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Le Guide Come sospendere i debiti con l’Agenzia delle entrate

Le Guide Pubblicato il 28 luglio 2017

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> Le Guide Pubblicato il 28 luglio 2017

Autotutela per sospendere la riscossione dell’Agenzia delle entrate.

Chi  riceve una cartella esattoriale per importi che ritiene non dovuti può chiedere all’Agenzia delle entrate Riscossione la sospensione della riscossione, presentando un’apposita istanza in autotutela.

Il procedimento di sospensione legale della riscossione non ha subito modifiche a seguito della soppressione di Equitalia, dovendosi quindi applicare le medesime regole al nuovo ente Agenzia delle entrate Riscossione.

Cause di sospensione della riscossione

La legge prevede che gli Agenti della Riscossione sono tenuti a sospendere la riscossione delle somme iscritte in cartella o richieste tramite avviso di addebito qualora il contribuente presenti una dichiarazione attestante la sussistenza di una tra le seguenti cause idonee a rendere il credito non esigibile:

– prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;

– provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;

– sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;

– sospensione giudiziale, oppure sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;

– pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente la formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore.

Si tratta di cause tassative: non è più prevista la clausola aperta di “qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso”.

Il contribuente deve allegare all’stanza di sospensione, la documentazione comprovante il suo diritto.

Termini di presentazione dell’istanza di sospensione della riscossione

L’istanza di sospensione legale della riscossione deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 60 giorni (non più 90) dalla data di notifica del primo atto di riscossione o di un atto della procedura cautelare o esecutiva.

Cosa succede dopo la presentazione dell’istanza di sospensione?

L’Agente della riscossione, una volta ricevuta l’istanza, ne dà notizia all’ente creditore. Si ricorda, infatti, che l’Agente non ha il potere di pronunciarsi sui crediti iscritti a ruolo (tale potere spetta solo agli enti creditori).

L’ente creditore, effettuate le verifiche del caso, provvede:

– ad adottare i dovuti provvedimenti di annullamento/sgravio o di sospensione dell’Avviso/Cartella, se sono confermate le ragioni del contribuente e se non sono già presenti in archivio gli stessi provvedimenti;

– a trasmettere al competente Agente della Riscossione la revoca della sospensione da quest’ultimo effettuata, al fine della ripresa delle attività di recupero del credito, nel caso in cui non fossero confermate le ragioni del debitore;

– a dare comunicazione dei provvedimenti adottati al contribuente e, tramite PEC, anche all’Agente della Riscossione.

Più precisamente:

Entro il termine di dieci giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione di sopensione, il concessionario per la riscossione trasmette all’ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell’esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi.

Termine di risposta all’istanza di sospensione della riscossione

L’ente creditore, (entro il termine di 220 giorni) tramite apposito canale telematico, a mezzo posta elettronica certificata oppure a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, comunica al debitore l’esito dell’esame della dichiarazione, dando altresì comunicazione al concessionario del provvedimento di sospensione o sgravio ovvero conferma della legittimità del debito iscritto a ruolo.

Se l’ente creditore non risponde

Trascorso il termine di 220 giorni, le partite di credito interessate sono annullate di diritto, automaticamente discaricate nei confronti dell’Agente della Riscossione e contestualmente cancellate dalle scritture patrimoniali dell’Ente creditore.

L’annullamento non opera nei casi di sospensione giudiziale o amministrativa o di sentenza non definitiva di annullamento del credito.

Si possono presentare più istanze di sospensione?

La reiterazione della dichiarazione – tesa ad ottenere la sospensione legale – non è ammessa e, in ogni caso, non comporta la sospensione delle iniziative finalizzate alla riscossione. Viene così scoraggiato l’eventuale utilizzo dello strumento a fini esclusivamente dilatori del recupero del credito.


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