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Cartella esattoriale consegnata a figlio: è valida?

24 luglio 2017


Cartella esattoriale consegnata a figlio: è valida?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2017



Quando è arrivato il postino a consegnare la cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione ha firmato la raccomandata mio figlio che è minorenne: la notifica è valida?

Quando il postino o il messo notificatore, incaricato della notifica della cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione, non trova il destinatario a casa può affidare l’atto anche a un familiare convivente e, quindi, anche a un figlio del contribuente. Come abbiamo già spiegato nella guida Cartella di pagamento: è valida se viene data al convivente?, cui si rinvia per maggiori chiarimenti, la cartella esattoriale consegnata al figlio è valida solo a condizione che questi sia capace di intendere e volere e non abbia meno di 14 anni. Nel caso di età superiore, ma minore di 18 anni, dunque, la notifica resta valida.

Peraltro, quando il postino consegna la raccomandata al familiare convivente – e così anche al figlio minorenne – non è tenuto a inviare al destinatario effettivo la seconda raccomandata informativa (cosiddetta Can, ossia «comunicazione di avvenuta notifica») con cui lo informa di aver lasciato il plico nelle mani di un familiare convivente. In teoria, quindi, è ben possibile che il figlio dimentichi di consegnare la cartella di pagamento al padre e che quest’ultimo, non sapendolo, non possa più presentare opposizione per scadenza dei termini.

In ogni caso, è possibile in ogni momento sapere se si hanno debiti con Agenzia Entrate Riscossione chiedendo un estratto di ruolo online o allo sportello.

Se la cartella di pagamento invece è stata notificata a un soggetto che non sia un familiare convivente o che abbia meno di 14 anni o che non sia capace di intendere e volere, la notifica è nulla. Ma qui occorre prestare attenzione: se il contribuente fa ricorso, impugnando la cartella notificata erroneamente, non fa altro che ammettere di averne comunque preso conoscenza; pertanto la sua ammissione sana il vizio. Quindi il comportamento più corretto per contrastare una notifica nulla è di attendere il successivo atto dell’esattore (ad esempio un pignoramento o un fermo auto) e poi contestare quest’ultimo sulla scorta della mancata notifica dell’atto presupposto, ossia della cartella.


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