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Lo sai che? Tirocinio post laurea: può essere retribuito?

Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

Gli stage non possono più essere gratuiti. Dal 2013 la legge è cambiata e i tirocinanti devono percepire un’indennità di partecipazione pari a non meno di 300 euro.

Per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro, i tirocini post laurea sono un’opportunità preziosa. Permettono di fare esperienza, di capire come funziona un’azienda e i suoi meccanismi e di arricchire il proprio curriculum, di mettersi alla prova non più come studente ma come dipendente. Tuttavia, dal lato delle aziende il punto di vista è molto diverso; non è raro che i tirocinanti vengano impiegati in mansioni anche di un certo rilievo, senza garantire loro alcuna assistenza e nessun tipo di formazione, sfruttandoli unicamente come manodopera a basso costo. La domanda allora è: il tirocinio post laurea può essere retribuito? La legge parla chiaro. Dal 2013 [1] gli stage non possono più essere gratuiti.

Tirocinio non può essere sinonimo di manodopera a basso costo

Tirocini post laurea: quanti tipi?

Le tipologie di tirocinio previste, attivabili in base a delle convenzioni con appositi enti, sono tre:

  1. tirocini formativi e di orientamento, rivolti a soggetti che abbiano conseguito la laurea entro e non oltre i 12 mesi. Si pongono l’obiettivo di agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nel passaggio dall’università al mondo del lavoro;
  2. tirocinio di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro: si rivolgono principalmente a inoccupati e disoccupati, anche in mobilità, ai beneficiari di ammortizzatori sociali (come i cassaintegrati) sulla base di specifici accordi in attuazione di politiche attive del lavoro (sono tutte quelle iniziative che facilitano chi cerca un impiego). L’obiettivo è quello di permettere un loro reinserimento nel mercato del lavoro;
  3. tirocini di orientamento e formazione oppure di inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate (come ex carcerati, ex ricoverati in case di cura o comunità di recupero da alcool e tossicodipendenza) e richiedenti asilo politico o titolari di protezione internazionale.

Vietati i tirocini gratuiti

Tirocini post laurea: sono retribuiti?

Ma veniamo al sodo. Tirocini retribuiti o gratuiti? Secondo le nuove regole in vigore dal 2013, tutti i tirocinanti devono percepire una indennità di partecipazione pari a non meno di 300 euro. Niente più stage gratuiti, quindi, tranne quando i tirocinanti sono lavoratori sospesi e comunque precettori di forme di sostegno al reddito (come la disoccupazione). Ecco di seguito a quanto ammonta l’indennità (orientativamente) nelle varie Regioni:

  • Piemonte: 600 euro minimi per stage full-time e 300 euro per stage part-time;
  • Lombardia: 400 euro minimi o 300 euro in presenza di buoni pasto o mensa;
  • Liguria: 400 euro minimi;
  • Veneto: 300 euro minimi;
  • Provincia di Bolzano: 400 euro minimi;
  • Friuli Venezia Giulia: 300 euro minimi (per 20 ore settimanali), 500 minimi (per 40 ore settimanali);
  • Emilia Romagna: 450 euro minimi;
  • Toscana: 500 euro minimi;
  • Lazio: 400 euro minimi;
  • Umbria: 300 euro fino a 24 ore, 400 euro minimi a partire da 25 ore settimanali;
  • Marche: 350 euro minimi;
  • Abruzzo: 600 euro minimi;
  • Campania: 400 euro minimi;
  • Molise: 300 euro minimi;
  • Puglia: 450 euro minimi;
  • Basilicata: 300 euro minimi;
  • Calabria: 400 euro minimi;
  • Sicilia: 300 euro minimi;
  • Sardegna: 400 euro minimi.

Non solo. Al tirocinante dovrà essere affiancato un tutor che gli assicuri un’adeguata formazione a seconda del tipo di mansioni che è chiamato a svolgere e che, alla fine del tirocinio, redigerà una relazione sulla condotta e sul rendimento del ragazzo, attestando i risultati raggiunti. Inoltre – cosa non da poco – i tirocinanti non possono essere impiegati per sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività o per sostituire lavoratori assenti per malattia, maternità o ferie. Nessuna forma di sfruttamento è ammessa.

Tirocini post laurea: quanto durano?

La durata del tirocinio varia a seconda della tipologia:

  • per i tirocini formativi e di orientamento non può essere superiore a 6 mesi;
  • non più di 12 mesi per i tirocini di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro;
  • i tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento persone svantaggiate non potranno durare più di 12 mesi, mentre i tirocini in favore di soggetti disabili possono avere una durata complessiva di 24 mesi. Regioni e province potranno disciplinare misure di agevolazione e una diversa durata.

In caso di maternità o malattia che si protrae per una durata pari o superiore ad un terzo del tirocinio, il tirocinante ha diritto ad una sospensione e questo periodo non viene calcolato ai fini della durata complessiva del tirocinio secondo i limiti massimi precedentemente indicati.

 

Tirocini post laurea: quali obblighi per le aziende?

Per attivare lo stage deve essere stipulata una convenzione con appositi enti promotori nella quale occorre indicare:

  • anagrafica,
  • descrizione tirocinio,
  • progetto formativo (nel quale sono indicati, in sostanza, gli obiettivi che il tirocinante è chiamato a realizzare e la formazione che gli viene garantita),
  • diritti e doveri delle parti.

Le aziende sono tenute ad assicurare i tirocinanti contro gli infortuni sul lavoro presso l’Inail, oltre che per la responsabilità civile verso i terzi e, al termine dello stage devono rilasciare un attestato dell’attività svolta e delle competenze acquisite.

note

[1] Il 24 gennaio 2013 è stato siglato l’Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano sul documento relativo alle “Linee guida in materia di tirocini”.


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2 Commenti

  1. Le norme delle legge n.92/2012 sono applicabili anche ad
    un’azienda ospitante straniera, ad esempio, lo Stato Vaticano? . Nel caso, l’indennità viene versata allo stagista
    dalla Regione Lazio o dal Vaticano?

  2. Buongiorno, e per quanto riguarda i tirocini professionalizzanti (vale a dire quelli che abilitano il tirocinante a fare l’esame di stato e ad essere ammesso all’albo), ad esempio il tirocinio professionalizzante in Psicologia?
    In questi casi può essere gratuito? Non ho mai sentito di alcun tirocinante psicologo che sia stato retribuito.

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