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Conviene l’assegno o la cambiale?

31 Gennaio 2017


Conviene l’assegno o la cambiale?

> Business Pubblicato il 31 Gennaio 2017



Quando uno strumento come la cambiale può ancora rappresentare un vantaggio? Ecco quando conviene rispetto all’assegno.

Usare la cambiale potrà sembrare anacronistico, eppure in periodo di crisi di credito si tratta di uno strumento di credito che può essere ancora valido.

Vediamo quando conviene rispetto all’assegno, ma partiamo da una definizione.

Cos’è la cambiale?

La cambiale è un titolo di credito contenente la promessa o l’ordine incondizionato, rispettivamente, di pagare o di far pagare, a favore del possessore, una determinata somma di denaro alla scadenza e nel luogo stabiliti.

Assegno o cambiale? Ecco come scegliere

La cambiale presenta, rispetto all’assegno, una serie di vantaggi. In particolare:

  • per emettere una cambiale non occorre essere correntisti presso un istituto di credito;
  • la cambiale consente un pagamento differito entro una certa data o a partire da una certa data o a vista nell’ipotesi in cui non sia riportata sul titolo alcuna data di scadenza. Peraltro, debitore e creditore possono accordarsi per una proroga della scadenza riportata sul titolo, apponendo su quest’ultimo una nuova data sottoscritta dalle parti o attraverso il rilascio di una nuova cambiale, la quale può contemplare una somma maggiorata in ragione di successivi inadempimenti o diminuita nel caso in cui vi sia stato un pagamento parziale;
  • trattandosi di un titolo esecutivo, la cambiale consente in caso di insolvenza di escutere i beni del debitore inadempiente;
  • il pagamento della somma riportata sul titolo può essere effettuato anche da un soggetto diverso da colui che ha emesso il titolo;
  • sussiste la possibilità per il creditore di “girare” la cambiale, ossia di smobilizzare il titolo trasferendolo ad un altro soggetto che diviene il nuovo beneficiario. Tale soggetto può essere anche un istituto bancario il quale, mediante un’operazione denominata sconto cambiario, anticipa ad un proprio cliente l’importo del credito vantato verso terzi.

Esiste uno svantaggio innegabile rispetto all’assegno ed è il fatto che per usare la cambiale è necessario pagare un’imposta di bollo, nella misura seguente:

  • 11 per mille della somma riportata sul titolo per le cambiali pagherò;
  • 12 per mille per le cambiali tratte.

Questo vuol dire che su una cambiale di mille euro pagheremo 11 euro nel caso si tratti di una cambiale pagherò e 12 euro nel caso si tratti di una cambiale tratta.

Per conoscere la differenza tra i vari tipi di cambiale ti consigliamo di leggere l’approfondimento dei nostri esperti su Crisi di credito? Torna in voga la cambiale: guida all’uso.


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