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Verbale notificato a un indirizzo sbagliato: che succede?

5 Agosto 2017


Verbale notificato a un indirizzo sbagliato: che succede?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Agosto 2017



Contravvenzione al codice della strada del 2002, iscritta al ruolo nel 2006, notificata a marzo 2016 presso un indirizzo in cui non sono più residente da anni. Che fare?

In materia di sanzioni amministrative per violazioni di norme del codice della strada la prescrizione è di cinque anni [1]. Tuttavia è doveroso evidenziare che esiste un orientamento minoritario (sostenuto cioè da una minoranza di sentenze) secondo cui dopo la notificazione della cartella di pagamento la prescrizione applicabile sarebbe non quella di cinque anni, ma quella di dieci anni [2]. Per risolvere questo contrasto fra diverse sentenze, si attende a breve una definitiva sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione che stabilirà quale prescrizione si debba applicare successivamente alla notificazione della cartella di pagamento (se di cinque anni o di dieci anni).

Nel caso specifico del lettore, in cui la cartella di pagamento sarebbe stata notificata il 25.05.2006, potrebbe verificarsi una delle due seguenti possibilità:

  • se la sentenza della Cassazione che sarà pronunciata a breve dovesse confermare che anche dopo la notificazione della cartella di pagamento la prescrizione applicabile è quella di cinque anni, allora la somma che viene chiesta in pagamento sarà da considerarsi prescritta fin dal 26.05.2011 (a condizione che dal 26.05.2011 ad oggi non sia stato notificato al lettore un altro sollecito di pagamento per questa stessa somma);
  • se, invece, la sentenza della Cassazione che sarà pronunciata a breve dovesse affermare che dopo la notificazione della cartella di pagamento la prescrizione applicabile è quella di dieci anni, in questo caso la somma che gli viene richiesta in pagamento sarà da considerarsi prescritta fin dal 26.05.2016 (a condizione che dal 26.05.2006 e fino al 26.05.2016 non gli sia stato notificato un altro atto per chiedergli il pagamento della stessa somma;

In attesa di conoscere cosa deciderà la Cassazione in merito alla prescrizione di cinque o dieci anni, il consiglio pratico che si dà è di non rispondere al sollecito, in quanto rispondendo il lettore darebbe ad Equitalia la prova di averlo ricevuto (con l’effetto di interrompere la prescrizione). Successivamente, se Equitalia dovesse inviargli un altro atto (probabilmente un preavviso di fermo, se il lettore possiede un auto) per richiedergli nuovamente, questa volta con raccomandata, il pagamento di questo stesso importo, potrà decidere di agire per eccepire la prescrizione della somma, impugnando dinanzi al competente giudice (il giudice di pace) l’atto stesso oppure, in alternativa, inviando istanza in autotutela per chiedere l’annullamento dell’atto stesso e il riconoscimento che nulla è dovuto per intervenuta prescrizione (l’istanza dovrà essere inviata con raccomandata a.r. all’Ente creditore e per conoscenza anche ad Equitalia).

La prescrizione (quinquennale o decennale) si è formata solo a condizione che nel frattempo (cioè dalla data di notificazione della cartella di pagamento e fino ad oggi) non siano stati inviati con raccomandata a.r. altre richieste di pagamento della medesima somma. Infine, per ciò che concerne la notificazione dell’atto allegato ad un indirizzo dove il lettore non risiede più, la questione viene superata dal fatto che, siccome l’atto è stato spedito con posta ordinaria, comunque Equitalia non potrà mai dimostrare in giudizio o fuori dal giudizio che egli l’abbia effettivamente ricevuto a meno che non sia il lettore stesso a riconoscere di averlo ricevuto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Secondo quanto stabilisce l’art. 28 l. n. 689 del 24.11.1981, richiamato dall’art. 209 cod. str.

[2] Come stabilisce l’art. 2953 cod. civ. per le sentenze passate in giudicato.


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