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Può parcheggiare in cortile il condominio che ha un garage?

27 luglio 2017


Può parcheggiare in cortile il condominio che ha un garage?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 luglio 2017



Si può parcheggiare nelle aree comuni dell’edificio per poco tempo e non in modo stabile perché questo non altera la destinazione d’uso del cortile.

Non si può impedire al condomino dotato di un proprio garage di parcheggiare nel cortile condominiale. Non almeno se ciò avviene per poco tempo come, ad esempio, durante la pausa pranzo. Questo perché tale comportamento non impedisce agli altri condomini di fare altrettanto e, soprattutto, non altera la destinazione d’uso dell’area comune come il codice civile prescrive [1]. Lo ha chiarito la Cassazione con una ordinanza di poche ore fa [2]. Per comprendere il principio facciamo un esempio.

Immaginiamo un condominio ove vi sia un garage sotterraneo: ogni condomino ha il suo box. Tuttavia, nella pausa pranzo, alcuni condomini sono soliti lasciare la macchina lungo le corsie di accesso ai predetti box, senza perciò impedire agli altri di accedere ai propri posti. A uno dei proprietari, però, questo comportamento non sta bene e inizia una discussione in assemblea: a suo dire, chi ha il garage deve usare solo questo per parcheggiare l’auto, senza occupare altri spazi che servono per il passaggio. La replica degli interessati è rivolta invece a far notare come la sosta in tali spazi non dà fastidio a nessuno perché non pregiudica il transito ed è limitata solo a un’ora al giorno, quella del pranzo. Chi ha ragione?

Secondo la Cassazione a ciascun condomino spetta il diritto di parcheggiare in cortile e lungo le corsie di accesso ai box auto se ciò non impedisce il passaggio ad altri e non altera la destinazione d’uso dell’area. E ciò vale anche se, appunto, il condomino ha un proprio garage dove mettere l’auto. Se il regolamento contiene una clausola che vieta l’occupazione delle parti comuni questa non può essere interpretata nel senso di vietare anche la sosta temporanea dei veicoli nei vialetti dell’edificio perché tale uso, appunto perché limitato nel tempo, non altera la destinazione comune delle aree né preclude ad altri condomini il pari uso della cosa secondo il loro diritto.

note

[1] Art. 1102 cod. civ.

[2] Cass. ord. n. 18622/17 del 27.07.17.

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