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Lo sai che? Pagamento parziale ad Agenzia Entrate Riscossione: si può fare?

Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2017

Il contribuente è libero di versare acconti sul debito complessivo, riducendone la soglia al di sotto dei limiti fissati per l’ipoteca o il pignoramento della casa.

«O tutto o niente»: una frase che solo un creditore privato può dire quando il debitore gli offre un saldo e stralcio o gli chiede di pagare una minima parte subito e il resto «…col tempo». Col fisco però le cose vanno diversamente: Agenzia Entrate Riscossione non può rifiutare pagamenti parziali a chi ha debiti più elevati. In altri termini, chi non può permettersi una rateazione, né ha i soldi per estinguere il debito in un’unica soluzione è libero, di tanto in tanto, di versare degli acconti autonomamente determinati nelle casse dell’Agente della riscossione, acconti che quest’ultimo non potrà rifiutare e che dovrà portare a compensazione della passività totale. Tuttavia, al contrario della dilazione autorizzata dall’esattore, un pagamento parziale non sospende la cartella di pagamento né preclude la possibilità di subire un pignoramento, di un fermo o di un’ipoteca. Tuttavia ha anch’esso i suoi indiscutibili vantaggi. Vediamo quali.

Immaginiamo che un contribuente sia decaduto da un piano di rateazione per non aver versato cinque rate. La legge, come noto, stabilisce la possibilità di ottenere un nuovo piano di dilazione solo a condizione che vengano pagate, in un’unica soluzione, le rate “saltate”. Cosa che però il contribuente non può fare perché non ha i soldi sufficienti.

Immaginiamo un’altra situazione in cui un contribuente riceve una cartella esattoriale di importo particolarmente elevato; la rateazione prevede una mensilità troppo alta per le sue tasche, ma la sua intenzione è di pagare un minimo per far scendere il debito sotto la soglia di allarme oltre la quale può rischiare il pignoramento della casa. Può farlo?

In entrambi i casi Agenzia Entrate Riscossione non può rifiutare i pagamenti di importi inferiori rispetto a quelli indicati in cartella o rispetto al piano di dilazione accordato preventivamente al contribuente. Fermo restando il rischio di un pignoramento, di un fermo o di un’ipoteca se la cartella non è stata sospesa dal giudice o dallo stesso Agente della riscossione (leggi Come sospendere la cartella di pagamento), il contribuente è libero di effettuare pagamenti parziali i quali vanno considerati assolutamente illegittimi: per legge [1], infatti, l’Agente della riscossione non può mai rifiutare «pagamenti parziali di rate scadute e pagamenti in acconto per rate di imposte non ancora scadute». Insomma, al contribuente non può negarsi il diritto di versare somme – di qualunque cifra si tratti – per ridurre la propria esposizione debitoria, né gli sportelli di Agenzia Entrate Riscossione possono rifiutare tali somme.

Ma perché mai può essere conveniente versare acconti per delle cartelle (di importo superiore) che, nonostante lo sforzo economico, non vengono sospese, col rischio quindi di subire ugualmente un pignoramento? Le ragioni per effettuare un pagamento parziale rispetto alla cartella possono essere svariate. Il primo vantaggio deriva dalla riduzione del debito-capitale e, quindi, degli interessi che vanno ad accumularsi. Ma c’è un ulteriore beneficio – di sicuro più allettante – per chi ha debiti elevati. Versando un acconto sul totale delle cartelle pendenti si può far scendere il debito al di sotto delle soglie oltre le quali è possibile iscrivere ipoteca o avviare il pignoramento sugli immobili. Ci spieghiamo meglio.

Come noto, per iscrivere ipoteca sulla casa e poi pignorarla, il fisco deve rispettare una serie di condizioni (leggi Debiti con Agenzia Entrate riscossione e pignoramento della casa). Tra queste vi sono dei limiti quantitativi sul debito. In particolare:

  • si può iscrivere ipoteca solo se il debito raggiunge 20mila euro;
  • dopo l’ipoteca, si può pignorare la casa solo se il debito è pari o superiore a 120mila euro.

Dunque, chi ad esempio ha un debito con Agenzia Entrate Riscossione di 22mila euro e tuttavia non ha la possibilità di pagare neanche a rate, può evitare l’ipoteca con un pagamento parziale di 2.001 euro, facendo così scendere tale debito sotto la soglia “critica” (sarà preferibile corrispondere qualcosa in più per evitare che i successivi interessi maturati possano ripresentare il problema poco dopo).

Il pagamento in acconto quindi consente di evitare ipoteche e pignoramenti sulla casa riportando l’esposizione debitoria al di sotto dei limiti fissati dalla legge.

Neanche in caso di decadenza dalla rateazione è consentito all’Agente della riscossione di rifiutare i pagamenti in acconto fatti dal debitore, fermi restando, comunque, gli interessi e l’eventuale possibilità di procedere con un pignoramento. Infatti, per la stessa ragione anticipata in premessa, il debitore, pur fuori dal piano di dilazione, ha sempre la possibilità di effettuare «pagamenti parziali di rate scadute».

note

[1] Art. 31 DPR 602/1973.


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1 Commento

  1. Una domanda, nel caso in cui io rateizzi una cartella perchè al momento non ho la cifra per pagarla interamente, se dopo 1 anno sono in possesso dei soldi posso saldare il debito ed estinguere la rateizzazione?
    grazie,
    M

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