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Canone Rai: che succede se non lo pago nella bolletta

27 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 luglio 2017



Si può non pagare l’abbonamento tv nella bolletta della luce. Ma si rischia l’intervento pesante dell’Agenzia delle Entrate. Ecco chi ha diritto all’esenzione.

Ormai ci siamo abituati: quando arriva la bolletta della luce, troviamo in basso l’importo relativo al canone Rai. La tassa sulla televisione è stata inserita in bolletta dal 2016 e da allora – dicono – si è dato un bel taglio all’evasione di questa imposta.

C’è chi non ha un contratto della luce ed, in questo caso, paga il canone Rai in una soluzione unica con il modello F24. C’è, invece, chi non possiede un televisore ma non ha inviato l’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate. Siccome all’ente di riscossione non importa molto della memoria altrui e alla Rai men che meno (potrebbe informare i cittadini non solo di cosa bisogna fare per pagare ma anche di che cosa deve fare chi non deve pagare) l’utente sbadato si vede arrivare nella bolletta della luce un addebito di 70 euro.

Ma ogni cittadino è libero di decidere se pagare solo la parte di quella bolletta che riguarda la fornitura ed il consumo di energia elettrica e di «scorporare» quella relativa al canone tv. Dovrà, però, assumersi le conseguenze di questo mancato pagamento. Quali? Vediamo.

Si può pagare la bolletta della luce senza pagare il canone Rai?

Tecnicamente sì. La compagnia della luce non potrà rifiutare un pagamento parziale. L’importo minore rispetto al conto in fattura coprirà prima la parte della bolletta relativa al consumo della luce e solo dopo, eventualmente, quella che riguarda il canone Rai. La società elettrica non potrà quindi imputare il pagamento parziale prima a titolo di imposta tv e poi a copertura del consumo della luce.

Di conseguenza, la compagnia elettrica non potrà interrompere l’erogazione della luce a chi decide di pagare la quota di utenza sulla relativa bolletta, ma non l’abbonamento tv. Tuttavia dovrà segnalare all’Agenzia delle Entrate il mancato pagamento della quota relativa al canone. Il Fisco, cioè l’Agenzia delle Entrate Riscossione, procederà, quindi, alle azioni rivolte alla riscossione coattiva.

Se non ho la tv e non pago la bolletta per la parte del canone che succede?

Nel caso in cui il contribuente non paghi la parte di bolletta della luce relativa al solo canone Rai si espone al rischio di un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate che gli intimerà il pagamento dell’imposta della televisione con una sanzione pari a cinque volte l’importo del canone stesso. Se neanche dopo tale richiesta il contribuente pagherà, l’importo verrà iscritto a ruolo e si provvederà alla riscossione coattiva mediante l’Agenzia delle Entrate Riscossione, che invierà la cartella di pagamento ed, eventualmente, procederà alle azioni di tutela del credito sino al pignoramento della pensione, dello stipendio, del conto corrente, ecc.

L’ente di riscossione può chiedere, al massimo, gli ultimi 10 anni di pagamento perché, oltre tale termine, scatta la prescrizione.

Posso subire il fermo auto se non pago il canone Rai?

Sicuramente si: uno degli strumenti principali con cui il Fisco recupera i propri crediti di piccoli importi è il blocco dell’auto del contribuente. L’interessato potrà chiedere la rateazione del debito.

E’ importante ricordare che la richiesta di dilazione della cartella non pagata non sospende il fermo auto già iscritto, ma esso viene cancellato solo con il pagamento dell’ultima rata.

Chi è esente dal pagamento del canone Rai?

Non deve pagare il canone Rai chi abbia almeno 75 anni, con un reddito (proprio, sommato a quello del coniuge) di non oltre 6.713,88 euro all’anno e che non conviva con altre persone (oltre, appunto, al coniuge), titolare di un proprio reddito.

Nello specifico, ha diritto all’esenzione dall’abbonamento tv:

  • chi ha almeno 75 anni d’età, compiuti entro la scadenza del termine di pagamento del canone;
  • chi, oltre al requisito di età, ha un reddito proprio, unito a quello del coniuge, che non superi 6.713,98 euro annui (516,46 euro per tredici mensilità). Vanno presi in considerazione tutti i redditi (anche quelli non soggetti a tassazione Irpef) relativi all’anno precedente a quello per il quale si intende fruire dell’agevolazione. Sono compresi quindi i redditi imponibili desumibili dal Cud o dalla dichiarazione dei redditi (al netto degli oneri deducibili), nonché i redditi soggetti ad imposta sostitutiva o ritenuta, come gli interessi maturati su conti bancari, postali, Bot, Cct e altri titoli di Stato, tutti i proventi di quote di investimenti e i redditi percepiti all’estero.
  • non convive con altre persone al di là del coniuge, con un reddito proprio.

Come ottenere l’esenzione

Chi risponde ai requisiti appena elencati deve inviare una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate che contenga la comunicazione del possesso delle condizioni per l’esenzione.

Il modello della richiesta di esenzione si può scaricare qui.

La dichiarazione va consegnata:

  • a mano presso qualsiasi ufficio locale o territoriale dell’Agenzia delle Entrate;
  • per raccomandata con avviso di ricevimento (piegando il foglio su sé stesso, senza busta) entro il 30 aprile dell’anno a partire dal quale si intende usufruire dell’esenzione, con allegata copia della carta di identità, al seguente indirizzo:

AGENZIA DELLE ENTRATE – Ufficio Torino 1 S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – 10121 – Torino

note

Autore immagine: 123rf.com


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