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Lo sai che? Multa nulla se si supera di poco il limite di velocità

Lo sai che? Pubblicato il 23 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 luglio 2017

Multa per pochi chilometri di differenza dal limite: si può impugnare e farla annullare?

Prendere una multa per eccesso di velocità con l’autovelox non piace a nessuno; se poi questo avviene per pochi chilometri di differenza dal limite indicato sulla segnaletica sembra quasi una beffa, un tentativo di “truffa” da parte del Comune. Certo: la polizia ha sempre l’obbligo di calcolare la tolleranza del 5% sul limite consentito; ma se si sfora di poco il tetto così calcolato c’è ugualmente modo di ricorrere e farsi annullare il verbale? Tra le varie sentenze dei giudici di pace italiani che, nell’affrontare il problema, hanno tentato di venire incontro agli automobilisti, sicuramente quella di Vasto [1] è tra le più interessanti e innovative. Vediamo quindi come contestare la multa se si supera di poco il limite di velocità.

Quando scatta la multa per eccesso di velocità?

Per far scattare la multa per eccesso di velocità e, quindi, la fotografia dell’autovelox bisogna superare il limite indicato dalla segnaletica maggiorato del 5% (nel caso di decimali bisogna arrotondare per eccesso): è la cosiddetta soglia di tolleranza, obbligatoria per legge. Non si tiene conto del grado d’imprecisione dell’apparecchio, perché è già inclusa nella tolleranza del 5%. Infatti, tra i requisiti che un apparecchio deve avere per essere omologato, c’è il fatto che non abbia un’imprecisione superiore al 5%.

Facciamo qualche esempio:

  • su una strada con limite a 70 km/h, la multa può scattare solo al superamento di 70+5% ossia 73,5 che, approssimato per eccesso, fa 74. Dunque la multa scatta a partire da 75 km/h;
  • se il limite è di 30 km/h, la multa scatta sempre da 36 km/h (il 5% di 30 è 1,5, ma – come detto – la tolleranza minima deve essere almeno di 5 km/h);
  • se il limite è di 100 km/h la multa scatta a partire da 106 km/h (100+5% di tolleranza);
  • se il limite è 110 km/h la multa scatta da 117 km/k (110+5 % di tolleranza fa 116 approssimato per eccesso);
  • se il limite è 120 km/h la multa scatta da 127 km/h (120+5%).

Come contestare la multa se si supera di poco il limite di velocità

Quando si guida e il limite di velocità è particolarmente basso non è facile tenere gli occhi puntati contemporaneamente sulla strada e sul contachilometri per controllare che il piede sull’acceleratore non scivoli troppo. Specie, poi, se a segnare la velocità è un sistema a lancette è più facile sbagliarsi. Su una plancia comandi analogica come si fa a comprendere se l’auto sta andando a 55 o a 56 km/h? Eppure ci sono alcune pattuglie della polizia che, per sforamenti di uno o due chilometri rispetto alla soglia di tolleranza, fanno scattare la multa.

Consapevole di ciò, il Giudice di Pace di Vasto – forse inorridito di fronte a tanto “fiscalismo” da parte della polizia – è ricorso a una interpretazione davvero originale ma certamente logica e apprezzabile. Cerchiamo di capire dunque come farsi annullare la multa se si supera di poco il limite di velocità.

Una recente modifica al codice penale [2] ha stabilito che, per tutti i reati meno gravi (quelli puniti con una pena detentiva fino a 5 anni, con o senza la sanzione pecuniaria) il colpevole può ottenere immediatamente il perdono, ossia l’archiviazione del procedimento. In pratica, visto che il fatto non desta allarme sociale, e ferma restando la macchia sulla fedina penale, il responsabile non viene più processato né subisce le sanzioni penali. Questo meccanismo va sotto il nome di particolare tenuità del fatto.

Più volte poi la giurisprudenza ha chiarito che alle sanzioni amministrative – tra cui rientrano a pieno titolo le multe – si applicano gli stessi principi del diritto penale. Il che significa – sostiene il Giudice di Pace – che lo stesso discorso deve essere fatto anche per la «particolare tenuità del fatto».

Se l’automobilista multato con l’autovelox dimostra di avere un contachilometri con la lancetta, alcuna colpa gli può essere addebitata se sfora di pochi chilometri il limite massimo di velocità tollerato. Risultato: la multa per autovelox può essere annullata perché «il fatto è tenue» ossia non sufficientemente grave per punire il colpevole.

Che succede a chi supera di poco il limite di velocità?

Secondo la sentenza in commento, chi sfora di pochi chilometri il limite di velocità e viene pizzicato dall’autovelox commette un illecito non grave (“tenue”, per usare le parole del codice penale). E ciò vale soprattutto se il conducente non lo fa intenzionalmente, ma perché ha il contachilometri di tipo analogico (con l’asticella che oscilla ad ogni minimo colpo sull’acceleratore) e non digitale (con i numeri ben chiari e precisamente indicati dalla plancia comandi). Controllare dunque il superamento dei limiti di velocità richiederebbe, sull’acceleratore, una pressione di precisione, senza contare che porterebbe il conducente a distrarsi dalla guida. Tutto questo ragionamento è più che sufficiente per determinare la nullità della multa applicata con “eccesso di zelo” dalla polizia e dal Comune che batte cassa.

Solo la presenza in auto di un cruise control – il cui uso, peraltro, non è obbligatorio – potrebbe risolvere a monte il problema. Il cruise control, lo ricordiamo, è quello strumento che consente di impostare la velocità del mezzo in modo stabile e costante senza dover premere sull’acceleratore. Ma per chi ha l’auto senza tale (sicuramente utile) optional, restare in linea con il codice della strada può essere difficile.

E così – si legge nella sentenza in commento – deve essere annullato il verbale con la multa elevata per violazione del codice della strada, consistita in un eccesso di velocità accertato con autovelox, quando il mezzo oggetto dell’accertamento è dotato di un semplice contachilometri analogico e non digitale e il superamento dei limiti è marginale (nel caso di specie si parlava di 16 km/h): tali fatti non possono costituire un indice di pericolosità del soggetto, né tantomeno rappresentano un disvalore sociale. Il che rende possibile, utilizzando i principi del nuovo codice penale, parlare di tenuità del fatto. Con la conseguenza che l’automobilista non è punibile e la multa va annullata.

note

[1] G.d.p. Vasto, sent. n. 268 del 5.06.2015.

[2] D.Lgs. n. 28 del 16 marzo 2015 che ha introdotto l’art. 131-bis cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. ATTENZIONE: LA SENTENZA CITATA E’ FRUTTO DI UN PARERE DI UN GIUDICE DI PACE ( come mi ha scritto l’Avv.to Angelo Forte consulente de: “La Legge per Tutti “.CITO TESTUALMENTE :……..”la sentenza del Giudice di Pace di Vasto riportata nel nostro articolo è sicuramente
    innovativa, ma al momento è isolata: ciò vuol dire che un altro Giudice di Pace potrebbe
    non condividere la posizione del Giudice di Pace di Vasto e, quindi, ritenere che la tenuità
    del fatto si possa applicare solo nell’ambito penale e non anche nell’ambito delle sanzioni
    amministrative (Le ricordo, infatti, che la violazione che Le viene contestata non costituisce
    reato, cioè non è una violazione di tipo penale, ma solo una violazione con annessa una sanzione solamente amministrativa)….” MEDITA GENTI…..MEDITATE!!!!!!!, ma ricordatevi di pagare la multa e non 29 Euro di consulenza.

  2. che minchiata!!!!!
    Il superamento del limite di velocità di pochi km/h (inferiore ai 10) prevede una multa di €41 che, se pagato entro 5 gg, scende ad € 28,70. Il ricorso al giudice di pace, sperando in una sentenza innovativa , costa € 43 di contributo unificato….
    fatevi due conti…

    1. Non solo è vero quanto detto nel commento qui sopra, ma va anche considerato che:

      – Il Giudice di Pace competente è quello del luogo dell’infrazione.
      Nel mio caso, io ho avito una multa per superamento del limite di 3 km/h a Torino, come mi dicono faccia sistematicamente tale Comune di
      (i 5 Stelle si sono perfettamente adeguati alla gestione indegna del PD che considera i cittadini come il loro bancomat).
      Siccome abito a 100 km da Torino, devo anche preventivare uno o più viaggi di 100+100 km ognuno, che ovviamente già uno solo mi costerebbe già da solo molto più della multa.

      – Inoltre, dato che è tutt’altro che certo che il precedente di un unico Giudice di Pace mi faccia vincere la causa, in caso di soccombenza dovrei anche pagare le spese legali della controparte che ovviamente, nei comuni così in malafede che rapinano gli automobilisti, potranno anche essere gonfiate fino a migliaia di Euro.

      CONCLUSIONE:
      mi sembra che questa cosa sia solo una disquisizione puramente teorica, ma molto poco applicabile,
      soprattutto in uno Stato come il nostro dove le leggi sono fatto,
      ad uso esclusivo dei ladri e criminali,
      fatte da quelli che vengono chiamati ladri e criminali,
      non sono da cittadini, associazioni consumatori, ecc.,
      ma anche dalla Magistratura, dalla Corte dei Conti e perfino dalla Corte Costituzionale!

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