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Prestito non restituito da trasformare in donazione: come comportarsi?

5 Agosto 2017


Prestito non restituito da trasformare in donazione: come comportarsi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Agosto 2017



Ho prestato una somma di denaro ad un amico che non ha possibilità di restituirmela: posso trasformare il prestito in  donazione? Posso essere oggetto di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Anche se una persona pensa di non rivedere più le somme che darà in prestito, conviene configurare la fattispecie in oggetto come contratto di mutuo a titolo gratuito, senza cioè maturazione di interessi. Come tale, il contratto richiede la registrazione in misura fissa solo se stipulato per iscritto. Viceversa, in presenza di un accordo verbale, il contratto di mutuo dovrà essere registrato solo in caso d’uso. Ciò significa che se tra le due persone insorgeranno problemi e questi dovranno essere risolti, come extrema ratio, con l’intervento di un giudice, il contratto dovrà essere registrato. Finché, viceversa, la questione dovesse estraniarsi dalle aule di un tribunale, allora il contratto non necessiterà di registrazione.

Richiesta prestito tramite email

In questo caso, ci ritroviamo dinanzi ad una corrispondenza tra le parti avvenuta tramite mail.

Non ci troviamo dinanzi ad un contratto scritto, ma in una fase di trattative dove una persona chiede denaro, con l’intento di restituirlo tra qualche mese e il lettore, analizzata la richiesta, accetta la domanda di prestito; l’accordo vero e proprio si sta configurando oralmente.

Né, tantomeno, la disposizione di bonifico può assurgere a forma scritta del contratto, rientrando tra gli atti di mera esecuzione del mutuo stipulato oralmente.

L’unico accertamento che potrebbe fare l’Agenzia delle Entrate riguarderebbe la provenienza di quella somma di denaro, ma se la detenzione di questa (la somma) è giustificata, allora possiamo stare tranquilli.

Concludiamo anticipando che se il lettore volesse stipulare un contratto di mutuo scritto, allora la registrazione obbligatoria comporterebbe il pagamento, entro 20 giorni dalla sottoscrizione del contratto, dell’imposta di registro del 3% (tre per cento) calcolato sull’ammontare del solo finanziamento, se il prestito è infruttifero; viceversa, il 3% sarebbe calcolato sommando capitale più interessi, oltre l’imposta di bollo che equivale a 16 euro ogni due fogli, cioè ogni quattro facciate.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla


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