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Separazioni: il suicidio silenzioso dei papà che non vedono i figli

24 luglio 2017


Separazioni: il suicidio silenzioso dei papà che non vedono i figli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2017



La Pas, sindrome di alienazione parentale, è ancora lontana dall’essere ricompresa tra le malattie ufficiali: eppure i dati parlano di 200 suicidi all’anno di papà separati.

Si parla tanto di femminicidio ma a volte si dimentica che il crimine può avere un senso inverso e la violenza può provenire dalla donna. Se è vero che, solo nel 2016 sono stati 110 gli omicidi di donne ad opera del marito, convivente o dell’ex, è anche vero che altrettanti sono stati i suicidi dei padri allontanati dai loro figli per mano delle ex mogli. Un crimine che si ripete quotidianamente quello dell’alienazione del papà agli occhi dei bambini: la madre – presso cui i minori vanno a vivere – inizia un’opera di denigrazione e di demolizione della figura paterna fino a determinare un vero e proprio rifiuto del bambino di vedere il genitore. Situazioni, queste ultime, che hanno poi visto le madri, in alcune situazioni, perdere l’affidamento condiviso.

Di tanto si è parlato alla Camera dei Deputati lo scorso 20 luglio nel corso del Convegno sugli illeciti endofamiliari organizzato dalla associazione «Nessuno tocchi papà» e dall’avvocato Walter Buscema.

È intervenuto al dibattito l’onorevole Tancredi Turco il quale ha fornito una statistica allarmante. Circa 200 papà ogni anno si suicidano perché allontanati dai figli. Sono mille i suicidi in tutta Europa. Il suicidio di un papà è la risposta a una violenza subita dalla donna. Perché si parla tanto di femminicidio e non di patricidio? Perché i media sono così concentrati sulla tutela della figura femminile e ignorano che il crimine può avvenire anche nel senso inverso? «Quello dei suicidi dei padri separati è un dramma sottovalutato dai media – ci riferisce l’onorevole Turco – si parla di 200 suicidi ogni anno solo in Italia e 2000 in Europa, nella stragrande maggioranza dei casi nell’indifferenza generale. Secondo le statistiche sono 4.000 i suicidi in Italia ogni anno e tra questi, appunto, 200 quelli conseguenti ad una separazione e al conseguente allontanamento dai figli. I dati sono stati riportati in alcuni articoli di giornali che a loro volta riportano in particolare gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)».

I giudici europei hanno più volte bacchettato l’Italia perché non garantisce il rispetto dei diritti di visita dei minori ai padri separati. «Il problema principale in Italia – continua il deputato – è la mancanza di norme che tutelino i diritti di visita, di educazione e di un normale rapporto dei genitori separati con i figli minori. L’unico rimedio concreto è quello di una denuncia per inottemperanza di ordine del giudice (art. 388 c.p.), ma nella realtà queste denunce quasi mai portano ad una soluzione concreta».

Qualcuno la chiama Pas, sindrome di alienazione parentale, ma sull’esistenza di una patologia clinicamente accertabile si discute ancora molto. I tribunali però si sono già accorti del grave fenomeno rispondendo con l’allontanamento dei minori dalla madre tiranna.

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17 Commenti

  1. Pienamente d’accordo la lucidità e la fermezza riesce a sbloccarti da un filo sottile che ti unisce al passato ..con i figli non ho espressione di giudizio come nel messaggio la dice tutta

  2. Però io parlerei di genitori alienati, non solo di padri. Perché in realtà ci sono tante madri in questa situazione, da quando c’è la legge sull’affidamento condiviso che ha dato la possibilità ai padri di essere presenti tanto quanto la madre. La differenza è comunque sempre imputabile ad un problema di personalità del genitore che strumentalizza i figli contro l’altro, una persona che ha dei problemi di relazione. Non tanto da imputare rigidamente ad un padre o una madre. Saluti

  3. Questa mattina mi presento in tribunale,la.mamma di mia figlia ha voluto così, ma il punto non è quello che chiede o pretende e che davanti a un legale usa un atteggiamento diverso la cosa non fa piacere l’unica forza e l’amore che mi manca di mia figlia il resto e nulla ..Buongiorno

    1. Lucio ti sono vicinissimo e ti posso assicurare che siamo tanti, vittime di malagiustizia in quello che dovrebbe essere limpido chiaro e Costituzionale ma che di fatto è una fabbrica di pezzenti e di morti………….il Diritto di Famiglia Italiano.

  4. “Secondo le statistiche sono 4.000 i suicidi in Italia ogni anno e tra questi, appunto, 200 quelli conseguenti ad una separazione e al conseguente allontanamento dai figli. I dati sono stati riportati in alcuni articoli di giornali che a loro volta riportano in particolare gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)”
    Questi dati non mi risultano a partire da nessuna delle statistiche sui suicidi. A proposito della motivazione che ha condotto al suicidio ci dice l’Istat: “essa risente di notevoli limiti dal punto di vista della produzione del dato statistico, dell’analisi e dell’interpretazione del fenomeno, in quanto non è possibile risalire con ragionevole attendibilità alla complessità di motivi che spingono una persona al suicidio. L’Istat considera tale
    informazione di minore qualità perché il suicidio è un fenomeno multidimensionale, in cui si intrecciano, nella individuazione delle cause e nella scelta delle modalità di esecuzione, fattori sia
    individuali che sociali. Per quanto riguarda l’individuazione delle motivazioni che hanno indotto al suicidio, infatti, in letteratura si ritiene che
    alla base di tale gesto vi sia una moltitudine di fattori concomitanti.” (Data di pubblicazione
    08 agosto 2012)

    1. Una relazione tossica,anche se finita con separazione, che generalmente porta a queste forme di violenza come l’alienazione, conduce una persona vittima ad un malessere che è soggettivo nella reazione. Quindi c’è il genitore che nella fragilità si perde, oppure quello che agisce trovando soluzioni o cercando almeno di riprendersi una vita. Non vedere i figli è una grande violenza, specie perché ci si rende conto che è solo uno dei tasselli di una escalation di episodi che, si subiscono, volenti o non volenti, per mille ostacoli ed impedimenti, anche giudiziali.

  5. Mi spiegate la logica di questa frase? Ovvero che relazione c’è tra la falsa malattia e i presunti 200 suicidi l’anno dei padri separati?
    «La Pas, sindrome di alienazione parentale, è ancora lontana dall’essere ricompresa tra le malattie ufficiali: eppure i dati parlano di 200 suicidi all’anno di papà separati.»

  6. “Perché si parla tanto di femminicidio e non di patricidio?” Perchè nell’immaginario collettivo dei grulli, la donna è sempre un gattino fiorellino delicato, indifeso e sensibile che non puo’ e non vuol far del male a nessuno (le donne sono tutte dolcissime!), mentre l’uomo è guerriero, l’orco cattivo, il violentatore, insensibile e capace di resistere ad ogni scontro, verbale, psicologico o fisico; è un pezzo di ferro che resiste a tutto. E se non ci riesce è una checca e se lo è meritato. Questo è il motivo. Che a giro ci sono tanti grulli.

  7. Qualche giorno fa a bari si è lanciato giu dal quarto piano un papà di 28 anni perché doveva vedere i suoi 2 figli solo 2 ore a settimana e una vergogna ce la parità dei sessi a che cazzo serve ! LE COSE SI FANNO UGUALI SIA PER L’UOMO CHE PER LA DONNA

  8. Non sono un genitore separato ma ho vissuto storie sia di papà che in primis di mio fratello. Una storia triste la mia, la madre tiranna ha allontanato la bimba (oggi 18enne), non facendola vedere al papà quando era malato (poi deceduto per grave malattia), poi non lo ha fatta più vedere ai nonni (miei genitori) e la bimba che oggi è una ragazza è cresciuta senza creare un rapporto con i suoi nonni ed oggi é impaurita se ci incontra per strada. È sempre stata impaurita dalla madre tiranna. È il mio caso è proprio un esempio di donna e madre tiranna.

  9. Sono un genitore separato e divorziato, una storia triste che assegnato tutto la mia vita, e ho dovuto fare una scelta per poter vivere alla meglio maniere. Mi chiedo perché deve essere assegnato sempre tutto alla donna, chi è la donna quando abbiamo tutto per scontato il 50% e quando una storia finisce deve essere chiusa non aprire ferite. Io mi chiedo perché la donna fa violenza sull’uomo psicologicamente? quando sento che un’uomo non c’è la fatto più ha preso una sua decisione per me ha fatto quello che riteneva di fare e oggi si devono rendere conto che devono essere uguale non dire come sento dalle parole di una donna che gli uomini devono essere rimasti in mutande e quello che vogliono una storia quando e finita e finita come dicono loro non attaccarsi a tutto. Potrei commentare tante cose lascio perché nessuno fa niente per poter lottare un pieno diritto dell’uomo. Se e come dicono loro (donne) che senza di un uomo si può fare tutto allora che lo facciano così non rompono più.

  10. Vorrei che l’autore/ice di questo articolo mi spiegasse qual è il nesso tra femminicidio e i suicidi dei padri separati e perché questi due fenomeni vengono paragonati quando non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro (se escludiamo il fatto che se la madre decide di non far vedere i figli al padre, probabilmente, è perché lui è un violento, magari)?!
    Mi spieghi, gentilmente, perché quando si parla di un argomento di rilevanza femminile, grave, lo si deve sminuire per far spazio ad argomenti “davvero importanti” come quelli che riguardano gli uomini?!
    Perché ogni volta che si parla di morti maschili bisogna automaticamente sminuire le morti femminili? Starà forse cercando di far sentire in colpa le donne per volersi difendere dagli uomini che le uccidono? Pensa forse che sminuendo le morti femminili legittimerà quelle maschili? A cosa serve, esattamente fare questo genere di paragone? Cosa dovrebbe aggiungere alla discussione?

  11. Sono un avvocato e madre separata.
    Non condivido assolutamente il post, perché accanto a padri che si vedono negati i diritti da madri tranne… ce ne sono molti di più che, in seguito alla separazione, abbandonano i propri figli economicamente ed emotivamente.
    Personalmente ho anche presentato una querela alla Procura della Repubblica perché il mio ex marito non cerca e non vede quasi mai i figli…. ed il GIP (giudice per le indagini preliminari), ha archiviato la querela affermando sommariamente che il padre, vivendo con una compagna, non aveva più il tempo di vedere i figli e che la mia querela scaturita dal rancore di una donna verso l’ex.
    Premesso che non stimo il mio ex e che, a causa del suo egoismo e del suo narcisismo, non lo reputo il padre dell’anno…. Forse il giudice non ha compreso che la mia querela voleva essere l’estremo tentativo di tutelare i miei figli che, come tutti i bambini, hanno il diritto e il bosogno di essere amati e seguiti dal loro padre. Il giudice avrebbe dovuto tener conto che la querela è arrivata solo dopo mesi e mesi di suppliche mie verso il padre di passare un po’ di tempo con i figli…. ma il mio ex aveva di meglio da fare… doveva e deve godersi la sua storiella da adolescente attempato con la fidanzarsi a di 15 anni più giovane.
    PURTROPPO NELLE SEPARAZIONI LE VITTIME SONO SEMPRE I FIGLI….. raramente ho visto padri vittime.

  12. Da 10 anni ormai l’ONU ha regolamentato i diritti dei FIGLI. Ma in Italia si sa, vige il
    Bigottismo medievale ed il demone della povera donna martoriata dal marito non presente e cattivo. Probabilmente ci sono ancora questi episodi, assolutamente. Ma se la situazione è diversa come si nota dalle statistiche (indipendentemente dai MOTIVI che spingono un padre a suicidarsi, e fidatevi la mancanza di un figlio SI SENTE ed è DOLOROSISSIMA, perciò mi sento in diritto di dire che “stesse con la bocca chiusa chi o non vive questo sentimento o non ha figli”) è opportuno CAMBIARE qualcosa. Anzi più di qualcosa. L’Italia preferisce intervenire (male) solo DOPO che un fatto avverso si sia avverato. MAI c è stato un caso in sui si sia sentita chiamata in causa (in queste circostanze) di PREVENIRE una situazione schifosa come quella sopra riportata che ahimè è incredibilmente frequente. Personalmente io vado avanti con le mie gambe e nel giusto e con cognizione di causa sto nel mio e FACCIO IO in modo tale da far sì che mia figlia possa vivermi. Una persona un giorno mi disse “tu registra tutto e fai ascoltare il tutto a chi di dovere”. Avrò atteso mesi… ma Quella persona aveva ragione. Perciò se la madre è tiranna, non cerchiamo di spodestarla o di farle un torto. Noi ne riceviamo abbastanza. Credo che abbiamo sufficiente maturità per dire cosa è giusto o cosa è sbagliato e soprattutto sufficiente maturità per NON fare ciò che tali tiranne (o anche tiranni) fanno. Lo si deve fare per noi ma soprattutto per i nostri figli. RESISTERE, ma non arrendersi MAI. RESISTERE a questi colpi continui, altrimenti li riceverebbero i nostri figli. Perciò facciamo in modo che l’Italia CAMBI RADICALMENTE i diritti dei padri. Ah e per la cronaca: un figlio Non è che muore senza la mamma per 1gg.
    “Poverino ancora è piccolo, prende il latte, va all asilo. Il padre non è in grado di fare questo. La mamma, lei va tutelata…” madre che altresì non è che un tiranno con la maschera di mary poppins, che vuole solo soldi ed usa il figlio come scudo o ricatto. E se scrivo questo fidatevi delle mie parole… concludo, scusandomi per la lunghezza del commento, dicendo che non dobbiamo cedere tanto meno deprimerci. È doloroso e lungo. Ma alla fine confido nel cambiamento. E se in Italia la legge non cambia, beh allora facciamoci furbi. Perché tanto questa tipologia di persona (madre prevalentemente, tiranna avida e cattiva) è anche abbastanza ignorante da non vedere dove sbaglia. Ribadisco ciò che ho su scritto: verba volant, scripta (Et registratio) manent.

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