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Lo sai che? Se non mi costituisco in causa mi spettano le spese legali?

Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

Se la parte contumace vince la causa, il giudice non può riconoscere a questa il pagamento delle spese processuali non essendosi costituita e non avendo sostenuto il costo della difesa di un avvocato.  

La parte che non si costituisce in causa e rimane contumace, ma ciò nonostante vince il giudizio perché il giudice rigetta le richieste dell’avversario, non può chiedere la condanna di quest’ultimo alle spese processuali; in assenza di una difesa e della dimostrazione di aver sostenuto il costo di un avvocato, infatti, la sentenza non può obbligare la parte soccombente a rimborsare le spese legali al contumace. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente ordinanza [1]. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di spiegare perché, chi non si costituisce in causa non può ottenere le spese legali.

La contumacia è un diritto

Chi riceve un atto di citazione, ossia un invito a costituirsi in una causa e a presentarsi in tribunale per una data udienza, può decidere di ignorare tale chiamata e rimanere «contumace» per tutto il processo. La parte che, benché regolarmente citata, non si costituisce in causa viene appunto detto «contumace». Non è un obbligo la «costituzione» in giudizio (non tutti sono disposti a pagare un avvocato o a difendersi da accuse ingiuste) e chi non lo fa non subisce penalizzazioni se non il fatto che, non essendo presente alle udienze, non potrà “dire la sua” e presentare le prove a proprio sostegno. Di solito si decide di rimanere contumaci quando la pretesa dell’avversario è clamorosamente infondata (in tal caso, si fa affidamento sulla capacità del giudice di comprendere – senza bisogno di sollecitazioni della parte – l’insussistenza dei presupposti dell’azione) oppure, al contrario, quando questa è incontestabile (in tal caso la costituzione può apparire inutile e solo un aggravio di costi).

Chi è contumace perde la causa?

Non è detto che, in caso di contumacia, il giudice necessariamente accolga la richiesta della controparte. Quest’ultima, ad esempio, potrebbe non riuscire a dimostrare i fatti che assume essere avvenuti oppure potrebbe reclamare un diritto che, invece, la legge non riconosce affatto o, in ultimo, potrebbe interpretare una norma che, al contrario, ha un significato differente. In tutti questi casi, quindi, il giudice può rigettare la domanda della parte anche se l’avversario è rimasto contumace. Un esempio chiarirà meglio la questione. Immaginiamo un uomo che agisca in tribunale per ottenere il riconoscimento dell’usucapione su un terreno; il relativo proprietario decide di non costituirsi perché ritiene che l’immobile abbia un valore esiguo e, quindi, la difesa non sia economicamente conveniente. Chi agisce, però, non riesce a dimostrare al giudice di aver posseduto il terreno per oltre un ventennio. In assenza di prove il giudice rigetta la sua domanda, dando ragione alla parte non costituita, ossia al contumace.

Le spese del giudizio in caso di contumacia

Chi perde una causa viene condannato alle cosiddette «spese processuali» ossia a corrispondere all’avversario i costi da questi sostenuti per difendersi. Vi rientrano le tasse versate a titolo di contributo unificato, i diritti di cancelleria e le spese per le notifiche; soprattutto vi rientra la parcella dell’avvocato calcolata secondo i criteri stabiliti da un apposito decreto ministeriale. Tuttavia – e qui l’importante chiarimento della Cassazione – le spese legali possono essere riconosciute solo a favore di chi si è costituito in giudizio e, quindi, si è valso di un difensore, avendo a questi già pagato (o dovendogli ancora pagare) la relativa parcella. Invece, il contumace non ha diritto alle spese processuali in quanto non ha sostenuto alcun costo di giudizio, avendo questi deciso di rimanere del tutto assente.

La condanna alle spese processuali ha il suo fondamento nell’esigenza di evitare una diminuzione patrimoniale per la parte che ha dovuto svolgere un’attività processuale per ottenere il riconoscimento di un suo diritto. Quindi non può essere pronunciata in favore del contumace vittorioso, poiché questi, non avendo espletato alcuna attività processuale, non ha sopportato spese di cui debba essere rimborsato.

note

[1] Cass. ord. n. 17464 del 14.07.2017.


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1 Commento

  1. Buon giorno , mi piace molto il vostro sito siete molto chiari ed espliciti nelle spiegazioni .Ora vorrei porvi io un quesito…se perdo una causa e poi vado in cassazione e perdo ugualmente quindi devo pagare le spese , a queste devo aggiungere anche quelle della prima causa ?…grazie mille .

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