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Vacanza studio Inpdap: come funziona

25 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 luglio 2017



Anche per il 2017, l’Inpdap ha previsto il progetto “Estate INPSieme” che consente ai giovani, tramite l’erogazione di borse di studio, di partecipare a soggiorni estivi che conciliano vacanza e studio.

Le vacanze studio Inpdap sono una nuova iniziativa dell’Inps, ente in cui è confluito l’Inpdap (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica), inseguito alla sua soppressione, rivolta ai giovani che intendono vivere un’esperienza di vacanza/studio nel nostro Paese o all’estero. Come funziona la vacanza studio Inpdap esattamente? Vediamo.

 

Inpdap: cos’è?

L’Inpdap si occupava di previdenza e altri servizi riservati ai dipendenti del settore pubblico. Nel dicembre 2011, con il Decreto Salva Italia, il governo Monti ne ha disposto la soppressione e il trasferimento all’Inps di tutte le sue funzioni, nell’ambito di un più generale processo di riorganizzazione e razionalizzazione del sistema previdenziale italiano, con lo scopo di contenere la spesa pubblica. Oggi, quindi, l’Inpdap non esiste più e, quando se ne parla, ci si riferisce alla Gestione ex Inpdap dell’Inps, chiamata anche Inps Gestione Dipendenti Pubblici.

Vacanza studio Inpdap: svago e studio a costo zero o quasi

Vacanza studio Inpdap: cos’è?

Anche per il 2017, l’Inpdap ha previsto il progetto “Estate INPSieme”, nell’abito del quale la vacanza si colloca. L’obiettivo è quello di consentire ai giovani, tramite l’erogazione di apposite borse di studio, di partecipare a soggiorni estivi – la cui durata varia da una a quattro settimane – che conciliano vacanza e studio. Le attività previste sono davvero molteplici: attività sportive, ricreative, culturali, a cui si aggiungono gite e lo studio di una lingua straniera per chi sceglie come destinazione un paese estero (si può scegliere la meta tramite il cosiddetto Catalogo delle Opportunità dove sono indicate tutte le destinazioni, le località e le strutture convenzionate dove è possibile alloggiare).

L’iniziativa in questione è, dunque, una gran bella opportunità, soprattutto se si considera che il giovane e la famiglia dovranno versare solo un contributo minimo e una quota percentuale variabile a seconda del valore Isee. Non è tutto: per i soggetti diversamente abili, l’Inps provvede a fornire una assistenza ad opera di personale qualificato, senza nessun costo.

Il bando contiene tutte le informazioni necessarie: viene pubblicato nei primi mesi dell’anno

Vacanza studio Inpdap: come fare per partecipare?

Nei primi mesi di ogni anno in cui l’iniziativa si rinnova (quest’anno il bando è stato pubblicato il 2 febbraio scorso), l’Inps, all’interno della sezione “Concorsi welfare, assistenza e mutualità”, pubblica il bando in cui sono contenuti tutti i requisiti e le condizioni per accedere alla vacanza. Nello stesso bando sono specificati i beneficiari dell’iniziativa. Si tratta di giovani, figli o orfani ed equiparati di:

  • iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali;
  • iscritti alla Gestione Fondo Ipost;
  • assistiti dall’Istituto di previdenza e assistenza per i dipendenti di Roma capitale.

Quando si parla di gestioni si intende i fondi pensionistici a cui accedono le varie categorie di lavoratori.

La domanda deve essere inoltrata via internet, entro i termini indicati dal bando. Nel dettaglio, una volta che ci si collega a www.inps.it, si deve cliccare, nell’ordine, su:

  • servizi on line,
  • servizi per il cittadino, servizi ex Inpdap,
  • domande,
  • Estate INPSieme,
  • domanda,
  • inserisci domanda: a questo punto si troverà un modulo da compilare in tutte le sue parti.

I posti disponibili ogni anno sono limitati per cui l’assegnazione avviene tramite graduatoria di merito. Viene preso in considerazione, infatti, il rendimento scolastico del giovane e il voto in condotta.

Vacanze studio Inpdap: quali requisiti bisogna avere?

Ferma restando questa graduatoria, per stabilire l’eventuale versamento di un contributo economico, al momento della domanda, il richiedente deve dichiarare di aver presentato la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Si tratta del documento necessario per attestare l’Isee ordinario o l’Isee minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi. Per chi non sa come calcolarlo, l’Isee è fornito dall’Inps o da enti convenzionati, sempre a fronte della Dsu. Oltre ad aver presentato questa documentazione, il richiedente, al momento della presentazione della domanda deve:

  • essere iscritto ad una scuola secondaria di secondo grado e non aver compiuto 19 anni (per gli studenti disabili e invalidi civili al 100% il limite di età è elevato a 23 anni);
  • essere iscritto alla banca dati Inps come richiedente;
  • essere in possesso del Pin dispositivo.
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