni siano rimaste a uno stadio virtuale e che la vittima possa bloccare il contatto con l’ausilio dello smartphone: rileva lo stato di ansia e di timore procurato a quest’ultima per aversi stalking. Questo perché gli atti persecutori non sono solo gli appostamenti, le continue telefonate, gli squilli a mezzanotte o i pedinamenti con l’auto. Qualsiasi comportamento, tale da alterare le abitudini di vita quotidiana di un soggetto o di generare in lui uno stato di turbamento psicologico o da fargli temere per la propria sicurezza o quella dei propri cari, può rientrare nello stalking. E questo a prescindere dalle ragioni per cui la persecuzione viene attuata. Anche il creditore che “stressa” il debitore per ottenere la restituzione di un prestito o il pagamento di una fattura, anche il marito che tempesta di messaggi l’ex moglie dopo aver scoperto la sua nuova relazione possono essere incriminati. Insomma stalking ad ampio raggio. E il rischio qual è? Naturalmente, oltre al processo penale, può scattare l’obbligo di non avvicinarsi più alla vittima o ai luoghi da questa frequentati. Sono questi, in sintesi, gli ammonimenti che escono da una sentenza della Cassazione che ha appunto ripreso il delicato problema dello stalking su WhatsApp e Facebook. Leggi il nostro articolo per ulteriori approfondimenti https://www.laleggepertutti.it/206855_stalking-su-whatsapp-e-facebook

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