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Editoriali Autovelox: addio cartelli con l’avviso se non c’è alcun controllo

Editoriali Pubblicato il 23 luglio 2017

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> Editoriali Pubblicato il 23 luglio 2017

Fuorilegge i cartelli che avvisano della presenza di un autovelox che poi non c’è o se il box ai margini della strada è vuoto.

Da oggi in poi, se troveremo un cartello con su scritto «controllo elettronico della velocità» vorrà dire che, molto probabilmente, l’autovelox c’è davvero. Non potranno più esistere – e se ci sono andranno rimossi – gli avvisi posti in quei luoghi ove la polizia non fa più le multe con i dispositivi di controllo a distanza come tutor, autovelox e telelaser. A stabilirlo è il Ministero degli Interni che, due giorni fa, ha diramato una importante direttiva (che probabilmente, da oggi in poi, sarà meglio nota come circolare Minniti) e che aggiorna le regole stabilite dalla altrettanto famosa direttiva Maroni del 2009 in tema di prevenzione degli incidenti stradali e di contrasto alle violazioni del codice della strada. Tra i tanti aspetti trattati dal documento ministeriale vi è la messa la bando dei segnali permanenti che evidenziano l’accertamento elettronico della velocità se il tratto stradale non viene utilizzato sistematicamente per l’attività di controllo.

Fuorilegge i cartelli che avvisano della presenza di un autovelox che poi non c’è.

Addio quindi a tutta quell’infinita serie di segnali di avviso di controllo elettronico della velocità, disseminati qua e là sulle nostre autostrade, figli di epoche in cui l’utilizzo degli autovelox era selvaggio e massiccio. Dopo i numerosi ricorsi da parte degli automobilisti, i Comuni hanno compreso che non basta più mettere un cartello con scritto «controllo elettronico della velocità» per poter fotografare un automobilista e poi inviargli la multa a casa. Ci sono distanze da rispettare, autorizzazioni Prefettizie da chiedere e segnaletiche da apporre. In tutto questo, anche se l’uso degli autovelox continua ad essere il principale spauracchio per molti automobilisti, di certo la tecnica del tranello si è dovuta raffinare rispettando le numerose (e spesso confuse) regole.

Ora, dopo otto anni dalla famosa circolare Maroni che aveva tentato di disciplinare l’utilizzo degli autovelox, la circolare Minniti chiede quantomeno un po’ di ordine: che si tolgano dai lati delle strade gli avvisi di controllo della velocità che non fanno altro che rallentare il traffico sul più bello anche laddove non ve n’è bisogno.

Diventano così fuori legge i segnali che avvertono della presenza di un controllore elettronico senza alcuna strumentazione nei paraggi.

Riportiamo il testo della circolare che qui interessa di più:

«Per le postazioni temporanee possono essere utilizzati segnali collocati in modo permanente sulla strada solo quando la posizione dei dispositivi di rilevamento sia stata oggetto di preventiva pianificazione coordinata ed i loro impiego in quel tratto di strada non sia occasionale, ma, per la frequenza dei controlli, assuma il carattere di sistematicità.

Per «pianificazione del servizio di attività di controllo con misuratori di velocità» si intende quella possibilmente definita in seno alla conferenza provinciale permanente.

L’attività pianificata, se programmata con carattere sistematico, dovrà necessariamente assumere una natura non occasionale (esempio almeno X giorni la settimana per X mesi o con altra cadenza) assumendo a tal fine importanza prioritaria non tanto la determinazione di un numero X di controlli, ma la indicazione dell’intervallo temporale in cui viene effettuata l’attività di controllo stesso. Pertanto l’effettuazione di un numero X di periodi di controlli ripetuti, in un arco temporale definito, fa assumere all’attività di controllo il carattere di sistematicità. Ovvio che più è frequente l’attività meglio credibile risulta anche il segnalamento.

Salvo i caso sopracitati, infatti, l’utilizzazione di segnaletica permanente per segnalare postazioni temporanee, se pur non vietate dalle disposizioni vigenti, risulta non coerente con la tipologia utilizzata e con l’esigenza di credibilità che il messaggio segnaletico deve fornire. Pertanto, salvo i casi sopraindicati, le postazioni temporanee dovrebbero essere segnalate con segnali stradali temporanei».


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