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Spese mediche: fattura senza marca da bollo

24 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2017



Può accadere che il medico rilasci una fattura senza apporvi la marca da bollo: vediamo come regolarizzarla e detrarla.

Succede, a volte, che  quando ci rechiamo da un medico privato, dunque che esercita al di fuori del Servizio sanitario nazionale, e paghiamo il corrispettivo che ci chiede per la visita o la prestazione sanitaria realizzata in nostro favore, ci venga consegnata una fattura priva della marca da bollo da 2 euro che è obbligatoria per legge quando l’importo della fattura stessa supera la somma di € 77,47.

Il medico, dunque,in questi casi ci  ha rilasciato una fattura senza marca da bollo che non può essere portata in detrazione: vediamo come fare per regolarizzare il documento e per usarlo come base per la detrazione fiscale relativa alle spese mediche.

Fattura del medico senza marca da bollo: come regolarizzarla

In linea generale, il medico – come tutti i soggetti che emettono una fattura di importo superiore ad euro 77,47, è obbligato ad approvi  la marca da bollo da 2 euro se la prestazione non è soggetta ad Iva.

Tuttavia, l’obbligo di apposizione della marca da bollo sulle fatture riguarda entrambe le parti, compreso dunque il paziente: infatti, la marca da bollo è un tributo che è oggetto di obbligo solidale di entrambe le parti del rapporto.

Se il medico consegna una fattura senza marca da bollo, quindi, il paziente deve, entro quindici giorni dalla data di emissione, apporre egli stesso la marca dovuta [1]. Dopo questo termine potranno essere applicate le sanzioni previste per il rilascio di documentazione fiscale priva della marca da bollo, ed anche il paziente sarà tenuto a pagarle.

Detrazione dell’importo portato dal documento regolarizzato

Una volta che il paziente ha regolarizzato il documento fiscale, apponendo la marca da bollo sulla fattura che il medico gli aveva consegnato senza, ha diritto a portare le cifre indicate nella fattura stessa in detrazione.

Infatti, le spese mediche sono detraibili nella misura del 19% della spesa sanitaria che eccede la franchigia, attualmente fissata ad euro 129,11.

Dato, però, che il paziente ha regolarizzato la fattura apponendovi il tagliando adesivo acquistato dal tabaccaio o unendovi la ricevuta di pagamento della marca da bollo, ha diritto a detrarre anche il costo della marca.

Dunque, l’importo della fattura da portarsi in detrazione – nei limiti di legge – dovrà essere composto dall’imponibile e dai 2 euro relativi all’acquisto della marca da bollo.

I 2 euro vanno detratti anche quando la marca è apposta dal medico, ma risulta dalla fattura che il medico stesso ha chiesto al paziente il rimborso per l’acquisto della marca che egli ha apposto [2].

In questi casi, infatti, il costo della marca da bollo può essere considerato un costo accessorio rispetto a quello tipico della prestazione professionale resa dal medico [3].

Non è possibile invece detrarre i 2 euro quando la marca da bollo è stata acquistata dal medico e dallo stesso apposta sul documento senza domandare alcun rimborso al paziente per l’acquisto del tagliandino.

note

[1] Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 444/E/2008 del 18.11.2008.

[2] Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 199/1995 del 14.07.1995.

[3] Art. 15, comma 1, lett. c del D.P.R. n. 917/1986 del 22.12.1986.

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