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Lo sai che? Quanto costa il riscatto della laurea per la pensione?

Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

Chi ne ha diritto, quanto e come si paga. L’importo per riscattare i contributi del periodo universitario è altissimo. Ma presto si potrebbe fare gratis?

Se c’è una fascia di popolazione che vede la pensione come un miraggio è quella dei giovani laureati. Un po’ perché, dovendo frequentare l’università, non riescono a inserirsi nel mondo del lavoro – e quindi a pagare i contributi previdenziali – molto presto. E un po’ perché, appartenendo alla generazione del precariato e dei «contratti spazzatura», anche entrando nel mondo del lavoro quei contributi di una certa cifra, validi ai fini pensionistici, chissà quando arriveranno.

L’importo da versare fa talmente paura che sui social network è nata una campagna mirata ad ottenere il riscatto della laurea gratis. Il Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca ha accettato di incontrare una delegazione di studenti per discutere la questione. La soluzione non sarà facile, ma forse nemmeno impossibile.

Un modo per non perdere anni di impegno e di sacrifici investiti per il futuro lavoro c’è, ed è quello del riscatto della laurea per la pensione. Significa versare dei contributi per gli anni passati in facoltà. Si può fare ma a certe condizioni (non ultima quella di avere un bel po’ di soldi a disposizione). Vediamo quanto costa il riscatto della laurea per la pensione, chi lo può fare, come e quando.

Che cos’è il riscatto della laurea per la pensione

Il riscatto della laurea è, formalmente, un istituto che consente di valorizzare ai fini pensionistici il periodo passato all’università o in una scuola equivalente. Infatti, il riscatto è permesso soltanto a chi ha ottenuto il titolo di studio (quindi la laurea o un titolo equiparato) senza aver perso un solo anno. Senza impegno, niente riscatto.

Il riscatto della laurea è possibile anche per i soggetti inoccupati che, nel momento in cui presentano la domanda, non sono mai stati iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e non hanno mai lavorato né in Italia né all’estero.

Non si può chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto di laurea legittimamente accreditata a seguito del pagamento del relativo onere

Che cosa si può riscattare per la pensione

Vediamo quali titoli di studio si possono riscattare per accumulare anni di contributi in vista della pensione:

  • diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni;
  • diplomi di laurea, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;
  • diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
  • dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • titoli accademici [1] ovvero laurea, al termine di un corso di durata triennale e laurea specialistica, al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.

E’ possibile riscattare due o più corsi di laurea, anche per i titoli conseguiti prima del 12 luglio 1997

Diplomi di istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale 

In quest’area, possono essere riscattati per la pensione, secondo le vigenti disposizioni in materia, i nuovi corsi attivati a decorrere dall’anno accademico 2005/2006 e che danno luogo al conseguimento di:

  • diploma accademico di primo livello;
  • diploma accademico di secondo livello;
  • diploma di specializzazione;
  • diploma accademico di formazione alla ricerca, equiparato al dottorato di ricerca universitario [2].

Il riscatto può riguardare l’intero periodo o i singoli periodi

Periodi di studio universitario all’estero

Chi ha avuto la fortuna di studiare all’estero può riscattare la laurea conseguita in uno dei Paesi dell’Unione europea [4], purché siano riconosciuti dalle università italiane e abbiano valore legale nel nostro Paese.

Quando non si può fare il riscatto della laurea per la pensione

Ci sono anche dei vincoli che impediscono il riscatto della laurea per la pensione. Si tratta dei periodi:

  • in cui c’è stata l’iscrizione fuori corso;
  • che sono coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto presso il fondo cui è diretta la domanda stessa, oppure in altri regimi previdenziali [3].

Quanto costa il riscatto della laurea per la pensione

Veniamo alle cifre. Per sapere quanto costa il riscatto della laurea per la pensione occorre tener presente, innanzitutto, che non esiste una cifra fissa da pagare (tanti anni ho fatto, tanto verso) ma che l’importo varia in base al reddito del lavoratore. Perché quando qualcuno vorrà riscattare la laurea per la pensione, si suppone che starà già lavorando. O, almeno, si spera.

Il costo, infatti, dipende infatti dall’età del richiedente e dallo stipendio che il laureato prende nel momento in cui fa la domanda di riscatto. Come per chi vuole sapere quanto prenderà di pensione, anche per chi vuole riscattare la laurea ci sono dei simulatori su Internet che gli diranno quanto gli costerà recuperare gli anni di studio in termini contributivi.

I più istruiti dicono che prima si chiede il riscatto della laurea e meno si spende. Ci sono, infatti, dei coefficienti da applicare allo stipendio che si prende per ottenere il costo del riscatto della laurea, variabili in base all’età:

  • fino a 39 anni: 1,0;
  • da 40 a 44 anni: 1,4;
  • da 45 a 49 anni: 1,9;
  • da 50 a 54 anni: 2,5;
  • da 55 anni in poi: 3,2.

Questo coefficiente va moltiplicato per il contributo previdenziale vigente alla data della domanda.

Un esempio di simulazione del riscatto della laurea

Prendiamo, ad esempio, un laureato di 32 anni, impiegato, che guadagna circa 25.000 euro l’anno (non è un miraggio, si può fare). Quanto dovrebbe pagare ogni anno per riscattare la laurea per la pensione? Circa 8.300 euro l’anno. Moltiplicato per 5 anni (triennale più magistrale) arriviamo ai 41.200 euro in totale. Ci vorrebbe un mutuo.

Ma sarebbe peggio se aspettasse ad avere quasi l’età pensionabile: il costo raddoppierebbe. Gli converrebbe lavorare 5 anni in più e dimenticarsi del riscatto.

Come si paga il riscatto della laurea per la pensione

Arrivati al dunque, che si fa adesso? Una volta capito quanto costa il riscatto della laurea per la pensione, come si fa a pagare?

Si paga con appositi bollettini Mav inviati dall’Inps, da portare in banca o all’ufficio postale. Si può pagare in un’unica soluzione o in 120 rate mensili senza interessi.

Attenzione, perché il mancato pagamento dell’importo in unica soluzione o del versamento della prima rata è considerato come rinuncia alla domanda, che viene archiviata dall’Inps. Tuttavia, la domanda si può ripresentare.

Altre modalità di pagamento:

  • si possono scaricare e stampare i bollettini Mav online attraverso il servizio dedicato o, in alternativa, richiederli al Contact center dell’Inps al numero 803 164, gratuito da telefono fisso, oppure al numero 06 164164 da cellulare. In questo caso, gli operatori provvederanno all’invio della copia del bollettino all’indirizzo desiderato o tramite posta elettronica.
  • si può comunicare il numero della pratica e il codice fiscale e pagare con le seguenti modalità:
    • presso i soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”;
    • tabaccherie che aderiscono al circuito;
    • gli sportelli bancari di Unicredit SpA, con pagamento in contanti per tutti gli utenti o, per i correntisti Unicredit, anche con addebito sul conto corrente bancario;
    • sul sito internet Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio Banca online;
    • online sul sito Inps utilizzando la carta di credito;
    • online da smartphone o da tablet, tramite l’applicazione Inps Servizi Mobili (Ios e Android), utilizzando la carta di credito;
    • online da tutti gli altri dispositivi mobili, tramite la versione mobile del sito m.inps.it, utilizzando la carta di credito;
    • con carta di credito utilizzando il Contact center al numero 803 164 gratuito da rete fissa o al numero 06 164164 da rete mobile.

Nel caso di pagamento effettuato tramite il Contact center, l’Inps invierà la ricevuta analitica di pagamento all’indirizzo in possesso dell’ente.

Ancora: si può pagare a rate anche mediante addebito diretto sul conto corrente. Basta recarsi nell’agenzia bancaria o nell’ufficio postale in cui si ha il conto e compilare un modello Sdd, con l’opzione a importo fisso predefinito, che implica la rinuncia al diritto di rimborso dell’addebito entro le otto settimane [5].

Una volta comunicata l’autorizzazione dell’addebito, l’Inps invierà una lettera di conferma in cui viene indicato il mese di attivazione del servizio e gli importi relativi alle scadenze dell’anno. In attesa che la lettera arrivi, bisognerà continuare a pagare con i bollettini Mav oppure con le altre modalità di pagamento indicate, rispettando le scadenze mensili.

Dalla data di attivazione del servizio non si dovranno più utilizzare i bollettini con un termine di pagamento successivo all’attivazione stessa.

L’addebito automatico potrà essere revocato in qualunque momento, con comunicazione tempestiva all’agenzia bancaria o all’ufficio postale. Le restanti rate potranno essere pagate con le altre modalità.

All’inizio dell’anno solare successivo ai versamenti, l’attestazione utile ai fini fiscali sono visualizzabili nel portale dei pagamenti: servizio «Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite», sezione «Pagamenti effettuati».

Si può avere il riscatto della laurea gratis?

Questo è il grande dilemma hamletico. «Far pagare o non far pagare?» Visto quanto costa il riscatto della laurea per la pensione, vista la precarietà dei ragazzi ed il tempo (contributivo) che perdono ora che si inseriscono a pieno titolo nel mondo del lavoro, è possibile fare qualcosa?

Se ne parla in questa calda estate al Miur, al Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca. A smuovere le acque, guarda caso, ci pensano i social network, territorio in cui i ragazzi sono padroni di casa. Il coordinamento studentesco #Riscattalaurea, nato tra Roma e Napoli e attivo soprattutto su Facebook, ha già bussato alla porta del Ministero e ottenuto l’impegno della politica ad attivare un tavolo tecnico per discutere di questa ipotesi. Obiettivo: il riscatto della laurea gratis. Giusto per dare una spinta a questi ragazzi e infondere in loro un po’ di fiducia. Almeno a chi tra loro la merita in base all’impegno che dimostra.

note

[1] Decreto n. 509 del 03.11.1999.

[2] Art. 3, co. 6, D.P.R. n. 212/2006 e messaggio Inps n. 15662 del 14.06.2010.

[3] Art. 2, co. 1, Dlgs. n. 184/1997.

[4] Legge n. 145/2002 che ratifica la convenzione di Lisbona dell’11.04.1997.

[5] Dlgs. n. 11/2010.

Autore immagine: 123rf.com


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