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Lo sai che? Che rischio se accetto lettere o raccomandate di altre persone?

Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

Il postino può consegnare la raccomandata, l’atto giudiziario o la cartella di pagamento a un familiare convivente o a un’altra persona addetta alla casa. Non invece agli estranei: in tal caso la notifica è nulla.

Alzi la mano chi non ha mai trovato, nella cassetta delle lettere, una lettera di un’altra persona: un’omonimia, una distrazione del postino, un errore nell’intestazione della busta possono far pervenire una raccomandata o qualsiasi altro tipo di missiva a un soggetto diverso dall’effettivo destinatario. Può anche capitare di accettare dal portalettere una raccomandata indirizzata a un’altra persona, convivente nella stessa abitazione ma, in quel momento, assente. Quali sono le conseguenze per chi prende la corrispondenza altrui? Che rischia chi accetta la lettera o la raccomandata di un’altra persona? Cercheremo di scoprirlo in questo articolo.

Mai leggere la posta altrui

Prima però di spiegare cosa rischia chi accetta la corrispondenza altrui dobbiamo mettere in guardia i curiosi che, pur avendo legittimamente firmato il registro del postino, si spingono poi ad aprire la busta: questo comportamento costituisce reato in quanto lede la privacy e il diritto alla segretezza della corrispondenza riconosciuto dalla nostra stessa Costituzione. È infatti legittimo – nelle ipotesi che di seguito vedremo – accettare la lettera o la raccomandata di un’altra persona ma non lo è invece aprirle.

La notifica al familiare convivente

Lettere raccomandate, pacchi postali, cartelle di pagamento, multe o atti giudiziari possono – in caso di momentanea assenza dell’effettivo destinatario – essere notificati al familiare convivente purché abbia più di 14 anni e sia capace di intendere e volere. La notifica affidata ad altri soggetti (ad esempio al vicino di casa o all’ospite occasionale) è nulla e si considera come mai avvenuta. La consegna della raccomandata a un familiare convivente fa sì che la notifica si consideri perfezionata e la lettera effettivamente conosciuta dal suo destinatario, a prescindere dal fatto che questi ottenga materialmente il plico da chi lo ha preso in consegna. In altri termini la notifica è valida e produce i suoi effetti anche quando il consegnatario consegni la busta all’effettivo destinatario o se ne dimentichi. Solo per gli atti giudiziari – e non invece per le cartelle di pagamento e per le raccomandate – il postino, dopo aver consegnato la lettera al familiare convivente, è tenuto a inviare una (seconda) raccomandata informativa al destinatario in modo da metterlo al corrente di aver dato la busta a un’altra persona (è la cosiddetta «can» ossia la comunicazione di avvenuta notifica). Il primo è così messo in condizione di sapere a chi rivolgersi per poter recuperare il plico.

Che rischia chi firma per una raccomandata altrui

Vediamo ora, più nel dettaglio, cosa rischia chi accetta lettere o raccomandate di un’altra persona. Distingueremo due ipotesi: il caso del familiare convivente che accetta di firmare al posto dell’effettivo destinatario e il caso di chi, invece, firma (per errore o consapevolmente) per conto di un soggetto con cui non ha alcun legame. Infine chiuderemo con l’ipotesi di chi trova nella propria cassetta delle lettere indirizzate ad altri soggetti e non fa nulla per rispedirle al mittente.

Quando la raccomandata o la lettera viene consegnata al familiare convivente

Chi firma per una raccomandata di un’altra persona con cui convive stabilmente non rischia nulla nel momento in cui accetta la notifica. È comunque un suo diritto rifiutarsi di ricevere lettere destinate ad altri, anche se si tratta di familiari conviventi. La legge non prevede neanche specifici obblighi di riconsegna della busta all’effettivo destinatario, né tantomeno termini entro cui ciò deve avvenire. Il che significa, in termini pratici, che è ben possibile – senza per ciò subire sanzioni o pene di alcun genere – dimenticarsi di dare la singola busta a chi di dovere. Se ciò però dovesse avvenire per colpa grave o per malafede (si pensi al familiare che, volontariamente, riceve le raccomandate destinate al convivente e volontariamente le occulta per non far sapere nulla a questi) si possono configurare gli estremi del risarcimento del danno.

Stesso discorso quando si tratta di una lettera semplice (e non di una raccomandata).

Quando la raccomandata o la lettera viene consegnata a una persona estranea

Chi accetta per errore o consapevolmente la raccomandata destinata a un’altra persona non subisce alcuna sanzione. L’errore è infatti del postino. Sicché, al contrario del caso precedente, la notifica si considera nulla:

  • sia nei confronti dell’effettivo destinatario perché la lettera è stata consegnata a soggetto diverso dal familiare convivente;
  • sia nei confronti di chi riceve la raccomandata perché non è l’effettivo destinatario e non quindi «legittimato passivo» alle eventuali richieste contenute nella missiva. Difatti, chi accetta una lettera destinata ad altri non ne subisce le conseguenze. Ad esempio, se una persona firma l’accettazione al postino di una multa o di una cartella di pagamento o di una bolletta non è poi tenuto a pagare il debito per conto del destinatario.

Proprio per questo è da escludere, in tale ipotesi, anche la possibilità che l’effettivo destinatario chieda il risarcimento del danno a chi ha preso la sua raccomandata in quanto, non essendo la notifica andata a buon fine e non avendo prodotto alcun effetto, per lui non si verificano neanche conseguenze negative (come ad esempio il decorso dei termini di impugnazione di una multa o di una cartella di pagamento).

Stesso discorso è per chi trova, nella cassetta delle lettere, una busta destinata a un’altra persona spedita con lettera semplice.

La legge non prevede alcun obbligo, per chi riceve la corrispondenza altrui, di rispedirla al mittente o di informare il destinatario. Come abbiamo detto l’errore del postino ricade solo sull’ufficio postale – il quale risponde di ogni conseguenza subita dall’effettivo destinatario – e non invece su chi, per errore o consapevolmente, ha ricevuto una lettera destinata a un’altra persona.


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