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Lo sai che? Fermo auto Agenzia Entrate Riscossione: istanza per lo sblocco

Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2017

Come sospendere o annullare il fermo amministrativo sull’auto: i tre casi in cui è possibile depositare l’istanza e tornare a circolare.

Se hai ricevuto il preavviso di fermo auto da parte di Agenzia Entrate Riscossione e proprio non ti puoi permettere di rimanere a piedi, devi sapere che ci sono tre ipotesi in cui è possibile presentare un’istanza per sbloccare il fermo auto o per sospenderlo. Si tratta di ipotesi speciali previste dalla legge per tutelare determinate categorie di contribuenti ritenuti più meritevoli o più deboli perché dell’auto fanno un particolare uso. Ma attenzione: i termini per presentare l’istanza per sbloccare l’auto sono molto stretti. In tutto, infatti, ci sono trenta giorni. A tanto ammonta infatti il periodo di tempo concesso con il «preavviso di fermo amministrativo» che viene spedito all’automobilista da Agenzia Entrate Riscossione prima dell’adozione del provvedimento; ed è in questo periodo che bisogna depositare l’istanza. Cercheremo dunque di capire, in questo articolo, quando si può sbloccare l’auto sottoposta a fermo e in quali casi.

Cos’è e come funziona il fermo auto

Prima però di spiegare come e quando presentare l’istanza per sospendere o annullare il fermo dobbiamo ricordare i punti salienti di tale procedura e in cosa consiste il fermo auto.

Il fermo amministrativo – comunemente denominato «ganasce fiscali» o fermo auto – consiste in una misura cautelare attivata dall’Agente della riscossione attraverso l’iscrizione del fermo del bene mobile registrato (per esempio, un’automobile) nel Pubblico registro automobilistico. A seguito dell’adozione di questa misura, il mezzo non può circolare.

Agenzia Entrate Riscossione provvede all’iscrizione del fermo auto per tutelare i propri crediti e fare in modo che il contribuente non ceda il mezzo prima che venga sottoposto a pignoramento. In verità, quasi mai al fermo auto segue anche il pignoramento: già la prima misura si rivela spesso sufficiente a costringere il debitore a pagare. Se poi, nonostante il fermo, il debitore non paga è perché molto probabilmente il mezzo ha uno scarso valore, sicché difficilmente verrebbe venduto all’asta.

Nel momento in cui scatta il fermo, il mezzo non può essere messo in circolazione. Alcune regioni dispongono in tali casi l’esenzione dal bollo auto (ma non è obbligatorio prevedere tale agevolazione). Il conducente non è tenuto a versare l’assicurazione se ripone il mezzo in garage. Se lo parcheggia sui lati della strada pubblica o in un parcheggio aperto al pubblico l’assicurazione va versata.

Si può vendere l’auto sottoposta a fermo amministrativo; con il mezzo però viene ceduta anche la misura cautelare.

Agenzia Entrate Riscossione può agire con il fermo auto anche per crediti di importo esiguo; non sono quindi previsti limiti minimi come invece per il caso dell’ipoteca sulla casa (20mila euro).

Prima dell’iscrizione al Pra del fermo auto, Agenzia delle Entrate riscossione deve notificare al debitore (o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri) una comunicazione preventiva, contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro 30 giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriori comunicazioni. Questo, a meno che il debitore o i coobbligati, sempre nel termine di 30 giorni, non dimostrino all’Agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione).

Entro il termine di preavviso, dunque, il debito può muoversi per presentare una delle tre seguenti richieste di blocco del fermo auto.

Vediamole singolarmente.

Come sospendere il fermo auto con la richiesta di rateazione

Il primo dei tre casi in cui si può bloccare il fermo auto è presentando una richiesta di pagamento rateale. In tal caso, se il fermo non è stato ancora iscritto, Agenzia Entrate Riscossione non adotta più il provvedimento. Viceversa, se il fermo è stato già iscritto al Pra, il contribuente – dimostrando il pagamento della prima rata – può ottenere la sospensione del provvedimento e tornare a circolare; all’esito dell’integrale pagamento del piano di dilazione, il fermo verrà completamente cancellato. Tutto ciò che deve fare il contribuente per ottenere la sospensione del fermo già iscritto è:

  • presentare domanda di rateazione del debito con Agenzia Entrate Riscossione;
  • pagare la prima rata;
  • comunicare ad Agenzia Entrate Riscossione l’avvenuto pagamento della prima rata (documentandolo) e depositare insieme l’istanza di sospensione del fermo auto che puoi scaricare qui Istanza sospensione per pagamento rateale. L’esattore rilascerà una quietanza;
  • recarsi al Pra e chiedere la sospensione del fermo auto esibendo la quietanza ricevuta da Agenzia Entrate Riscossione.

A pagamento dell’ultima rata il fermo sarà integralmente cancellato.

Se il debitore presenta una richiesta di rateazione del pagamento, l’Agente della riscossione può iscrivere il fermo solo nel caso non accolga la richiesta o quando il debitore non paga, nel corso del periodo di rateazione, cinque rate, anche non consecutive.

Come annullare il fermo amministrativo se l’auto serve per il lavoro

Tutte le volte in cui l’auto serve per gli spostamenti lavorativi, è possibile, entro 30 giorni dal ricevimento del preavviso di fermo, fare istanza di cancellazione del fermo auto. Tale possibilità è riconosciuta unicamente a professionisti (medici, ingegneri, avvocati, ecc.), imprenditori o lavoratori autonomi (agenti di commercio, agenti immobiliari, ecc.). Inoltre il richiedente non deve avere altre auto. Qualche giudice ha riconosciuto tale diritto anche al lavoratore dipendente che dimostri che il luogo di lavoro è particolarmente distante da casa e difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

In tal caso è necessario scaricare e compilare l’istanza di blocco del fermo auto che puoi trovare qui: Istanza annullamento fermo veicoli strumentali.

Insieme all’istanza vanno allegati i seguenti documenti:

  • libretto/carta di circolazione (da cui risulti la destinazione d’uso del veicolo);
  • licenza, concessione amministrativa, autorizzazione comunale, patente, tesserino di riconoscimento o altra documentazione (idonea a chiarire la professione/attività svolta);
  • certificato di attribuzione di partita IVA (per le persone fisiche) da cui risulti l’attività svolta;
  • eventuale altra documentazione.

Per la cancellazione del fermo amministrativo su beni mobili registrati, il debitore non è tenuto a pagare le relative spese né all’Agente della riscossione, né al Pubblico registro automobilistico, né ai gestori degli altri Pubblici registri.

Come annullare il fermo amministrativo se l’auto serve per un invalido

L’ultima ipotesi per chiedere il blocco del fermo auto è dimostrare che il mezzo è utilizzato per il trasporto di una persona diversamente abile. Si tratta di quei soggetti titolari della legge 104. Bisogna a tal fine depositare la relativa istanza che puoi scaricare qui Istanza annullamento fermo diversamente abili. Insieme ad essa bisogna allegare copia della seguente documentazione:

  • libretto/carta di circolazione da cui risulti che il veicolo è dotato di dispositivi prescritti per la conduzione da parte di persona diversamente abile;
  • fattura di acquisto dalla quale risulti che il bene è stato acquistato fruendo delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge n. 104/1992. Qualora la fattura di acquisto non sia stata emessa nei confronti della persona diversamente abile, è necessario attestare che quest’ultima è fiscalmente a carico dell’acquirente (copia dell’ultima dichiarazione dei redditi o autocertificazione – fac simile in ultima pagina);
  • fronte del contrassegno auto “Parcheggio per disabili” rilasciato dal Comune prima della data di notifica del preavviso o della trascrizione del fermo e in corso di validità. In questo caso occorre allegare anche l’autocertificazione, compilata, di cui si fornisce il relativo modello, in ultima pagina;
  • eventuale altra documentazione.

Per la cancellazione del fermo amministrativo su beni mobili registrati, il debitore non è tenuto a pagare le relative spese né all’Agente della riscossione, né al Pubblico registro automobilistico, né ai gestori degli altri Pubblici registri.


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