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Quali sono i doveri del medico di base?

24 luglio 2017 | Autore:


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Il medico di famiglia  ha un ruolo fondamentale nella cura della salute dei pazienti. Non ha solo il compito di compilare ricette e prescrivere esami. Quando occorre interpellarlo?

Molto spesso lo sottovalutiamo, a volte addirittura ci fidiamo poco o nulla. Finisce che ci rivolgiamo a lui solo per una febbre o un mal di stomaco o per la compilazione delle ricette ma, quando si tratta di problemi più seri, preferiamo lo specialista. Eppure, il medico di base è la figura di collegamento fondamentale tra cittadino e servizio sanitario e ha ruolo essenziale sia nella prevenzione delle malattie sia nella terapia di patologie in corso. Ma quali sono i doveri del medico di base? E quando dobbiamo interpellarlo?

Il medico di base deve essere un referente fondamentale del paziente, un suo punto di riferimento

Medico di base: chi è?

L’assistenza sanitaria in Italia si basa su due figure di riferimento:

  1. il medico di base o di famiglia,
  2. il pediatra: a proposito di questa figura si legga Chi è il pediatra di libera scelta?.

Entrambi dipendono delle aziende sanitarie, ma sono convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. In particolare, il medico di base è colui che ha il compito d’interpretare i sintomi riferiti dal paziente e di indirizzarlo a una diagnosi attraverso una visita, esami diagnostici, esami ematochimici, prescrizione di una terapia, consigliando, se serve, visite specialistiche. È lui che permette al paziente di accedere a tutti i servizi e prestazioni compresi nei livelli essenziali di assistenza (i cosiddetti Lea). In poche parole, è la prima persona che il paziente deve interpellare non solo quando accusa i sintomi di una malattia ma anche tutte le volte in cui ha bisogno di un consiglio sulla sua salute o per mettersi in contatto con enti di altro tipo (ospedali, centri di fisioterapia, se ha bisogno di un’infermiera a assistenza a domicilio).

Medico di base: quali sono i suoi doveri?

Ma quali sono, nel dettaglio, i doveri e i compiti del medico di famiglia? In generale, ha delle funzioni ben precise:

  • tutelare la salute dei propri pazienti mediante attività di diagnosi, terapia, riabilitazione, prevenzione a livello del singolo individuo e della sua famiglia, e di educazione sanitaria;
  • garantire livelli essenziali e uniformi di assistenza, soddisfacendo i bisogni sanitari dei pazienti sia nell’ambulatorio sia al domicilio del paziente;
  • contribuire allo sviluppo e alla diffusione della cultura sanitaria e alla conoscenza del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale;
  • aderire a specifiche campagne promosse ed organizzate dalle Regioni e/o dalle Aziende Sanitarie.

Nello specifico, i suoi compiti sono:

  • curare le patologie dei suoi assistiti, assistendoli sia a domicilio (anche in collegamento – se necessario – con l’assistenza sociale) sia nelle residenze protette (come le rsa). A tal proposito deve garantite continuità; significa che, se è in ferie o è fuori per un convegno, deve provvedere a nominare un sostituto;
  • fare visite domiciliari ed ambulatoriali a scopo diagnostico e terapeutico. Le visite domiciliari sono gratuite, ma è il medico a decidere se si tratta di un caso grave e urgente e se il paziente è effettivamente non trasportabile in studio: se ritiene che l’ammalato è in grado di andare da lui ma preferisce la visita a casa, il medico può chiedere un compenso. Per ciò che attiene agli orari, se il paziente telefona al medico dopo le ore 10, la visita può essere effettuata entro le ore 12 del giorno successivo; nei giorni prefestivi valgono le regole previste per il sabato, con l’obbligo però di effettuare attività ambulatoriale per i medici che in quel giorno la svolgono ordinariamente al mattino;
  • chiedere la consulenza a medici specialisti;
  • aggiornare la scheda sanitaria dei pazienti, conservando in uno schedario le cartelle cliniche di ciascuno e inserendo, di volta in volta, esiti di esami diagnostici, ricoveri o visite specialistiche. Così facendo, potrà consultare in ogni momento la storia clinica, completa e sempre aggiornata, del proprio assistito;
  • redigere certificazioni obbligatorie per legge: ad esempio quelle per la scuola, gli asili nido se l’alunno deve rientrare in classe dopo un periodo di malattia;
  • rilasciare certificazioni di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche: si pensi al certificato medico che ci viene chiesto quando ci iscriviamo in palestra;
  • rilasciare la certificazione per l’incapacità temporanea al lavoro.
  • prescrivere i farmaci, somministrare vaccini, medicare ferite, misurare la pressione.

Il paziente deve imparare a fidarsi del medico di base

Medico di base: ambulatorio sempre aperto?

Il numero di pazienti che un medico di base può assistere non è infinito. Può avere al massimo 1.500 assistiti e deve garantire l’apertura dello studio per 5 giorni alla settimana, secondo i seguenti criteri:

  • preferibilmente dal lunedì al venerdì, con apertura obbligatoria il lunedì. Negli altri giorni, deve organizzare i turni prevedendo, se possibile, almeno due aperture di pomeriggio e due la mattina. L’orario di apertura cambia, comunque, in base al numero degli iscritti: non inferiore a 5 ore settimanali fino a 500 assistiti, 10 ore settimanali da 500 a 1000 assistiti e 15 ore settimanali da 1.000 e 1.500 assistiti. In ogni caso, dovrà essere concordato in relazione alle necessità degli assistiti e all’esigenza di assicurare una prestazione medica corretta ed efficace e deve essere esposto alla porta dello studio;
  • nelle giornate di sabato, l’ambulatorio non deve essere per forza aperto ma il medico deve fare le visite domiciliari che ritiene opportune entro le ore 10.00 dello stesso giorno. Se nella giornata del venerdì precedente non ha terminato il giro visite (relativamente a quelle richieste dopo le 10.00) deve completarlo nella mattinata del sabato.

Gli appuntamenti possono essere fissati sia per telefono, sia con altre modalità. Non mancano medici che ricevono solo per appuntamento ma non possono rifiutarsi di ricevere un paziente che si presenti in ambulatorio senza se la richiesta ha carattere di urgenza. Attenzione, però: il medico di famiglia non deve essere sempre reperibile, anche negli orari in cui non fa ambulatorio. Per casi urgenti c’è sempre il pronto soccorso (lo si ribadisce: per casi gravi. Si legga Quando andare al pronto soccorso?) o la guardia medica (si legga Quando rivolgersi alla guardia medica?). Sempre più spesso, i medici lavorano in associazione (si pensi ai poliambulatori). In questi casi, se il proprio medico non c’è, ci si può rivolgere agli altri medici associati ma solo per prestazioni non rimandabili al giorno successivo e nel rispetto degli orari e delle modalità organizzative dei singoli studi.

Il medico di base non è un burocrate: non compila solo ricette. Ha ben altre funzioni

Medico di base: prestazioni gratuite e a pagamento

Il linea di massima, le prestazioni del medico di famiglia non sono a pagamento per i suoi assistiti. Il discorso cambia per un paziente che non sia un suo iscritto o che è residente in una città diversa da quella dove il medico svolge la sua attività. Tipico esempio è quello del turista che accusi un malore e voglia essere visitato da un medico del luogo. Allo stesso modo, sono a pagamento le visite ambulatoriali richieste dal paziente ed eseguite nei giorni e negli orari in cui è prevista la copertura della guardia medica.

I certificati possono essere compilati gratuitamente – come quelli per i lavoratori in malattia, di idoneità alle attività sportive per i giovani, il certificati di morte – o a pagamento, come quelli per le assicurazioni, per richieste di invalidità, per attività fisica non agonistica e altri i quali è stabilita una tariffa.

Sempre gratis è la compilazione delle ricette nelle quali il medico richiede analisi, visite specialistiche e prescrizioni di farmaci.

Medico di famiglia: diritti e doveri del paziente

Ricapitolando, il medico di famiglia ha una serie di doveri a cui corrispondono altrettanti diritti del paziente come:

  • visite ambulatoriali;
  • visite domiciliari in caso di emergenza;
  • prestazioni gratuite;
  • prescrizione di farmaci, esami diagnostici, visite specialistiche ed esami ematochimici;
  • rispetto della privacy;
  • disponibilità del medico;
  • aggiornamento professionale del proprio medico.

Naturalmente, anche dal lato del paziente ci sono precisi doveri: egli è tenuto a rispettare la professionalità del medico e, cosa non da poco, a fidarsi delle sue scelte relativamente alla prescrizione o non prescrizione di esami diagnostici e farmaci.

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3 Commenti

  1. Il medico di famiglia in visita domestica da un mutuato in grave condizione può chiedere il pagamento di una parcella senza la dovuta ricevuta (IN SOSTANZA 30 EURO in nero)? Con quali criteri stabilisce di mutuare alcuni farmaci mutuabili per cura di patologia, facendoli scorre da banco al paziente che paga l’intero importo?

  2. il medico di famiglia ha l’obbligo di recarsi a domicilio del paziente anziano (rottura del femore causa caduta) settimanalmente e non su chiamata?

  3. sono la madre di un uomo di 33 anni, e durante la sua ultima malattia (bronchite , mal di gola, dolore all’orecchio) il medico di famiglia non ha voluto prescrivergli l’antibiotico,nonostante la visita all’otorino lo raccomandasse (gli ha prescritto un medicinale omeopatico per la tosse).Io credo nella medicina omeopatica, ma credo che in alcuni casi bisogna usare l’antibiotico soprattutto se la gola è molto rossa e se ci sono delle tonsille molto grosse. Sono molto preoccupata; ho proposto a mio figlio di cambiare medico. ma lui non ha intenzione di farlo. Sono troppo preoccupata? Se un medico si rifiuta di prescrivere una medicina consigliata da uno specialista sta nel giusto o no?

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