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Padre chiede alimenti dopo anni: cosa fare?

4 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 agosto 2017



Una guida per sapere come comportarsi nel caso in cui a distanza di svariati anni un genitore chieda ai propri figli gli alimenti. 

Padre chiede alimenti dopo anni: cosa fare? La legge risponde chiarendo che gli alimenti sono dovuti solamente se chi li chiede versi in stato di bisogno e soltanto a partire dal momento in cui abbia proposto domanda al giudice per ottenerli oppure dal momento in cui li abbia richiesti per iscritto se entro i sei mesi successivi sia poi proposta domanda al giudice.

 

Chi è obbligato a versare gli alimenti

La legge [1] stabilisce che sono obbligati a prestare gli alimenti nell’ordine:

  • il coniuge;
  • i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Inoltre, sempre la legge, stabilisce che il donatario (cioè chi abbia ricevuto beni in donazione da chi sia in condizioni di poter pretendere gli alimenti) è tenuto a prestare gli alimenti, con precedenza su ogni altro obbligato tra quelli sopra indicati, ad eccezione dei casi in cui la donazione sia stata fatta in riguardo di un matrimonio o di una donazione remuneratoria (cioè la donazione fatta per riconoscenza o per i meriti del donatario).

Occorre aggiungere che:

  1. se sono obbligate al versamento più persone (ad esempio tre nuore o tre generi), tutte devono concorrere in proporzione alle proprie condizioni economiche;
  2. se le persone chiamate a versare gli alimenti in grado anteriore non sono in condizioni di sopportare l’onere in tutto o in parte, l’obbligo è posto in tutto o in parte a carico delle persone chiamate in grado posteriore (ad esempio, se il coniuge non è in condizioni, l’onere di versare gli alimenti passa ai figli);
  3. se più persone hanno diritto ad ottenere gli alimenti nei confronti di uno stesso obbligato (ad esempio entrambi i genitori nei confronti di un solo figlio oppure un genitore ed una suocera nei confronti del figlio e genero) e questi non sia in grado di provvedere a ciascuno, l’autorità giudiziaria dà i provvedimenti opportuni tenendo conto della parentela più vicina, dei rispettivi bisogni ed anche della possibilità che chi abbia diritto agli alimenti possa ottenerli da un altro soggetto fra quelli obbligati.

Gli alimenti sono dovuti innanzitutto dal coniuge e, poi, dai figli.

In quale misura sono dovuti gli alimenti

Gli alimenti sono dovuti:

  1. solo se chi li richiede versi in stato di bisogno (anche se il bisogno in cui versa dipende da propria colpa) e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento;
  2. in proporzione dei bisogni di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi è obbligato a somministrarli;
  3. in misura tale da non superare ciò che sia necessario per la vita di chi li richiede tenendo però conto della sua condizione sociale;
  4. dal donatario in misura non superiore al valore della donazione che sia tuttora esistente nel suo patrimonio;
  5. tra fratelli e sorelle sono dovuti nella misura dello stretto necessario e se sono dovuti ad un minore possono comprendere anche le spese per l’educazione e l’istruzione;
  6. nel caso in cui le persone obbligate a versarli non fossero d’accordo sulla misura, sulla distribuzione del carico e sul modo di somministrarli, vi provvede l’autorità giudiziaria;
  7. se dopo la loro assegnazione cambiano le condizioni economiche di chi li versa o di chi li riceve, l’autorità giudiziaria provvede per disporre la cessazione, la riduzione o l’aumento dell’obbligo; la riduzione degli alimenti può anche essere decisa per la condotta disordinata o riprovevole della persona che li riceve.

Gli alimenti spettano solo a chi versi in stato di bisogno.

Da quando decorrono gli alimenti

Se, dunque, ad esempio un padre chiede gli alimenti dopo molti anni, cosa dovrà aspettarsi e come dovrà comportarsi un figlio?

Innanzitutto va detto che in questo caso specifico, in assenza del coniuge, sono i figli (anche adottivi) ad essere obbligati a versare gli alimenti secondo le regole che sono state delineate in precedenza.

Ma se il padre dovesse chiederli dopo molti anni rispetto all’epoca in cui cominciò a versare in stato di bisogno (senza essere in grado di provvedere da solo al proprio mantenimento), avrà diritto anche agli arretrati?

Potrà cioè chiedere gli alimenti relativi al periodo precedente a quello a partire dal quale ha chiesto formalmente che gli alimenti gli vengano versati?

La legge [2] a questo riguardo è molto chiara in quanto stabilisce che gli alimenti sono dovuti solo dal giorno in cui:

  • viene proposta la domanda giudiziale (cioè viene avviata l’azione davanti all’autorità giudiziaria per poterli ottenere);
  • oppure solo dal giorno in cui chi pretende il versamento degli alimenti abbia costituito in mora l’obbligato (gli abbia cioè inviato una formale richiesta scritta per ottenerne il versamento) a condizione che, entro i sei mesi successivi, sia stata avviata l’azione dinanzi all’autorità giudiziaria.

Pertanto non sono dovuti gli alimenti relativi a periodi precedenti rispetto alla data in cui viene proposta la domanda per ottenerli davanti al giudice (oppure rispetto alla data in cui viene inviata formale richiesta scritta per ottenerne il versamento a condizione che, entro i sei mesi successivi, sia stata avviata l’azione dinanzi all’autorità giudiziaria).

Se, invece, sia stato emesso un provvedimento da parte del giudice che abbia disposto a carico del figlio l’obbligo del pagamento degli alimenti, il padre ha cinque anni di tempo per agire nel caso in cui il figlio abbia omesso di pagare le rate così come fissate nel provvedimento giudiziale [3].

note

[1] Artt. 433 e seguenti del Cod. civ.

[2] Art. 445, Cod. civ.

[3] Bianca, Diritto civile, vol. II, Milano, 1985, p. 366.

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