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Sottrazione punti patente: posso dire che guidava mia moglie?

26 luglio 2017


Sottrazione punti patente: posso dire che guidava mia moglie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 luglio 2017



Multe: la possibilità di indicare un soggetto diverso dall’effettivo conducente può portare numerosi problemi.

Ricevere una multa è diventato ancora più odioso da quando, insieme alla sanzione, si accompagna la sottrazione dei punti dalla patente. In molti suggeriscono diversi stratagemmi, come quello di dire alla polizia che alla guida c’era la moglie o un altro parente. Ma cosa si rischia in questi casi? Si riesce ad evitare di rimanere a piedi? Ne parliamo in questa rapida scheda.

Se dico che alla guida dell’auto c’era mia moglie

Chi prende una multa e poi viene invitato dalla polizia a fornire i dati dell’effettivo conducente ai fini della decurtazione dei punti della patente non può dire che, alla guida, c’era un’altra persona (come, ad esempio, un familiare): in tal caso, si rischia un’incriminazione per il reato di falso in atto pubblico. Dalla fotografia scattata dagli agenti è facilmente individuabile la sagoma dell’automobilista e si può distinguere se questa è quella di un uomo, di una donna, di un giovane o di un anziano. Deve quindi fare molta attenzione chi, al fine di evitare la sottrazione dei punti dalla patente, decide di dire che alla guida c’era la moglie.

Se dico che non sono in grado di ricordare a chi ho prestato l’auto

Che fare allora per evitare di perdere i punti dalla patente? Secondo la Cassazione non si può dire che l’auto viene usata da tutta la famiglia e che pertanto si è nell’incapacità di ricordare chi, nello specifico frangente in cui è stata elevata la contravvenzione, si trovava al volante. Questa tesi, ribadita con una sentenza di poche ore fa [1], fa leva sul fatto che il proprietario dell’auto sarebbe responsabile anche dell’uso che terzi fanno del proprio veicolo.

A nostro parere però si tratta di una posizione criticabile. La responsabilità del conducente per il fatto di terzi è sancita dal codice civile [2] solo per i danni (e quindi in caso di risarcimento), ma non per gli illeciti amministrativi per i quali (vigendo gli stessi principi della materia penale) vale la regola della responsabilità personale. In altre parole il titolare del mezzo non può rispondere delle multe prese da altri (a meno che si tratti del figlio minorenne). Peraltro la nostra legge non impone al titolare dell’auto di tenere un registro ove riportare i nomi di chi ha preso in prestito il mezzo. Non esistendo quindi un obbligo di ricordare, nessuno può essere responsabile per le contravvenzioni prese da altri, né per il fatto di non poter sapere chi avesse in prestito l’auto. La nostra posizione è stata condivisa da più di un Giudice di Pace che ha accolto il ricorso del proprietario del mezzo che, avendo dichiarato alla polizia, nei 60 giorni successivi alla notifica della multa, di non essere in grado di ricordare chi fosse alla guida, si è visto recapitare a casa una seconda contravvenzione.

Come evitare la decurtazione dei punti della patente

Se per evitare la decurtazione dei punti dalla patente non è possibile dire che alla guida c’era la moglie del proprietario dell’auto (altrimenti si rischia il penale); se non è neanche possibile ricordare se alla guida c’era il proprietario del mezzo o altro familiare, cosa si deve fare per non rimanere a piedi per chi ha già preso altre multe?

Due sono le soluzioni:

  • non rispondere all’invito della polizia che chiede i dati dell’effettivo conducente: in tal caso però si deve essere pronti a subire una seconda multa di circa mille euro. Questa multa scatta proprio per il fatto di non aver comunicato i dati del conducente ed è alternativa alla decurtazione dei punti. Con il pagamento della seconda multa la partita si chiude definitivamente e non c’è più il rischio della sottrazione dei punti;
  • si va immediatamente a una scuola di guida e si fanno i corsi di recupero dei punti della patente. Il prezzo per il corso di recupero è sicuramente inferiore rispetto all’importo della seconda multa per la mancata comunicazione dei dati ma implica l’obbligo di frequenza. Si tratta di 12 ore complessive da svolgere entro 2 settimane. Ogni lezione dura al massimo 2 ore. È possibile fare assenze per massimo 4 ore. Ogni corso consente di recuperare fino a massimo 6 punti.

 

Cassazione: responsabile chi non ricorda chi ha preso l’auto

Il proprietario dell’auto deve sempre sapere chi è alla guida, altrimenti in caso di infrazione sarà lui a pagare per la mancata vigilanza sull’utilizzo del veicolo. Inutile, dunque, dedurre che «in una famiglia normale non si può pretendere il censimento continuo» sull’uso della vettura. Né giova spedire alla Polstrada una raccomandata ar incompleta – se non reticente – ai fini del taglio dei punti-patente, in cui si sostiene che la macchina è utilizzata abitualmente dal proprietario e dal coniuge. In ogni caso, se non sono passati 60 giorni dall’invio della multa è sempre possibile integrare la dichiarazione con un’altra successiva comunicazione in cui si forniscono i dati dell’effettivo conducente. Secondo infatti la Cassazione la comunicazione incompleta o errata non consuma il termine di sessanta giorni riconosciuto per adempiere; il proprietario del veicolo può mandare una seconda raccomandata con il nome del responsabile della violazione del codice della strada, così evitando la seconda multa salata. Quando il proprietario dell’auto non sa chi fosse davvero al volante il giorno dell’infrazione, ne risponde di persona per la negligenza nell’affidamento del veicolo.

Multe: come contestare

Se si fa ricorso contro la multa e si vince la causa non si perdono i punti. Questo deve essere chiaro. Come chiaro deve essere però che il fatto di presentare ricorso non fa venire meno l’obbligo di comunicare nei 60 giorni i dati del conducente, salvo poi ottenere di nuovo il riaccredito dei punti a giudizio vinto.

Allora resta ferma la possibilità di contestare la multa per mancata taratura dell’autovelox o mancato rispetto delle distanze tra la postazione e il cartello di avviso, cartello che deve essere a non più di 4 km dalla macchinetta e a una distanza minima sufficiente da consentire una agevole manovra di frenata, senza costituire rischio per la circolazione. Non si dimentichi che è illegittima la multa notificata a casa dalla posta privata o quando la segnaletica stradale è coperta da vegetazione o presenta scarabocchi con spray.

note

[1] Cass. sent. n. 18567/17 del 26.07.17.

[2] Art. 2051 cod. civ.


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