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Gli eredi devono pagare la badante?

24 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2017



Gli eredi che rinunciano all’eredità o che la accettano con beneficio di inventario devono pagare la badante che ha assistito il de cuius?

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario comporta la separazione dei beni dell’erede da quelli del de cuius e produce i seguenti effetti:

  1. l’erede conserva verso l’eredità tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti per effetto della morte;
  2. l’erede non è obbligato al pagamento dei debiti ereditari oltre il valore dei beni ereditati;
  3. i creditori dell’eredità hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell’erede.

Ciò vuol dire che l’erede è comunque tenuto al pagamento dei debiti del de cuius nei limiti del valore dei beni ereditati. Difatti, essendo l’accettazione con beneficio di inventario una dichiarazione di accettazione dell’eredità, l’erede beneficiato è successore del defunto anche nei debiti e ne risponde con i beni caduti in successione nei limiti del loro valore.

Dunque, l’erede deve provvedere al pagamento dei creditori del defunto utilizzando i beni ereditati ma, una volta esaurito l’asse ereditario, i creditori rimasti insoddisfatti non possono agire sul patrimonio personale dell’erede.

Condanna al pagamento dello stipendio della badante

Tra i creditori del de cuius potrebbe esservi la badante o colf che ha lavorato per assistere la persona anziana o malata.

Se la badante agisce in giudizio per ottenere il pagamento del proprio stipendio e ottiene una sentenza di accoglimento della propria richiesta e di condanna degli eredi, occorre distinguere due ipotesi. In particolare, si deve verificare se la sentenza ha condannato gli eredi al pagamento del compenso della badante:

  1. in qualità di titolari del rapporto di lavoro e quindi debitori in prima persona, oppure
  2. in qualità di eredi titolari di un debito ereditato dal de cuius.

Rapporto di lavoro tra badante ed eredi

Nel primo caso, qualora il rapporto di lavoro si sia instaurato tra la badante e gli eredi (ciò avviene quando siano stati loro ad “assumere” la badante, impartire le direttive e gli orari di lavoro, o pagare in passato il compenso e/o i contributi), questi rispondono in prima persona del debito e quindi, a prescindere dall’accettazione dell’eredità (semplice o con beneficio di inventario) o dalla rinuncia, la badante creditrice potrà aggredire anche il loro patrimonio personale in virtù della sentenza di condanna.

Rapporto di lavoro tra badante e de cuius

Qualora, invece, il rapporto di lavoro sia sorto tra badante e de cuius e doveva essere quest’ultimo quindi a corrisponderle il compenso, gli eredi diventano titolari del debito solo per effetto della successione. Ciò vuol dire che:

  • se hanno accettato puramente e semplicemente l’eredità, dovranno rispondere del debito anche con i propri beni personali (i quali potranno quindi essere soggetti a pignoramento);
  • se, invece, hanno accettato con beneficio di inventario, dovranno pagare i creditori del de cuius nei limiti del valore del bene ereditato. È quindi legittimo il precetto notificato agli eredi sulla base della sentenza di condanna ma l’eventuale pignoramento non può avere ad oggetto beni personali dell’erede;
  • se hanno rinunciato all’eredità, nessuna azione sarà possibile contro di essi, in quanto non sono mai diventati eredi.
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