Diritto e Fisco | Articoli

Infortunio del lavoratore già infortunato

24 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2017



Il lavoratore ha diritto all’indennizzo Inail anche se l’infortunio è avvenuto per sua imprudenza.

 Il lavoratore, già in periodo di inabilità per un precedente infortunio, che subisca un incidente durante l’attività lavorativa (dalla quale avrebbe dovuto astenersi in ragione della lesione precedente) ha comunque diritto all’indennizzo. L’aver lavorato nonostante l’inabilità temporanea accertata può essere imprudente ma non costituisce rischio elettivo e non esclude dunque l’indennizzabilità.

È quanto affermato dalla Cassazione in una recente interessante pronuncia [1].

Ai fini dell’indennizzabilità dell’infortunio è indispensabile il rapporto di “occasionalità necessaria” tra lavoro e infortunio; un nesso cioè di natura funzionale, che abbia un rapporto con le incombenze alle quali il lavoratore è adibito.

L’indennizzo è comunque escluso nelle ipotesi di cosiddetto “rischio elettivo” ricorrente qualora l’infortunio sia la conseguenza di un rischio collegato ad un comportamento volontario del lavoratore, volto a soddisfare esigenze meramente personali e, comunque, indipendente dall’attività lavorativa.

In sintesi, deve trattarsi di rischio generato da un’attività che non abbia rapporto con lo svolgimento dell’attività lavorativa o che esorbiti in modo irrazionale dai limiti di essa.

Occasione di lavoro: infortuni indennizzabili

L’indennizzo Inail copre tutti i casi di infortunio avvenuto per causa violenta “in occasione di lavoro” che cagionino un’inabilità al lavoro superiore a tre giorni.

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, nella nozione di occasione di lavoro rientrano tutti i fatti, anche straordinari ed imprevedibili, inerenti all’ambiente, alle macchine, alle persone, al comportamento dello stesso lavoratore, purché attinenti alle condizioni di svolgimento della prestazione, ivi compresi gli spostamenti spaziali funzionali allo svolgimento della prestazione, con l’unico limite del rischio elettivo.

Ai fini dell’indennizzo, deve esistere un rapporto di “occasionalità necessaria” tra lavoro e infortunio: un nesso cioè di natura funzionale, che abbia un rapporto con le incombenze alle quali il lavoratore è adibito.

Infortunio per colpa del lavoratore

La colpa del lavoratore non rileva perché l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro fa riferimento, ai fini della limitazione del suo ambito di operatività, alla nozione di “occasione di lavoro” e quindi non considera ragione ostativa della sua operatività la colpa, ancorché esclusiva, del lavoratore.

Sebbene ovviamente la violazione di norme antinfortunistiche da parte del lavoratore debba essere considerata un comportamento sicuramente illecito, l’illiceità del comportamento non preclude comunque in alcun modo la configurabilità dell’infortunio come evento indennizzabile.

Il comportamento colposo del lavoratore può invece ridurre oppure esimere, se esclusiva, la responsabilità dell’imprenditore, escludendo il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno subito nei confronti del datore di lavoro (così come, il diritto dell’Inail di esercitare l’azione di regresso nei confronti del datore) ma non comporta certo, di per sé, l’esclusione dell’operatività dell’indennizzo sociale previsto dall’assicurazione gestita dall’Inail.

Infortunio per dolo del lavoratore

L’indennizzabilità è invece esclusa nell’ipotesi dell’infortunio doloso (ossia secondo l’intenzione).  Non è infatti indennizzabile l’assicurato il quale abbia simulato un infortunio o abbia dolosamente aggravato le conseguenze di esso; oppure nei casi in cui si verifica un infortunio i cui effetti sarebbero meno gravi senza il doloso contributo (compiuto con coscienza e volontà) pregiudizievole dello stesso lavoratore.

Infortunio per rischio elettivo del lavoratore

Con riferimento al comportamento del lavoratore, l’ambito della tutela assicurativa è delimitato dal concetto di rischio elettivo, inteso come tutto ciò che sia estraneo e non attinente alla attività lavorativa e dovuto ad una scelta arbitraria del lavoratore.

Il concetto di rischio elettivo delimita sul piano oggettivo l’occasione di lavoro e dunque il concetto di rischio assicurato o di attività protetta.

Secondo la giurisprudenza, l’assicurato non ha diritto all’indennizzo soltanto quando l’infortunio derivi da rischio elettivo, ossia quando esso sia la conseguenza di un rischio collegato ad un comportamento volontario, volto a soddisfare esigenze meramente personali e, comunque, indipendente dall’attività lavorativa, cioè di rischio generato da un’attività che non abbia rapporto con lo svolgimento dell’attività lavorativa o che esorbiti in modo irrazionale dai limiti di essa.

Tale genere di rischio – che è in grado di incidere, escludendola, sull’occasione di lavoro – si connota per il simultaneo concorso dei seguenti elementi:

  • presenza di un atto volontario e arbitrario, ossia illogico ed estraneo alle finalità produttive;
  • direzione di tale atto alla soddisfazione di impulsi meramente personali;
  • mancanza di nesso con lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Questi elementi concorrono a distinguere il rischio elettivo dall’atto lavorativo compiuto con colpa, costituita da imprudenza, negligenza, imperizia, nel quale permane la copertura infortunistica.

Infortunio del lavoratore già in malattia

L’occasione di lavoro non va sempre esclusa in ogni caso in cui il lavoratore infortunato non doveva lavorare perché in stato di inabilità per precedente infortunio.

Al contrario lo stato di precedente inabilità (in quanto comportante un dovere di astensione) non può valere ad interrompere sempre e di per sé il nesso finalistico con l’attività di lavoro (basti pensare al lavoratore, assicurato ed inabile alla mano, che si rechi a piedi in azienda per restituire un attrezzo di lavoro e risulti investito da un’automobile sulla via del lavoro; o che, inabile ad un piede, lavori al computer per indicare un password di accesso a chi ne debba prendere le veci e venga colpito da un macchinario, ecc.).

Dunque, se il lavoratore, già inabile, continua a lavorare (imprudentemente) e subisce un infortunio, ha comunque diritto all’indennizzo Inail.

note

[1] Cass. sent. n. 17917 del 20.07.17.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI