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Posso non pagare i lavori condominiali?

26 luglio 2017


Posso non pagare i lavori condominiali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 luglio 2017



Il condominio vorrebbe deliberare l’imbiancatura delle scale e cambio portone. La spesa è alta. Posso non pagare dato che la considero voluttuaria?

La norma che consente al condomino di venire esonerato dal contribuire alle spese molto gravose o voluttuarie è l’articolo 1121 del codice civile. Questa norma consente l’esonero del condomino da ogni contributo nella spesa (molto gravosa o voluttuaria) solo nel caso in cui essa abbia ad oggetto delle innovazioni (in aggiunta va detto che la voluttuarietà sussiste solo se l’opera è tale con riferimento alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio e che la eccessiva gravosità va riferita ad un criterio oggettivo di consistenza e non alle particolari condizioni economiche del singolo condomino che debba sopportarla). E per innovazione, secondo quello che la giurisprudenza ha chiarito [1], si intende l’opera che trasformi la cosa comune alterandone l’originaria funzione e destinazione. In altri termini, l’innovazione è solo quell’opera che trasformi il bene comune cambiandone la funzione o la destinazione.

Nel caso della lettrice, l’imbiancatura delle scale è invece un’opera di semplice conservazione (o di manutenzione ordinaria) e non certo un’innovazione, mentre la sostituzione del portone è una modificazione (e non un’innovazione) che tende, presumibilmente, ad una migliore o più comoda o più razionale utilizzazione della cosa (probabilmente perché il nuovo portone assicurerà meglio del vecchio la funzione di protezione dei beni comuni e delle proprietà private). Pertanto, si è in presenza di opere e lavori che non costituiscono innovazione e, quindi, anche se la lettrice votasse in senso contrario, sarebbe obbligata comunque al pagamento della sua quota di spesa (ovviamente nel caso in cui la delibera fosse approvata con maggioranza prevista dalla legge). Il suggerimento pratico è allora quello di verificare la possibilità, se i lavori fossero approvati dall’assemblea, di rateizzare il pagamento inserendo questa clausola nell’accordo con la ditta che dovesse aggiudicarsi l’esecuzione delle opere in questione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

 [1] Cass. sent. n. 18052 del 19.10.2012.


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