| Editoriale

Cartelle e atti dell’Agenzia Entrate nulli con poste private

30 luglio 2017


Cartelle e atti dell’Agenzia Entrate nulli con poste private

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 luglio 2017



Addio cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione e avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate se, invece del postino, si presenta il corriere di un servizio postale privato.

In tema di notifica delle cartelle di pagamento, anche Agenzia Entrate Riscossione deve rispettare gli stessi obblighi che, sino al 1° luglio 2017, sono stati imposti ad Equitalia dalle norme sulla riscossione e dalle numerose sentenze emesse dai tribunali italiani. Il che significa, tra le altre cose, che la consegna ai contribuenti di cartelle esattoriali, preavvisi di fermo, ipoteche e pignoramenti può essere eseguita solo a mezzo di un pubblico ufficiale. Lo stesso principio si estende anche agli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate, alle multe derivanti da contravvenzioni del codice della strada e agli atti giudiziari. Il riferimento è chiaro: bandite le notifiche eseguite mediante corrieri e servizi postali privati. In caso contrario la notifica è del tutto inesistente in quanto eseguita da un soggetto non legittimato. Solo i postini di Poste Italiane infatti rivestono la qualifica di «pubblici ufficiali» e, come tali, hanno il potere di conferire valore legale alle attestazioni di notifica da questi eseguite. È questo l’orientamento sino ad oggi sposato dalla Cassazione e dalla totalità dei tribunali italiani.

Come deve avvenire la notifica delle cartelle di pagamento

Agenzia Entrate Riscossione può curare la notifica delle cartelle provvedendo essa stessa, previo imbustamento e chiusura dell’atto, alla consegna del plico all’ufficio postale. Non deve quindi servirsi di un soggetto diverso con l’ufficiale giudiziario per gli atti del tribunale. Si parla a riguardo di «notifica diretta». Dopo alcune voci contrastanti, la Suprema Corte ha legittimato tale modalità ritenendo valide le notifiche delle cartelle di pagamento così eseguite. A questo punto, però, l’Esattore non può scegliere un servizio di poste private: egli al contrario è tenuto ad affidare le buste unicamente a Poste Italiane. I suoi dipendenti addetti alla consegna delle lettere, infatti, sono considerati dalla legge «pubblici ufficiali» e, come tali, legittimati a conferire certezza al procedimento di notifica e, quindi, all’avviso di ricevimento dell’atto consegnato al contribuente.

È bene, quindi, controllare bene, dalla busta recapitata dal postino e spedita dall’Agenzia delle Entrate, se la consegna è stata curata da Poste Italiane o da un altro soggetto. Solo Poste Italiane è delegata alla spedizione di atti fiscali e giudiziari. Risultato: sono nulle tutte le notifiche avvenute in passato (o che, eventualmente, avverranno in futuro) attraverso la posta privata.

Notifica a mezzo di poste private: l’orientamento dei giudici

Il principio di nullità delle notifiche a mezzo poste private è stato espresso più volte dalla Cassazione [1] e ribadito dai giudici di primo e secondo grado [2].

L’Agenzia delle Entrate, in particolare, può notificare i propri atti solo attraverso il servizio postale, inviando copia dell’atto in plico sigillato con raccomandata a.r. alla residenza o alla sede del contribuente e senza l’intervento di messi [3]. L’atto è spedito in busta chiusa, sigillata, di colore verde, sulla quale non devono essere apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto e sulla quale l’ufficio deve apporre numero di registro cronologico, sottoscrizione, sigillo dell’ufficio [4].

L’ufficio deve poi apporre, tanto sull’originale quanto sulla copia dell’atto notificato, la relata di notifica nella quale indica l’ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario e il numero identificativo della raccomandata.

Sono invece lecite le notifiche fatte con posta elettronica certificata (Pec) anche se, a riguardo, qualche giudice ha sposato l’orientamento opposto; secondo queste ultime tesi, l’email, anche se certificata, non può contenere l’originale della cartella, ma solo un pdf che è una riproduzione meccanica, una scannerizzazione che equivale a una fotocopia.

La nullità della notifica fatta da un postino privato

Tornando al problema della nullità della notifica a mezzo di poste private, sempre la Cassazione [5] ha ribadito l’illegittimità di tutto il procedimento di notifica se fatto privatamente; al contrario, la classica busta bianca di Poste Italiane è perfettamente valida. La sentenza ricorda infatti che, nel caso di notifiche fatte col servizio postale, attraverso spedizione dell’atto in plico con raccomandata con avviso di ricevimento, quest’ultimo costituisce atto pubblico e, pertanto, le attestazioni in esso contenute godono della stessa fede privilegiata di quelle relative alla notifica (a mezzo posta) eseguita dall’ufficiale giudiziario.

In buona sostanza, secondo la Corte non v’è alcuna differenza tra un postino e un ufficiale giudiziario.

Non può dirsi la stessa cosa, invece, per le notifiche effettuate mediante un servizio di posta privato (per esempio, il corriere o il pony express). Gli agenti postali di tale servizio non hanno la qualità di pubblici ufficiali. Pertanto, gli atti da essi redatti non godono di quella fede privilegiata (si dice anche «presunzione di veridicità fino a querela di falso») tipica invece delle attestazioni di pubblici ufficiali.

Cosa fare se la cartella non è notificata da Poste Italiane

Il contribuente che dovesse ricevere una cartella notificata con un servizio privato può impugnarla. Trattandosi di un vizio che determina l’«inesistenza» della notifica (perché fatta da un soggetto non legittimato), l’eventuale ricorso non sana il vizio stesso. Perché questa precisazione? È necessario fare un passo indietro. Di norma, quando si assume che una cartella è stata notificata in modo errato – ad esempio perché firmata da una persona diversa dal destinatario e non legittimata a riceverla – l’eventuale impugnazione non fa che dimostrare il contrario, ossia che l’atto è comunque pervenuto nelle mani del contribuente il quale, di conseguenza lo ha impugnato. Questa ammissione di ricezione sana il vizio; sicché l’eventuale ricorso del contribuente viene rigettato. La scelta più opportuna, in questi casi, è attendere la successiva mossa del fisco (ad esempio un fermo auto) e poi, impugnando quest’ultima, sostenere il mancato ricevimento della cartella di pagamento. Ebbene, questo discorso non vale tutte le volte in cui la notifica presenta un vizio talmente grave da non potersi dire neanche “esistente”. È il caso della cartella di pagamento consegnata da un soggetto che non sia un pubblico ufficiale. Dunque, il contribuente può impugnare la cartella notificata da poste private senza timore di sanare il vizio.

L’avviso di ricevimento

Affinché Agenzia Entrate Riscossione possa dimostrare in un eventuale contenzioso con il contribuente la corretta notifica deve esibire l’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata a.r., debitamente compilato in ogni sua parte, pena la perdita di ogni validità ed efficacia. Se questo viene smarrito o non prodotto in causa, il contribuente vince il giudizio.

note

[1] Cass. sent. n. 2035/2014; conforme Cass. sent. n. 11095/2008.

[2] Trib. Benevento, sent. n. 382 del 17.03.2014.

[3] Art. 14 L. 890/1982.

[4] Art. 2 L. 890/1982.

[5] Cass. sent. n. 2035/2014.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. In merito a questo argomento mi pare che per effetto del DDL “Concorrenza” dal 10 giugno 2017 le poste private siano state equiparate a Poste Italiane permettendo la notifica anche di atti giudiziari

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI