Diritto e Fisco | Articoli

Chi ammazza una formica, una mosca o uno scarafaggio compie reato?

28 luglio 2017


Chi ammazza una formica, una mosca o uno scarafaggio compie reato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 luglio 2017



Tutti gli animali sono uguali davanti alla legge: il reato di uccisione di animali non fa differenza tra generi di animali. L’uccisione deve avvenire per futili motivi o con crudeltà.

Siamo tutti pronti a puntare il dito contro chi uccide, senza una ragione, un cane, un gatto, un criceto, un coniglio o un cavallo. Ci scandalizziamo molto meno se ciò avviene ai danni di un rettile o di un insetto; se qualcuno schiaccia una formica o una zanzara, se tira una pietra contro un serpente o getta del veleno contro uno scarafaggio difficilmente ci sarà un animalista a recriminare. Senza parlare delle mosche: per sterminarle abbiamo inventato strumenti di tutti i tipi, finanche le racchette con la scossa elettrica. Ma – il dubbio sorge spontaneo – se è vero che chi uccide un animale ne risponde penalmente, ciò vale per qualsiasi tipo di animale o solo per alcuni? Chi ammazza una formica, una mosca o uno scarafaggio commette reato? La legge non prevede espressamente queste ipotesi ma leggendone attentamente il testo è possibile comprenderne il significato. Ma procediamo con ordine.

Che rischia chi uccide un animale? Il codice penale [1] punisce chiunque, per crudeltà o senza alcuna necessità, ammazza un animale [2]. Dunque il reato scatta solo in caso di morte (in caso contrario potrebbe ricorrere il diverso delitto di «maltrattamenti») quando l’uccisione avviene per:

  • futili motivi, ossia senza che ve ne sia necessità;
  • oppure per crudeltà e, quindi, con modalità tali da generare inutili sofferenze nell’animale.

L’uccisione di un animale può essere inutile anche quando avviene nei confronti di specie pericolose se non c’è alcuna ragione di determinarne la morte (si pensi a un toro chiuso in un recinto e, pertanto, inoffensivo). È inutile anche l’uccisione di un animale appartenente a specie non protette.

Invece la crudeltà può rilevare anche quando l’uccisione dell’animale è consentita dalla legge (si pensi a un capretto per poter essere cucinato e mangiato), ma avviene con modalità tali da determinare sofferenze inutili all’animale (si pensi a una mucca spellata viva).

La pena prevista per il reato di uccisione di animale è la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

Ma a quali tipi di animali si applica la tutela prevista dal codice penale? In altri termini è reato uccidere «qualsiasi animale» o solo alcuni animali? Se leggiamo l’articolo del codice penale questo parla di «animali» in senso generale, senza fare alcuna differenza. In assenza di altre specificazioni la norma si deve intendere riferita a ogni essere vivente appartenente al genere animale, senza alcuna esclusione e, quindi, senza differenza tra animali d’affezione (cani, gatti), animali produttivi (cavalli, bachi da seta), animali alimentari (maiali, mucche, agnelli, conigli) o altre specie di animali. Vertebrati, invertebrati, mammiferi, ovipari: tutti gli animali sono uguali davanti alla legge. Quindi anche chi ammazza una formica, una mosca o uno scarafaggio, ma anche una lumaca, un serpente, uno scarabeo o un topo senza una valida ragione può essere incriminato.

Questo non vuol dire che ogni uccisione di animale è illegale, ma solo quelle avvenute senza alcuna valida ragione (anche l’igiene può essere un valido motivo per mettere del veleno per topi, un antitarme, uno spray contro mosche e zanzare) o con modalità tali da generare sofferenze evitabili per l’animale.

E se ad uccidere un animale è un altro animale? Il proprietario di quest’ultimo, che si è lasciato sfuggire la propria bestiola, è responsabile? La risposta è negativa. L’uccisione di animale è un reato che richiede il dolo ossia la malafede. Così, in caso di uccisione per colpa non vi è responsabilità penale. Resta però quella civile per il risarcimento del danno al proprietario dell’animale morto.

note

[1] Art. 544-bis cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 24734/2010.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

3 Commenti

  1. ANIMALI … nn insetti o altro.
    Si potrebbe ragionare sulla “necessità”, ed allora la “caccia” sarebbe illegale poichè il “mercato sopperisce il fabbisogno

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI