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Lo sai che? Craccare: quando è legale

Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

Craccare il sistema di protezione di una consolle per videogiochi è legale, se vuoi farla comunicare con altri programmi.

Craccare, cioè violare la protezione di un software, è una tecnica illegale (punita con sanzioni amministrative o penali), a meno che chi cracca lo faccia al solo fine di rendere le consolle interagibili anche con altri programmi (videogiochi. Film, video, file Mp3) prodotti da terzi; in quest’ultimo caso l’azione è legale; diversamente si violano i diritti di proprietà intellettuale. Cerchiamo di spiegarci meglio.

Cosa significa craccare?

Craccare vuol dire violare la protezione di un software: ma quando accade ed in cosa consiste?

Non c’è miglior pubblicità che quella che propone l’uso gratuito delle cose, soprattutto nel campo dell’informatica: per questo, alcuni produttori offrono l’uso gratuito dei loro programmi per un tempo di prova limitato. I programmi, dunque (in un primo momento), essendo gratuiti, vengono regolarmente scaricati e circolano (sempre gratuitamente) in versione shareware (che consiste in una tipologia di licenza che consente la diffusione di un programma e che di solito viene utilizzato proprio per i periodi di prova).

Poiché, però, nulla può essere gratuito per sempre, terminato il periodo di prova, chi vuole continuare ad usare il software (del video gioco, per esempio) oppure vuole sbloccare tutte le funzioni del software (di cui era stato consentito, in prova, un utilizzo parziale), deve registrare la propria copia (del softaware) pagando la cosiddetta  licenza d’uso. In genere, al termine della prova, il software smetterà di funzionare e ti chiederà di registrarti con un nome utente e di inserire un codice di registrazione all’interno del software: in caso di mancato inserimento di questi dati o il programma si chiuderà automaticamente all’avvio, oppure continuerà a far apparire a brevi intervalli di tempo un messaggio di invito a registrare la licenza.

Ed è in questo momento che chi non intende né pagare né registrarsi proverà a craccare il software, ovvero (in pratica) a sbloccare il software, passando dalla versione shareware di prova a quella completa, senza pagare la licenza al produttore. A seconda di come sia impostato il software, si dovrà craccare in maniera diversa, per esempio facendogli saltare le righe di comando (ove è richiesto l’inserimento del codice seriale) oppure ricavando il codice seriale con un algoritmo. Craccando si riesce ad ottenere, senza pagare, ciò che necessiterebbe di una licenza a pagamento.

Craccare è lecito?

In alcuni casi craccare può essere legale: secondo la Corte di giustizia europea, infatti, aggirare le protezioni delle consolle è illegale soltanto se finalizzato all’uso di videogiochi contraffatti.

La normativa in vigore preveda che i blocchi imposti sui dispositivi siano destinati a impedire o eliminare gli atti di riproduzione dei programmi, non autorizzati dal titolare di un diritto d’autore. Tale protezione, però,  deve rispettare il principio di proporzionalità, senza vietare i dispositivi o le attività che hanno, sul piano commerciale, una finalità o un’utilizzazione diversa dall’elusione della protezione tecnologica per fini illeciti.

Proteggere sì, ma senza esagerare, garantendo l’interoperabilità dei sistemi: le misure di protezione non possono finire per inibire l’utilizzo di qualsiasi altro programma, gioco o contenuto multimediale che sia diverso, anche se perfettamente legale.

Dunque, soltanto se si cracca con l’ unico scopo di rendere le consolle interoperabili anche con altri programmi (videogiochi. Film, video, file Mp3) prodotti da terzi l’azione è legale, diversamente si violerebbero i diritti di proprietà intellettuale.

Le sanzioni per chi cracca illegalmente

Le sanzioni previste per chi cracca variano a seconda della tipologia di attività compiuta:

  • chi guarda film o serie tv in streaming, o compie un download di un file (cioè scarica un file), per utilizzo personale e singolo, non rischia praticamente niente, anche se in teoria sta comunque compiendo un illecito che prevederebbe una sanzione amministrativa;
  • chi, invece, immette dati protetti dal diritto d’autore su sistemi di file-sharing (cioè sistemi di condivisione di file tra più dispositivi), anche se lo fa senza scopo di lucro, rischia una sanzione penale, seppure solo di tipo pecuniario (fino ad euro 2.065) e non detentivo (come la reclusione);
  • chi, poi, immette i dati protetti dal diritto d’autore su sistemi di file sharing con scopo di lucro (cioè per guadagnarci), può essere punito con la pena della reclusione.

Vediamo qualche sanzione nel dettaglio.

Chi non ha mai acquistato, o almeno visto in vendita, i cd musicali non originali? Chi li vende e chi li duplica commette reato. Infatti (volendo riportare il testo della norma):

  • chi abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o (ai medesimi fini) importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da euro 2.582,00 ad euro 15.493,00.;
  • chiunque, al fine di trarne profitto, su supporti non contrassegnati S.I.A.E. riproduce, trasferisce su altro supporto, distribuisce, comunica, presenta o dimostra in pubblico il contenuto di una banca di dati, ovvero esegue l’estrazione o il reimpiego della banca di dati, ovvero distribuisce, vende o concede in locazione una banca di dati, è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da euro 2.582,00 ad euro 15.493,00. La pena non è inferiore nel minimo a due anni di reclusione e la multa a euro 15.493,00 se il fatto è di rilevante gravità [1].

Commette reato anche chi abusivamente  duplica, riproduce, trasmette o diffonde per uso non personale.

Ancora, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582,00 a euro 15.493,00 chiunque a fini di lucro:

  1. abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento;
  2. abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati;
  3. pur non avendo concorso alla duplicazione o riproduzione, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, pone in commercio, concede in noleggio o comunque cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della televisione con qualsiasi procedimento, trasmette a mezzo della radio, fa ascoltare in pubblico le duplicazioni o riproduzioni abusive di cui alle lettere a) e b);
  4. detiene per la vendita o la distribuzione, pone in commercio, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della radio o della televisione con qualsiasi procedimento, videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, od altro supporto per il quale è prescritta, ai sensi della presente legge, l’apposizione di contrassegno da parte della Società Italiana degli Autori ed Editori (S.I.A.E.), privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato;
  5. in assenza di accordo con il legittimo distributore, ritrasmette o diffonde con qualsiasi mezzo un servizio criptato ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni ad accesso condizionato;
  6. introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, vende, concede in noleggio, cede a qualsiasi titolo, promuove commercialmente, installa dispositivi o elementi di decodificazione speciale che consentono l’accesso a un servizio criptato senza il pagamento del canone dovuto.
  7. fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la vendita o il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti ovvero presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l’uso commerciale di eludere efficaci misure tecnologiche ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattati o realizzati con la finalità di rendere possibile o facilitare l’elusione di predette misure. Fra le misure tecnologiche sono comprese quelle applicate, o che residuano, a seguito della rimozione delle misure medesime conseguentemente a iniziativa volontaria dei titolari dei diritti o ad accordi tra questi ultimi e i beneficiari di eccezioni, ovvero a seguito di esecuzione di provvedimenti dell’autorità amministrativa o giurisdizionale;
  8. abusivamente rimuove o altera le informazioni elettroniche, ovvero distribuisce, importa a fini di distribuzione, diffonde per radio o per televisione, comunica o mette a disposizione del pubblico opere o altri materiali protetti dai quali siano state rimosse o alterate le informazioni elettroniche stesse.

Inoltre, è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 2.582,00 a euro 15.493,00 chiunque:

  1. riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio, cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi;
  2. a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa;
  3. esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi, si rende colpevole dei fatti previsti dal comma 1;
  4. promuove o organizza le attività illecite di cui al comma 1.

La pena è diminuita se il fatto è di particolare tenuità [2].

note

[1] Art. 171-bis, L. n. 633 del 22.4.1941.

[2] Art. 171-ter, L. n. 633 del 22.4.1941.


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