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UE: segnali di vita, il telefono è a costo zero

1 Febbraio 2017 | Autore:
UE: segnali di vita, il telefono è a costo zero

Raggiunto l’accordo definitivo, ecco la roadmap della riduzione dei costi per il roaming telefonico in UE.

Quando si pensa all’Ue il pensiero va sempre ai burocrati del palazzo Berlaymont o alla taglia minima imposta alla grandezza delle zucchine. Eppure l’Ue è altro.

L’Ue è ad esempio 30 anni di Erasmus, trent’anni di Europei nati e cresciuti in pace e che della pace hanno conosciuto la vera essenza.

L’Ue è fondi strutturali redistribuiti, è vero, riceviamo meno di quanto diamo, ma quella «sottrazione» che riteniamo tanto ingiusta, è in relatà, nella dinamica della crescita comune, un plus corrisposto ai paesi in via di sviluppo, che attraverso l’Ue stanno sperimentando una crescita rilevante e che oggi offrono ai loro cittadini un lavoro e una vita più sicura.

L’Ue è anche – ad esempio – un sistema di riconoscimento di titoli che permette a chiunque di noi di lavorare all’estero con pari dignità rispetto a qualsiasi cittadino nazionale.

E l’Ue è anche avvicinamento – ove non armonizzazione – di normative a tutto vantaggio del contribuente. Quest’ultimo in particolare è il caso dell’accordo preso negli scorsi mesi e che nelle ultime ore ha trovato il suo completamento definitivo.

Dal prossimo giugno si prevede una graduale abolizione delle tariffe per il roaming.
L’accordo – del quale abbiamo avuto modo di parlare anche in alcuni articoli precedenti (leggi Eurotariffe: L’UE che incide – positivamente – sul consumatore) ha abbassato circa del 90% i prezzi all’ingrosso per i dati che gli operatori dei diversi Paesi applicano tra loro quando un utente chiama, scrive messaggi o naviga su internet dall’estero.

Dall’attuale costo massimo di 50 euro per gigabyte, la tariffa scenderà a 7,70 euro il 15 giugno, la riduzione porterà ad un costo definitivo di 2,50 euro a gigabyte nel 2022.

Allora lasciatemi concludere con un buongiorno agli Europei – un buongiorno al telefono se volete – e un piccolo consiglio non richiesto: quando pensate agli euroburocrati, pensate anche che proprio quelli sono coloro i quali hanno redatto questo provvedimento, sono coloro i quali hanno permesso -combattendo con i governi – di far girare i vostri figli in Europa ormai 30 anni fa, sono coloro i quali ogni giorno si scontrano con le amministrazioni nazionali per armonizzare percorsi tortuosi derivanti da culture simili ma differenti, «unite nella diversità» – parafrasando un ormai vecchio motto di un’Europa che forse oggi non si vede, ma che è viva e vegeta. Per fortuna.



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