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Posso mettere piante e fiori sul pianerottolo di casa?

23 luglio 2017


Posso mettere piante e fiori sul pianerottolo di casa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 luglio 2017



Ecco quando l’assemblea può vietare la collocazione di piante e fiori sul pianerottolo condominiale.

Non a tutti piacciono le piante. C’è chi manifesta allergie, chi non ama gli insetti, chi ritiene che la terra e l’acqua sporchino il pavimento, chi infine preferisce lo spazio vuoto a quello occupato dai vasi. Come ci si regola in condominio? Entro che limiti si possono mettere piante sul pianerottolo di casa?

In generale, i condomini, a meno che non lo vieti il regolamento o non lo consenta lo stato dei luoghi (per es. perché lo spazio è ristretto), possono collocare sul pianerottolo piante, oggetti ornamentali, tappeti e zerbini, a condizione di non creare situazioni di pericolo per chi transita lungo le scale, o di non costringerlo a movimenti disagevoli.

Più nel dettaglio, per comprendere entro che limiti è possibile mettere piante sul pianerottolo di casa bisogna vedere cosa dispone la legge. La disciplina in materia è contenuta nel codice civile [1] che, sebbene si riferisca genericamente a qualsiasi uso della cosa comune, ben si può adattare anche al problema delle piante.

Ciascun condomino – recita la norma di riferimento – può servirsi degli spazi comuni dell’edificio, tra cui appunto scale e pianerottoli, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne lo stesso uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento dello spazio comune.

Da ciò si evince che le condizioni per poter mettere le piante sul pianerottolo di casa sono le seguenti:

  • non bisogna occupare tutto lo spazio, impedendo il passaggio: ciò infatti altererebbe la destinazione d’uso del pianerottolo che, principalmente, è destinato a consentire l’accesso ai rispettivi appartamenti;
  • non bisogna impedire agli altri condomini di fare lo stesso uso del pianerottolo. Va bene, quindi, posizionare uno o due vasi purché si consenta al vicino di piantare anche lui i fiori che preferisce (o collocarvi gli altri abbellimenti da lui graditi eventualmente diversi da piante). Insomma, se è vero che la parte preponderante del pianerottolo deve essere lasciata libera per consentire il passaggio, il residuo spazio non può essere integralmente occupato dai vasi di un solo condomino;
  • se non c’è autorizzazione dell’assemblea, fermo restando il diritto di mettere piante sul pianerottolo di casa entro i predetti limiti, la spesa resta a carico di chi ha il pollice verde. Che pertanto, oltre a doversi occupare della manutenzione dei fiori e a non sporcare il pavimento con l’acqua e la terra, non potrà poi pretendere dal condominio la restituzione dei soldi spesi o, peggio, il pagamento delle ore di lavoro dedicate alla passione botanica. Solo una delibera dell’assemblea può disporre l’accollo delle spese a carico del condominio stesso.

In sintesi, è possibile mettere piante e fiori sul pianerottolo al fine di abbellire l’ingresso dell’appartamento. Lo stesso discorso vale anche per qualsiasi altro tipo di oggetto ornamentale. Ciò, infatti, non muta la destinazione d’uso del pianerottolo stesso la cui funzione è quella di consentire l’accesso alle abitazioni e di dare luce ed aria (laddove vi siano delle finestre). L’unico limite va individuato nel numero delle piante o delle cose: gli ornamenti, infatti, non possono escludere altri usi ai condomini o comunque togliere luce ed aria a quegli spazi.

Il divieto di mettere piante sul pianerottolo deve essere deliberato dall’assemblea all’unanimità o deve essere contenuto in un regolamento di condominio approvato anch’esso con il consenso di tutti i condomini (il che può avvenire anche con l’accettazione del regolamento predisposto dal costruttore in sede di firma del rogito notarile all’atto dell’acquisto dei singoli appartamenti).

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