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Immunoterapia: svolta nella lotta ai tumori?


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2017



Si può curare il cancro con cellule del proprio corpo anziché con la chemioterapia? La scienza va in questa direzione. Cos’è e come funziona l’immunoterapia.

 

Non è passato molto tempo da quando quasi nessuno osava pronunciare la parola «cancro» e preferiva sussurrare il termine «male cattivo». Forse perché ancora non c’era la consapevolezza che era possibile vincere la battaglia contro il tumore. C’è ancora molto da fare, certo, perché di cancro si continua a morire tutti i giorni. Ma oggi, a differenza di allora, la lotta ai tumori ha un nuovo alleato che fa sperare in una svolta. Si chiama immunoterapia e, a detta degli scienziati, sarebbe l’arma giusta per combattere «il male cattivo». Vediamo che cos’è l’immunoterapia e perché viene ritenuta la svolta nella lotta ai tumori.

 

Che cos’è l’immunoterapia

L’immunoterapia è un sistema per la cura delle patologie che si basa sull’uso di sostanze in grado di agire sul sistema immunitario in due modi:

  • attraverso l’immunoterapia di soppressione, cioè deprimendo la risposta del sistema immunitario. Viene utilizzata, per esempio, in caso di allergie, quando si vuole limitare l’eccessiva reazione immunitaria che si scatena in risposta al contatto con un agente esterno (un antigene), o nei trapianti di organi, quando si vuole prevenire un rigetto, oppure, ancora, nella cura delle malattie autoimmuni (psoriasi, sclerosi multipla, artrite reumatoide, celiachia, ecc.);
  • attraverso l’immunoterapia di attivazione, quando si vuole ottenere l’effetto contrario, cioè: non limitare ma amplificare una risposta immunitaria. E’ il caso dei vaccini (immunoterapia antimicrobica) oppure dei tumori (immunoterapia oncologica). Viene utilizzata anche per la cura dei casi di immunodeficienza, come l’Aids o per contrastare gli effetti collaterali di trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia.

 

L’immunoterapia nella lotta ai tumori

Dunque, è l’immunoterapia oncologica quella che può rappresentare una svolta nella lotta ai tumori. Come?

Occorre spiegare che le cellule diventate maligne e, quindi, tumorali, mostrano in superficie delle molecole diverse rispetto alle cellule sane. Molecole note come antigeni tumorali. E’ qui che interviene l’immunoterapia oncologica: gli antigeni tumorali vengono individuati dalle cellule del sistema immunitario, le quali attaccano le cellule maligne.

La scienza individua tre tipi di immunoterapia oncologica: la terapia cellulare, la terapia anticorpale e la terapia con citochine.

L’immunoterapia cellulare

Attraverso questa terapia vengono somministrati i cosiddetti vaccini contro il cancro. Si prelevano delle cellule immunitarie da soggetti affetti da tumore. Le cellule vengono attivate affinché riconoscano quelle tumorali, poi coltivate in vitro e reimpiantate nel paziente. Potranno così identificare ed attaccare le cellule malate.

L’immunoterapia anticorpale

Si tratta di una delle terapie più utilizzate nella lotta ai tumori. Consiste nel far interagire degli anticorpi monoclonali (cioè dei cloni provenienti da un’unica cellula immunitaria) con gli antigeni tumorali. Nel momento in cui avviene questo contatto, l’anticorpo si attiva e produce una serie di segnali biochimici che portano alla risposta immunitaria dell’organismo. Isolato l’antigene tumorale, è possibile creare altri anticorpi monoclonali per la lotta ai tumori.

Immunoterapia con citochine

Vediamo di non perderci in termini troppo tecnici. Che cosa sono le citochine? Sono delle proteine. Qual è il loro compito? Fare da ponte tra le cellule del sistema immunitario e tra queste ed i tessuti e gli organi del corpo. E qual è la loro funzione nell’immunoterapia che può significare una svolta nella lotta al tumore?

Le cellule del sistema immunitario producono alcune di queste proteine che possono essere impiegate nelle terapie contro il cancro. Per esempio (arrivo con altri due paroloni ma spiego subito) l’interleuchina-2 per il melanoma, il cancro al rene o la leucemia mieloide acuta. O l’interferone-α (interferone alfa) per la leucemia a cellule capellute, la leucemia mieloide cronica, il mieloma multiplo, il linfoma follicolare e il melanoma.

Gli effetti collaterali dell’immunoterapia nella lotta ai tumori

Com’è logico pensare, non c’è cura nella lotta ai tumori che non comporti un prezzo da pagare, anche se meno caro di dover pagare un pedaggio per imboccare una strada senza ritorno. L’immunoterapia può comportare degli effetti collaterali come prurito, stanchezza, diarrea, nausea, vomito o colite. Ma anche eventuali danni epatici o l’alterazione del funzionamento delle ghiandole endocrine, come la tiroide o l’ipofisi.

La possibile svolta dell’immunoterapia nella lotta ai tumori

Perché tutte le terapie immunitarie che abbiamo visto finora possono rappresentare una svolta nella lotta ai tumori? La prima risposta potrebbe essere fin troppo evidente: perché non vengono usati del farmaci (o non solo) per attaccare le cellule tumorali ma vengono utilizzate molecole e cellule del proprio organismo. E’ come quando una squadra, per vincere la partita più importante della sua storia, sa di avere a disposizione le risorse di cui ha bisogno, senza dover ingaggiare altri giocatori.

Chiaro che in questa partita occorre saper utilizzare bene le proprie pedine in ogni reparto ed in ogni fase della gara, affinché l’avversario (in questo caso il cancro) rimanga rintanato nel proprio campo, impotente, fino a doversi arrendere, sconfitto dalla potenza di chi ha di fronte: quella squadra formata da galacticos (rimanendo in metafora calcistica), cioè dai linfociti che compongono il sistema immunitario, in grado di annientare gli avversari più temibili (le cellule tumorali) e di vincere ogni partita, compresa quella contro i tumori non operabili.

La sperimentazione dell’immunoterapia nella lotta ai tumori

Dall’Europa all’America sono già stati effettuate delle sperimentazioni per combattere il cancro attraverso l’immunoterapia. Con quali risultati? Vediamo come l’immunoterapia può rappresentare una svolta nella lotta ai tumori e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

A Mainz, in Germania, è stato testato un vaccino potenzialmente universale contro il tumore su tre persone con melanoma in stadio avanzato. Questa ricerca ha evidenziato come il cancro riesca a mutare spesso ma anche come il sistema immunitario, cioè l’immunoterapia, riesca a riconoscere e ad affrontare questi cambiamenti.

In America, nel Texas, e grazie allo scienziato James Allison, l’Anderson Center (ritenuto il principale punto di riferimento mondiale nella cura e nella ricerca sul cancro) ha scoperto la CTLA-4, una proteina che frena l’attivazione dei linfociti T il cui ruolo è centrale per il funzionamento del sistema immunitario. Significa che, bloccando questa proteina, le cellule T rispondono efficacemente contro i tumori. Una scoperta che ha portato alla produzione di farmaci in grado di allungare la vita a pazienti affetti da melanoma metastatico.

Ma ci sono altre molecole, come la NLF-1, in grado di agire nella lotta contro i tumori ed, in particolare, contro una forma tanto rara quanto micidiale di leucemia, quella a cellule dendritiche. Altri studi che riguardano la leucemia linfatica cronica confermano l’efficacia di farmaci non chemioterapici che neutralizzano le cellule cancerogene ordinando alle cellule di crescere e di non morire. Si parla, quindi, di un’alternativa alla chemioterapia destinata a migliorare la qualità della vita del paziente, oltre che a bloccare la malattia.

L’immunoterapia oncologica in Italia

Pioniere in Italia dell’immunoterapia come svolta nella lotta ai tumori è il Policlinico Santa Maria alle Scotte, dell’Azienda oncologica universitaria di Siena, attivo in questo settore dal 2004. Qui c’è l’unico reparto in Italia dedicato a combattere il cancro con queste tecniche. La struttura toscana ha registrato i risultati migliori nella cura del melanoma, ma sta sperimentando l’immunoterapia anche in casi di cancro ai polmoni, al seno, al pancreas, al rene e al fegato. Ma si sta impegnando anche nella cura dei tumori al cervello.

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Autore immagine: 123rf.com

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