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Incidente e risarcimento parziale: come muoversi?

29 luglio 2017


Incidente e risarcimento parziale: come muoversi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 luglio 2017



Dopo un incidente stradale ho riportato lesioni fisiche che mi sono state risarcite in parte. Voglio andare in causa per chiedere anche una riduzione della capacità lavorativa. Come mi conviene muovermi?

Con la consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite [1] la lettrice andrà a pagare un contributo unificato di valore dimezzato rispetto a quello che andrebbe a pagare con il giudizio ordinario. Dunque, essendo il valore della controversia pari ad 10.000 euro dovrà pagare un contributo unificato di 118,50 euro, oltre la marca da bollo di 27 euro che sarebbe dovuta anche nel giudizio ordinario, invece dell’intero contributo unificato pari ad 237 euro. Si evidenzia, quindi, un primo vantaggio economico, scegliendo il procedimento di istruzione preventiva suddetto, pari ad un risparmio di 118,50 euro. Anche in considerazione del dato “tempistico” sulla carta il procedimento di istruzione preventiva va considerato come più rapido rispetto al giudizio ordinario per come è strutturato.

Nel caso della lettrice, a maggior ragione, essendoci una divergenza sulla quantificazione del danno sarà necessario, anche nell’eventuale giudizio ordinario, la nomina di un ctu da parte del giudice al fine di accertare in maniera imparziale la reale entità del danno da lei subito. Ebbene, nel giudizio ordinario la nomina di un ctu dovrà necessariamente essere subordinata ad una serie di passaggi:

  • notifica dell’atto di citazione;
  • svolgimento della prima udienza (che per molti uffici giudiziari non corrisponde con quella indicata in citazione, ma viene differita secondo le esigenze dell’ufficio);
  • assunzione in una successiva udienza dell’eventuale prova testimoniale richiesta dalle parti ed ammessa dal giudice;
  • ulteriore udienza di conferimento incarico al ctu.

Dopo questi passaggi, potrà finalmente entrare in possesso della relazione sulla base della quale trovare un eventuale accordo con la compagnia assicurativa o, in mancanza, chiedere al giudice di pronunciarsi con sentenza. La consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, invece, consente un iter sicuramente più snello, in quanto l’avvocato nominato dovrà depositare un ricorso dinanzi all’ufficio del giudice di pace competente in cui si chiede la nomina di un ctu. Il giudice di pace fisserà un’udienza per il conferimento dell’incarico al consulente d’ufficio designato il quale poi procederà a visitare la lettrice e a produrre la relativa relazione sulla scorta della quale potrà trovare un accordo con la controparte. Da considerare, inoltre, che nel caso in cui (solo per ipotesi) il ctu dovesse condividere la valutazione del medico dell’assicurazione eviterebbe di proporre un giudizio che, in tale denegata ipotesi, la vedrebbe soccombere. La consulenza tecnica preventiva, quindi, le consentirà anche una verifica delle sue ragioni.

A questo punto è evidente come la consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, andrà preferita anche per una convenienza “tempistica ed economica”, ma attenzione: l’importante è che non vi sia contestazione sulla responsabilità della controparte nell’incidente o altre contestazioni come la mancata copertura assicurativa o altro.

In conclusione e solo per scrupolo, infatti, si fa presente che seppure più conveniente per tempi e costi, la consulenza tecnica preventiva la condurrà solo ad un imparziale accertamento del danno, ma non alla condanna dell’assicurazione. Quindi nella valutazione di cui sopra dobbiamo dare per scontata la buona fede ed il comportamento leale della compagnia di assicurazione che, una volta accertato un danno maggiore rispetto a quello liquidato, intervenga spontaneamente e tempestivamente ad integrare il risarcimento. Nel caso contrario, invece, sarebbe meglio investire più soldi e più tempo al fine di pervenire ad una sentenza di condanna dell’assicurazione alla quale quest’ultima non potrà sottrarsi.

Detto questo per completezza, nel caso della lettrice vale la pena provare con la consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite perché, male che dovesse andare (assicurazione inadempiente anche dopo la ctu), potrà sempre agire in un giudizio ordinario avvalendosi della relazione eseguita in via preventiva chiedendo la condanna dell’assicurazione al risarcimento dei danni ivi accertati, nonché il rimborso di tutte le spese legali sostenute.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cerino

note

[1] Ex art. 696 bis cod. proc. civ.

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