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Lo sai che? Cessione ferie solidali

Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2017

Quando è possibile e come funziona la cessione delle ferie ai colleghi che devono assistere figli  con problemi di salute.

 

Devo assistere mio figlio che ha dei gravi problemi di salute, ma ho già terminato ferie e permessi: è vero che gli altri colleghi possono cedermi ferie e riposi?

La cessione delle ferie, o ferie solidali, è una nuova possibilità che è stata introdotta dal Decreto semplificazioni [1], un decreto attuativo del Jobs Act. La norma prevede che i lavoratori possono cedere a titolo gratuito le proprie ferie maturate ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, per consentire l’assistenza dei figli minori che necessitano di cure costanti per le particolari condizioni di salute.

Irrinunciabilità delle ferie e cessione delle ferie

A una prima lettura, la cessione delle ferie sembrerebbe contrastare col principio di irrinunciabilità delle ferie stesse [2] e con quanto disposto dal decreto sull’orario di lavoro [3], che prevede il diritto, per il dipendente, ad un periodo annuale di ferie retribuite di almeno 4 settimane, per reintegrare le energie psicofisiche e partecipare alla vita familiare e sociale.

In realtà, le ferie solidali non contrastano con queste disposizioni, perché possono essere cedute, come indicato chiaramente dalla norma, rispettando i limiti stabiliti dalla legge sull’orario di lavoro e seguendo le previsioni dei contratti collettivi.

In parole semplici, è possibile cedere soltanto le cosiddette “ferie monetizzabili”, ossia quelle ulteriori rispetto al minimo annuale irrinunciabile di 4 settimane, oppure i riposi previsti dai contratti collettivi in aggiunta ai normali riposi giornalieri e settimanali.

A chi possono essere cedute le ferie

Secondo le previsioni della normativa, le ferie possono essere cedute esclusivamente a  un proprio collega, cioè a un lavoratore che sia dipendente dello stesso datore di lavoro, per consentirgli di assistere uno o più figli minori che hanno bisogno di cure costanti a causa dello stato di salute.

La cessione delle ferie è dunque gratuita e ha una finalità solidale, perché volta a consentire l’assistenza di uno o più figli minori del lavoratore (non di altri suoi familiari) bisognosi di cure continuative (è dunque implicito che lo stato di malattia o la disabilità del minore debbano essere certificate).

Ferie solidali nei contratti collettivi

La normativa prevede poi che le ferie solidali siano  appositamente disciplinate dai contratti collettivi, stipulati dalle associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale: i contratti, nel dettaglio, devono stabilire l’ammontare, le condizioni e le modalità di cessione delle ferie.

Se manca la disciplina della cessione delle ferie nella contrattazione collettiva, non è possibile donare le ferie a chi eventualmente, rispondendo alle condizioni prescritte dalla norma, ne abbia necessità.

Ad oggi, purtroppo, sono ancora pochi i contratti collettivi che hanno regolamentato le ferie solidali.

Tra i pochi, è presente il ccnl (contratto collettivo nazionale) metalmeccanica e industria pmi; il contratto prevede la possibilità di cedere non solo le ferie eccedenti rispetto al minimo di 4 settimane l’anno, ma anche una quota delle ore convertite in riposi e accantonate nella banca ore e una quota delle ore Par (permessi annui retribuiti).

In assenza del contratto collettivo nazionale, diversi enti locali, come il Comune di Cagliari e la Regione Sardegna hanno regolamentato le ferie solidali del proprio personale con accordi collettivi di secondo livello; a breve, inoltre, la cessione delle ferie sarà prevista nella contrattazione del comparto scuola e di altri comparti pubblici.

note

[1] Art.24 D.lgs. 151/2015

[2] Art. 36, Co.3, Cost.

[3] D.lgs. 66/2003.


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