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News La Nuova Equitalia traballa

News Pubblicato il 30 luglio 2017

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> News Pubblicato il 30 luglio 2017

Incostituzionali le nomine dei dipendenti e quindi tutte le cartelle di pagamento e i pignoramenti notificati agli italiani dal 1° luglio 2017.

Non è neanche nata che già traballa: l’intera struttura della Nuova Equitalia, alias Agenzia Entrate Riscossione, l’ente pubblico che dal 1° luglio 2017 ha rilevato la vecchia società per azioni è sotto giudizio del Tar Lazio. Un giudizio, quest’ultimo, da cui potrebbe dipendere non solo la stessa esistenza dell’Esattore, ma anche la sorte di tutte le cartelle di pagamento, ipoteche, pignoramenti e fermi che, dal 1° luglio 2017, sono e saranno notificati ai contribuenti. Non solo: a cadere sotto la scure di una possibile dichiarazione di incostituzionalità sono anche le eccezioni e le difese sollevate dai difensori della Nuova Equitalia nei numerosi giudizi pendenti presso tribunali e commissioni tributarie.

Chi firma le nuove cartelle di pagamento potrebbe non avere i poteri

La questione al centro della contesa è quella che avevamo previsto e sintetizzato in questo video e in Agenzia Entrate Riscossione: la verità sul nuovo soggetto. Il nocciolo è il passaggio del personale da Equitalia al nuovo ente senza un bando di concorso, cosa che ha trasformato i dipendenti di una società privata in dipendenti pubblici. Il tutto in barba alla Costituzione e alle numerose sentenze della Corte Costituzionale secondo cui ogni assunzione o promozione all’interno della P.A., sia anche con riferimento agli enti pubblici economici (tale è Agenzia Entrate Riscossione), richiede un concorso. Così, a mettere sotto accusa la Nuova Equitalia è stata Dirpubblica, uno dei sindacati dei dirigenti del pubblico impiego, che ha impugnato le nomine. La vicenda, approdata al Consiglio di Stato [1], è stata da quest’ultimo rispedita al Tar Lazio con un forte sospetto: quello di incostituzionalità. Il Consiglio di Stato paventa che vi sia effettivamente una violazione della nostra Costituzione e, pur non potendo sospendere la procedura del passaggio dei dipendenti da Equitalia ad Agenzia Entrate Riscossione (non si può bloccare l’attività di riscossione delle tasse, dicono i giudici, a causa dell’importanza di tale funzione), ha espresso già un giudizio negativo nel merito. La marchiatura sull’operazione è forte e potrebbe davvero condizionare i giudici del rinvio. Il Consiglio di Stato, infatti, ha citato due delle più recenti sentenze con cui la Corte costituzionale ha ribadito il principio della necessità del concorso pubblico. Una di queste [2] riguarda il famoso scandalo dei 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate elevati “motu proprio” al rango di dirigenti, in sordina, senza bandi o gare. Lo scandalo è sfociato nella pronuncia del 2015 con cui la Consulta ha dichiarato l’illegittimità delle proroghe, aprendo un contenzioso infinito fra tentativi di sanatoria e nuove bocciature amministrative. Secondo la Consulta «la regola costituzionale della necessità del pubblico concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni va rispettata anche da parte di disposizioni che regolano il passaggio da soggetti privati ad enti pubblici».

A rischio tutti i pignoramenti dal 1° luglio 2017

Anche nel trasferimento dei dipendenti di Equitalia non si è ripettata la Costituzione, vuoi perché c’è stata la pressione dei sindacati, vuoi perché il fisco ama fare come vuole a casa propria, anche in spregio alle più elementari regole del diritto.

Ora a decidere le sorti della riforma, dicevamo, sarà il Tar Lazio, e dovrà farlo in fretta. Ma non è detto che quest’ultimo non rinvii la patata bollente alla Corte Costituzionale. La quale però sul punto si è già pronunciata e, quindi, l’esito potrebbe essere scontato. Il fatto che l’Agenzia delle Entrate Riscossione sia un «ente pubblico economico», e che quindi può applicare le norme del diritto privato ai propri dipendenti, non sembra influire sull’esito della decisione. Infatti lo stesso Consiglio di Stato, in una precedente sentenza [2], ha stabilito l’obbligo di procedure selettive nelle aziende speciali, che sono appunto enti pubblici economici.

Come sempre succede in questi casi lo scontro è più politico che non giuridico. Già i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato l’intenzione di mettere in campo «ogni iniziativa per contrastare la posizione di Dirpubblica». Che poi la difesa dei loro iscritti sia più importante della Costituzione, questo non interessa: in Italia conta chi grida più forte. E in questo, sicuramente, i sindacati hanno sempre saputo insegnare.

note

[1] Cons. St. ord. n. 3213/2017.

[2] C. Cost. sent. n. 37/2015.

[3] Cons. St. sent. n. 820/2014.


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4 Commenti

  1. Scusate, ma deve pronunciarsi la Cassazione e il Consiglio di Stato per queste cose!!!! I politici che stanno al governo non capiscono un ca……, o fanno finta di non capire!!!! io sono convinto che non capiscono un ca……Si è sempre risaputo che un impiegato della P.A. per diventare Dirigente deve fare un concorso e superarlo per essere idoneo.

    1. Sì ok, ma glielo dicevi tu ai dipendenti dell’Equitalia che avrebbero dovuto anche fare un concorso pubblico quando hanno combattuto (e posso anche capirli da parte loro poiché incolpevoli) per mantenere il proprio CCNL privato perché più favorevole rispetto a quello pubblico vigente per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate? Altra anomalia tutta nostra…Pura operazione di marketing di più basso livello dettata dall’esigenza di eliminare un nome che il pubblico potenziale elettore detestava (Equitalia, appunto) tanto quanto lo stimolo principale della creazione dell’istituto della mediazione tributaria fu quello di utilizzare il più possibile un nome dalla riconosciuta accezione positiva da parte della massa…Tristezza e pochezza…

      1. Ci mancherebbe, non è colpa loro, ma bensì dello Stato.
        Ricordiamoci sempre che il pesce puzza dalla testa!!!!!
        Comunque per me, oggi come oggi, l’ ADER può pure andare a fare in culo!!!!!! in quanto non è un’ Agenzia, ma bensì un’ Estorsore!!!!! facessero quello che gli pare, tanto contro di loro noi cittadini “PLEBEI” non possiamo fare nulla!!!!!!!

        1. sono completamente d’accordo con te ma finche’ gli italiani non saranno completamente sul lastrico questa situazione non potra’ mai finire , noi siamo un popolo bue dei grandi masochisti che non sappiamo tutelare i nostri interessi. Fnche’ non siamo decisi a fare una rivoluzione e mandare a casa tutta questa gentaglia vedasi governi dal 2012 a oggi quello che sta succedendo, e solo colpa noistra inoltre si sono appropriati della tua carta d’identita’ facendo i i finocchi con li culo di tutti i cittadini italiani.
          rifletti caro amico e trasmettilo a tutti cosi’ vediamo di essere uniti nel pensiero e fare una vera rivoluzione costi quel che costi, perche’ loro non hanno problemi a inviare forze di polizia per massacrarti, pur sapendo che stati difendendo i diritti di tutti compresi i poliziotti che ogni giorno rischiano la pelle per 1.500 € al mese.

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