HOME Articoli

Lo sai che? Con la Legge 104 posso lavorare

Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

I portatori di handicap grave possono svolgere attività lavorativa o hanno delle limitazioni?

 

Nonostante un brutto intervento e un anno di malattia sono stato dichiarato idoneo al servizio, ma ho diritto alla Legge 104 per i miei handicap: posso lavorare lo stesso?

Non bisogna mai confondere l’handicap con l’invalidità e l’inabilità: l’invalidità, difatti, indica la riduzione della capacità lavorativa, che nel caso dell’inabilità è totale (ma può riguardare singole mansioni, il proficuo lavoro, oppure può essere riferita allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa anche in modo non proficuo). L’handicap, invece, indica la condizione di svantaggio sociale, conseguente ad una menomazione o ad una disabilità di tipo fisico, psichico o sensoriale, che limita o impedisce il ruolo sociale di un soggetto (in rapporto all’età, al sesso ed al contesto socio-culturale).

Lo stato di handicap è dunque compatibile con l’attività lavorativa, anche se il lavoratore portatore di handicap ha diritto ad alcune agevolazioni previste dalla Legge 104 [1], per compensare la sua condizione di svantaggio. Se il portatore di handicap, però, oltre a questa condizione ha un’inabilità assoluta e permanente allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, non può lavorare (ma avrà diritto, a seconda dei requisiti contributivi e del reddito posseduto, alla pensione d’inabilità o alla pensione per invalidi civili totali).

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono le agevolazioni spettanti al lavoratore portatore di handicap.

Legge 104: handicap grave, non grave e superiore ai 2/3

Innanzitutto, per quanto riguarda la condizione di handicap, questa, secondo la Legge 104, che è la legge quadro in materia di handicap, può essere di tre tipologie:

  • non grave;
  • in situazione di gravità;
  • superiore ai due terzi.

La maggior parte delle agevolazioni lavorative spetta a chi ha un handicap almeno in situazione di gravità, anche se in alcuni casi basta un handicap non grave.

Permessi retribuiti Legge 104

Il lavoratore portatore di handicap grave può fruire, per sé stesso, di 3 giorni retribuiti di permesso mensile. Il permesso può essere anche frazionato ad ore (2 ore al giorno):  è necessaria la certificazione specifica dell’handicap grave, per poterlo richiedere (bisogna dunque aver già inoltrato domanda d’invalidità/handicap all’Inps ed essere già stati sottoposti agli accertamenti sanitari da parte della commissione medica competente).

La domanda per la fruizione dei permessi deve essere inviata sia all’Inps (tramite il sito web o contact center Inps, se si possiedono le credenziali di accesso, o tramite patronato), che al datore di lavoro (che deve solo accertare i presupposti di legittimità per la fruizione dei permessi.

Scelta della sede di lavoro per i beneficiari della Legge 104

Il lavoratore con handicap grave, o che assiste un familiare in possesso di handicap grave, ha diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, a meno che non sussistano ragioni ostative motivate dall’azienda.

Se il lavoratore, portatore di handicap grave, è dipendente pubblico ed ha un’invalidità superiore a 2/3, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.

Rifiuto al trasferimento per chi ha diritto alla Legge 104

Il lavoratore con handicap grave, o che assiste un familiare in possesso di handicap grave, non può essere trasferito in altra sede contro la sua volontà: questo, anche se sussistono ragioni motivate dall’azienda, poiché il rifiuto al trasferimento è un diritto soggettivo in capo al dipendente.

Lavoro notturno per chi ha diritto alla 104

Il disabile portatore di handicap grave secondo la Legge 104, o il lavoratore che ha a proprio carico un soggetto disabile nelle stesse condizioni, non può essere adibito al lavoro notturno contro la sua volontà.

 

Collocamento mirato per i beneficiari della Legge 104

I servizi di  collocamento mirato, cioè i servizi di sostegno dedicati ai lavoratori svantaggiati, sono normalmente riconosciuti a chi presenta un’invalidità superiore al 45%, a prescindere dall’handicap. Questi servizi permettono di valutare adeguatamente la situazione di svantaggio sociale, analizzando le capacità lavorative del soggetto per cercare di inserirlo nel posto di lavoro adatto. Inoltre è prevista, per i lavoratori svantaggiati, l’iscrizione alle liste speciali, secondo quanto disposto dalla Legge 68 [2].

Hanno gli stessi diritti anche gli invalidi di guerra, del lavoro e per cause di servizio con percentuale sopra il 33%, con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria.

note

[1] L. 104/1992.

[2] L.68/1999.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI