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Come rottamare le cause contro il Fisco


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 luglio 2017



Definizione agevolata delle liti fiscali: ecco il modello di domanda e le istruzioni di compilazione.

Ciascun contribuente che abbia una causa conto l’Agenzia delle Entrate può chiuderla definitivamente entro il 2 ottobre 2017 pagando un importo agevolato. Si tratta della definizione agevolata delle liti fiscali [1] in merito alla quale oggi il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello di domanda e le istruzioni per aderire [2].

Quali cause si possono rottamare?

Possono essere rottamate le controversie instaurate avverso avvisi di accertamento e atti di irrogazione delle sanzioniavvisi di liquidazione e ruoli.

Restano, invece, escluse le liti relative al rifiuto alla restituzione di tributi, quelle di valore indeterminabile, come, ad esempio, per il classamento degli immobili e, più in generale, quelle per le quali manchino importi da versare da parte del contribuente.

È necessario che il ricorso in primo grado sia stato notificato dal contribuente entro il 24 aprile 2017 e che, alla data di presentazione della domanda, il processo non sia ancora concluso con pronuncia definitiva.

In sintesi, sono definibili le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, oppure in pendenza del termine di impugnazione della sentenza o per la riassunzione della controversia.

Quanto si risparmia con la rottamazione?

Per la definizione occorre pagare gli importi spettanti all’Agenzia, richiesti con l’atto impugnato e ancora in contestazione, con esclusione delle sanzioni collegate ai tributi contestati e degli interessi di mora.

Se la lite riguarda esclusivamente sanzioni non collegate ai tributi o interessi di mora, la definizione comporta l’abbattimento al 40%  degli importi in contestazione.

Sono naturalmente da sottrarre gli importi già versati in pendenza di giudizio e, chi ha già presentato entro il 21 aprile scorso la domanda di rottamazione delle cartelle, scomputa anche gli importi dovuti per detta “rottamazione” dei ruoli, dovendo usufruire unitamente delle due agevolazioni.

Scadenza rottamazione liti fiscali

Entro il termine del 2 ottobre 2017, per ciascuna controversia tributaria autonoma, ossia relativa al singolo atto impugnato, va presentata all’Agenzia delle entrate una distinta domanda di definizione, esente dall’imposta di bollo, esclusivamente mediante trasmissione telematica.

La trasmissione va effettuata dall’interessato:

  1. direttamente, dai contribuenti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
  2. incaricando un commercialista o un CAF;
  3.  recandosi presso uno degli Uffici territoriali di una qualunque Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate, che attesta la presentazione diretta della domanda consegnando al contribuente la stampa del numero di protocollo attribuito.

Nelle ipotesi di cui alle precedenti lettere 2) e 3) la domanda, debitamente compilata e sottoscritta, va consegnata in tempo utile per l’esecuzione della trasmissione telematica entro la predetta scadenza.

Non sono ammesse modalità di presentazione diverse da quelle indicate in precedenza, neppure mediante servizio postale o posta elettronica ordinaria o certificata.

La trasmissione telematica della domanda è effettuata utilizzando un servizio web accessibile gratuitamente dai canali Entratel o Fisconline attraverso il sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Il soggetto incaricato della trasmissione telematica è tenuto a consegnare al contribuente copia della domanda di definizione predisposta con l’utilizzo del prodotto informatico, contenente anche il riquadro relativo all’impegno alla trasmissione telematica, nonché copia della comunicazione trasmessa per via telematica dall’Agenzia delle entrate, che attesta l’avvenuto ricevimento della domanda e che costituisce prova dell’avvenuta presentazione della stessa.

La domanda di definizione, debitamente sottoscritta dal richiedente e dal soggetto eventualmente incaricato della trasmissione telematica, deve essere conservata a cura del richiedente stesso fino alla definitiva estinzione della controversia, unitamente ai documenti relativi ai versamenti effettuati, sia in sede di riscossione provvisoria in pendenza di giudizio sia in sede di definizione agevolata della controversia nonché alla documentazione relativa all’eventuale rottamazione delle cartelle.

Devono considerarsi tempestive le domande trasmesse entro la scadenza prevista, ma scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni lavorativi successivi alla data di emissione della comunicazione dell’Agenzia delle entrate che attesti il motivo dello scarto.

Modalità di pagamento definizione agevolata liti fiscali

Il pagamento dell’importo da versare per la definizione può avvenire in un’unica soluzione oppure in un numero massimo di tre rate. Non è ammesso il pagamento rateale se gli importi da versare non superano duemila euro.

Il limite di duemila euro si riferisce all’importo netto dovuto come specificato nelle istruzioni per la compilazione della domanda.

Il termine per il pagamento dell’importo netto dovuto o della prima rata (pari al 40% dell’importo netto dovuto), scade il 2 ottobre 2017.

Il pagamento rateale può essere effettuato in due o tre rate. Nel caso di pagamento in tre rate, la seconda rata, pari al 40%, deve essere versata entro il 30 novembre 2017, e la terza rata, nella misura del residuo 20%, entro il 2 luglio 2018.

In caso di pagamento in due rate, la seconda ed ultima rata, pari al 60%, deve essere versata entro il 30 novembre 2017. Per le rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali a decorrere dal 3 ottobre 2017.

Per ciascuna controversia autonoma è effettuato un separato versamento.

Domanda definizione agevolata liti fiscali

La domanda di definizione deve essere utilizzata dal soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o da chi vi è subentrato o ne ha comunque la legittimazione.

Il modello di domanda si compone del frontespizio, riguardante l’informativa sul trattamento dei dati personali, e delle sezioni nelle quali vanno riportati:

  • i dati necessari ad identificare il soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio di primo grado,
  • il soggetto che, se diverso dal primo, essendovi subentrato o avendone la legittimazione, presenta la domanda;
  • la controversia tributaria oggetto di definizione;
  • l’atto impugnato;
  • l’importo dovuto per la definizione e le relative modalità di pagamento.

Perfezionamento della definizione agevolata

La definizione si perfeziona col pagamento integrale dell’importo netto dovuto o della prima rata e con la presentazione della domanda entro il termine e con le modalità indicate. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.

La domanda di rottamazione sospende la causa?

Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta di sospensione al giudice, dichiarando di volersi avvalere della rottamazione.

In tal caso il processo è sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se entro tale data il contribuente avrà depositato copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo resta sospeso fino al 31 dicembre 2018.

Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono  dal 24 aprile 2017 fino al 30 settembre 2017.

 

Diniego della definizione delle liti fiscali

L’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31 luglio 2018 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali.

Il diniego è impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Nel caso in cui la definizione della lite è richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale può essere impugnata unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo.

Il processo si estingue in mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2018 dalla parte che ne ha interesse.

L’impugnazione della pronuncia giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, valgono anche come istanza di trattazione.

Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.

Modello di domanda definizione liti fiscali 2017

Il modello di domanda per aderire alla rottamazione delle liti fiscali è scaricabile qui, unitamente alle istruzioni per la compilazione.

note

[1] Art. 11 D.L.n. 50/2017 convertito con modificazioni dalla L. n. 96/2017.

[2] Agenzia delle Entrate, provv. del 21.07.2017.

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