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La donazione non è sempre valida

25 Luglio 2017 | Autore:
La donazione non è sempre valida

Che cos’è la donazione e quali sono i requisiti per la sua validità. Le tasse sulla donazione. Se l’atto è nullo, la tassazione è comunque dovuta.

Le donazioni sono frequentissime nella pratica di tutti i giorni. Anche la paghetta che diamo ai nostri figli è una donazione, così come quando regaliamo i vestiti usati a qualcuno. Ebbene, le descritte liberalità sono assolutamente valide ed ammesse dalla legge, poiché di modico valore. Discorso diverso, invece, per quelle di una “certa consistenza”. Ad esempio, la donazione di un immobile al proprio figlio o di una rilevante somma di danaro al proprio nipote. Ebbene, nei casi appena citati, la donazione deve essere realizzata con una certa formalità e sull’operazione compiuta è necessario riconoscere allo stato una determinata tassazione. Scopo di quest’articolo è di chiarire i citati aspetti.

 

Che cos’è una donazione?

una donazione?Con la donazione un soggetto, definito donante, con l’intento di “arricchire” un altro soggetto, definito donatario e che accetta, dona a quest’ultimo un bene o un diritto.

Si tratta di un contratto che si realizza attraverso la forma pubblica, cioè redatto da un notaio, alla presenza di due testimoni. È una formalità richiesta a pena di validità della donazione stessa che, pertanto, non può essere realizzata diversamente (ad esempio, mediante una scrittura privata). Il ricorso al notaio è pertanto necessario ed inevitabile (con tutti i costi annessi e connessi in termini di onorario del professionista).

Fa eccezione alla regola poc’anzi descritta, la donazione di modico valore. In tal caso la legge non richiede per la validità dell’atto la forma pubblica. È opinione comune che per valutare se una donazione è di modico valore o meno, occorre considerare le condizioni economiche del donante. Se si tratta di una persona agiata, una donazione anche di 20.000 euro, potrebbe, ad esempio essere considerata di modico valore e quindi valida anche se compiuta senza l’atto pubblico.

Quali tasse si pagano sulla donazione?

Quando si conclude una donazione, lo stato italiano pretende il pagamento di un’imposta, secondo il seguente schema:

  • Per quelle compiute a favore del coniuge e dei figli bisogna pagare un’imposta pari al 4%, ma solo se il valore della donazione dovesse eccedere il 1000.000 di euro (franchigia). L’imposta sarà applicata e il calcolo eseguito solo sull’eventuale eccedenza;
  • Per quelle compiute a favore del fratello o della sorella bisogna pagare un’imposta pari al 6%, ma solo se il valore della donazione dovesse eccedere i 100.000 di euro (franchigia). L’imposta sarà applicata e il calcolo eseguito solo sull’eventuale eccedenza;
  • Per quelle compiute a favore degli altri parenti bisogna pagare un’imposta pari al 6% del valore della donazione, senza considerare alcuna franchigia;
  • Per quelle compiute a favore degli “estranei” bisogna pagare un’imposta pari al 8% del valore della donazione, senza considerare alcuna franchigia;

Per le donazioni degli immobili, bisogna, inoltre considerare:

  • l’imposta ipotecariapari al 2%;
  • l’imposta catastalepari al 1%.

Infine, se la donazione rientra tra quelle per le quali è prevista una franchigia, ed è quindi di valore inferiore, non si applica l’imposta di registro, altrimenti dovuta [1]. (per approfondimenti sulle donazioni immobiliari ai figli, vedi l’articolo “quali tasse pago se dono la casa a mio figlio”)

Se la donazione è nulla, pago le tasse?

Abbiamo visto che per le donazioni di un certo valore (immobiliari, di denaro, di gioielli, ecc) è necessario recarsi dal notaio per sottoscrivere l’atto pubblico di donazione tra il donante e il donatario, altrimenti la liberalità compiuta è invalida. Tuttavia, nella pratica, se un nonno o uno zio regala, con un semplice bonifico, un’ingente somma di denaro al nipote, non è detto che ci sia qualche parente che abbia qualcosa da ridire e che voglia far valere l’eventuale nullità della donazione compiuta.

Ebbene, la validità o meno della donazione in esame, non esclude gli oneri fiscali. Come precisato dalla Cassazione [2], anche se si tratta di una donazione nulla per essere stata compiuta senza l’atto pubblico davanti al notaio, sono comunque dovute le imposte previste per la donazione. Nel caso esaminato dalla Corte, il nonno aveva regalato denaro e oro al proprio nipote.


note

[1] Circ. Ag. delle Entr. n. 44/E del 07.10.2011.

[2] Cass. Civ. sent. n. 634/2012.


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