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Serbatoi acqua e gas: è possibile tenerli in casa?

23 luglio 2017


Serbatoi acqua e gas: è possibile tenerli in casa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 luglio 2017



La mia abitazione era sprovvista di locali per contenere i serbatoi dell’acqua e del gasolio. Pertanto, ho fatto costruire un locale diviso in due per i serbatoi ma non avendo chiesto le autorizzazioni necessarie, risultano come abusi edilizi. Vorrei sapere se questi due locali possono essere considerati come spazi per servizi della casa oppure devono essere abbattuti. All’interno ci sono solo i due serbatoi. Inoltre i terreni dove sorge la casa sono sotto vincolo paesaggistico da parte del Comune.

Condizione indispensabile perché l’abuso edilizio possa essere oggetto di sanatoria è la cosiddetta “doppia conformità”. Che cosa significa?

Con doppia conformità si intende il fatto che l’abuso edilizio realizzato sia conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell’opera e al momento della presentazione della domanda di sanatoria.

In altri termini, sono sanabili quegli abusi che avrebbero potuto essere realizzati regolarmente ove fosse stato richiesto il provvedimento di autorizzazione.

Nel caso specifico, indicato dal lettore, sussiste un vincolo paesaggistico (come su metà del territorio italiano) che, di fatto e sotto il profilo strettamente giuridico, precluderebbe la possibilità della sanatoria.

Sotto il profilo strettamente giuridico, qualora si dovesse, alle condizioni date, presentare istanza di sanatoria, con ogni probabilità la stessa sarà respinta per la sussistenza del vincolo paesaggistico.

Ai sensi dell’art. 32 l. 269 del 2003, infatti, è previsto che la sanatoria sia esclusa per quelle opere abusive realizzate su aree vincolate (in particolare per i vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesaggistici, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali), a condizione che:

1) il vincolo in questione sia stato istituto prima dell’esecuzione delle opere abusive;

2) le opere abusive (cioè realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo) risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Ciò detto, in ogni caso, prima di demolire l’opera, si suggerisce al lettore di chiedere il parere di un tecnico (geometra, architetto ecc.) con il quale, magari, potrebbe essere possibile trovare una soluzione alternativa.

 

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Antonio Ciotola


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