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Stalking per soldi

24 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2017



Se ricevi continue e pressanti richieste di soldi, che ti creano ansia e timore, puoi sporgere querela per stalking.

Lo stalking può avere diversi fini (sia personali che economici) e si configura non solo nel caso (più comune) in cui un uomo (o una donna) tormenti l’ex fidanzata (o ex fidanzato), ma anche quando un agente del recupero crediti faccia mille telefonate, invii sms o si faccia trovare sotto casa per ottenere il pagamento di un prestito non più onorato; allo stesso modo, realizza il reato di stalking anche  il figlio che pressi i genitori per avere dei soldi. Ovviamente, affinché si configuri il reato di stalking per soldi, i comportamenti devono essere opprimenti, pressanti, fino a determinare uno stato di ansia ed un cambiamento del proprio stile di vita. Cerchiamo di capire quando e come si configura lo stalking per soldi.

Cos’è lo stalking

Sempre più spesso si sente parlare di stalking, anche se talvolta inappropriatamente. Lo stalking (di cui abbiamo chiarito gli elementi essenziali nell’articolo chi chiamare per stalking) non si verifica semplicemente quando una persona, che non ti sta molto a cuore, ti infastidisce perché ti chiama spesso o si fa trovare nei posti che frequenti pur di incontrarci (perché si è innamorata di te, perché vuole compagnia o per i motivi più svariati).

Lo stalking è qualcosa di più, consiste in un insieme di comportamenti vessatori (minacce, molestie, atti persecutori) continuati nel tempo,  perpetrati a danno di una persona che subisce un disagio psichico, fisico, un ragionevole senso di timore tale da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita [1].

Facciamo un esempio. Se qualcuno ti chiama con insistenza e ti dà fastidio perché cerca di controllarti contattandoti a pranzo (mentre sei con la famiglia), a cena (mentre, magari, sei fuori con amici) e persino la notte (per capire se sei in casa o sei uscito/a), questo non per forza è stalking. Diverso è, invece, se una persona ti chiama insistentemente dicendoti che sa dove sei, che ti controlla e che devi fare attenzione a non frequentare altri perché se no potrà diventare pericoloso: in questo caso, se questo atteggiamento determina in te uno stato di ansia o di paura di essere seguita, tale che la sera non vorrai più uscire da sola, che cercherai di frequentare posti diversi (e non i soliti in cui andavi prima), allora si tratta proprio di stalking.

Lo stalking per soldi

Vi sembrerà strano ma la Cassazione, con un recente sentenza, ha stabilito che il figlio che si ferma sotto casa dei genitori, insistendo per salire, allo scopo di ottenere ospitalità e soldi, può essere condannato per il reato di stalking [2].

Una tale condotta, infatti, è stalking se è realizzata:

  • in modo continuativo;
  • con minacce perpetrate nei confronti dei genitori;
  • con comportamenti vessatori ed opprimenti al fine di ottenere (dalla madre o dal padre) continui esborsi di denaro o altre utilità.

Allo stesso modo è stalking quello del creditore che insiste per recuperare dei soldi concessi in prestito al suo debitore. La crisi ed i prestiti che non si riescono ad onorare, infatti, hanno indotto (sempre di più) le banche o le società di recupero crediti a fare continue telefonate, inviare lettere ed e-mail ai debitori per recuperare i propri soldi. Ma tutto questo non sempre è lecito.

Ci sono modi e modi per pretendere un pagamento (anche se dovuto): non si può perseguitare con insistenza il debitore notte e giorno, con telefonate presso l’abitazione o sul luogo di lavoro. Questo è contrario alla legge e, se portato alle estreme conseguenze, può condurre alla commissione del reato di stalking (oltre a quello di minaccia, molestia, violenza privata o esercizio arbitrario delle proprie ragioni). Si deve sempre trattare (ovviamente) di comportamenti vessatori ed opprimenti.

Per esempio. L’agente del recupero crediti che chiama una o, addirittura, più volte al giorno un debitore chiedendogli di pagare e preannunciando conseguenze spiacevoli (legali e non) derivanti dal mancato pagamento, può incorrere nel reato di stalking.

Capita di sentire chi dice: “domani veniamo con l’ufficiale giudiziario e pignoriamo tutto o vi cacciamo di casa”. Questo non è consentito, anche perché non si arriva a pignorare un bene con una semplice telefonata, ma ci sono delle procedure da seguire. Anche i debitori hanno i loro diritti e non possono essere stressati e pressati (quasi minacciati) quotidianamente al punto da aver paura di rispondere al telefono o, addirittura, da cambiare numero. Gli operatori (delle società di recupero crediti) devono rispettare le leggi: non possono cercare l’interessato in luoghi diversi dall’abitazione (come ad esempio a casa di parenti, vicini di casa o sul posto di lavoro), né in orari impensabili o con una frequenza maggiore di quella consentita.

La pena

Il reato di stalking è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni; la pena è aumentata se il fatto è commesso:

  • dal coniuge, anche separato o divorziato;
  • o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa;
  • ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

La pena è, altresì, aumentata fino alla metà se il fatto è commesso:

  • a danno di minori, di donne in stato di gravidanza o di una persona con disabilità;
  • con armi;
  • da persona che non mostra il volto (travisata).

note

[1] Art. 612 bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 29705 del 23.7.2016.

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