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Cartella bollo auto: l’avviso di accertamento blocca prescrizione

11 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 agosto 2017



Il bollo si prescrive in 3 anni, ma la cartella notificata dopo è valida se prima c’è stato l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Se la cartella esattoriale del bollo auto viene notificata dopo tre anni, non è più valida: dopo 36 mesi scatta, infatti la prescrizione. A meno che, lestamente, l’Agenzia delle Entrate Riscossione abbia provveduto in quei tre anni a notificare un avviso di accertamento. In questo caso, la prescrizione si blocca e la cartella del bollo auto che arriva dopo tre anni è ancora valida.

Lo ha stabilito la Commissione tributaria regionale della Lombardia [1] che ha respinto il ricorso contro una cartella esattoriale per il mancato pagamento del bollo auto che il contribuente riteneva prescritto.

La tassa automobilistica si prescrive, appunto, in tre anni. Significa che l’Agenzia delle Entrate Riscossione deve agire entro la fine del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento del bollo [2].

Cosa dicono, però, i giudici? Dicono che la notifica dell’avviso di accertamento entro tale termine interrompe la prescrizione e, dalla data della notifica stessa, inizia a decorrere un nuovo termine triennale. In sostanza: la cartella di pagamento è valida anche se notificata dopo tre anni dal pagamento purché vi sia stato nel frattempo un avviso di accertamento che ha interrotto e fatto ripartire il termine triennale. Quindi, se la calcolatrice non sbaglia, nel caso in cui quell’avviso di accertamento dovesse arrivare all’ultimo giorno, gli anni di prescrizione diventerebbero sei anziché tre.

Attenzione, però: se il contribuente riceve quale primo atto un avviso di accertamento oltre i tre anni dalla scadenza del tributo, la successiva cartella è illegittima e nulla perché riferita ad un tributo ormai prescritto. In altre parole: al contribuente va bene solo se in quei tre anni non succede nulla: né notifiche di cartelle né avvisi di accertamento.

Nel caso di specie i giudici hanno ritenuto che la cartella fosse valida anche se notificata a mezzo posta direttamente dal concessionario della riscossione. La Commissione lombarda ha accolto, fra i due filoni interpretativi opposti in materia, quello secondo cui gli atti sono esistenti e validi anche se notificati direttamente dall’Agente di riscossione con raccomandata [3].

note

[1] Ctr Lombardia, sent. n. 82/13.

[2] Art. 5 del D.L. 353/1982.

Autore immagine: 123rf.com

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