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Pronto soccorso veterinario: come funzionano?

17 Agosto 2017 | Autore:
Pronto soccorso veterinario: come funzionano?

Per gestire le emergenze dei nostri amici animali ci sono delle strutture apposite, che forniscono servizi di prima assistenza, fino ad arrivare a interventi e ricoveri.

Una frattura, un cibo tossico o una febbre alta con scariche continue di vomito. Le emergenze possono colpire anche i nostri amici animali e, spesso, chiamare un veterinario nel cuore della notte o trovarlo disponibile in poco tempo non è possibile. Per fortuna, ormai, esiste un servizio offerto da molti centri e cliniche veterinarie, operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Si tratta del pronto soccorso veterinario: come funzionano?

Pronto soccorso veterinario: come cercarne uno?

Il pronto soccorso veterinario non è regolato da nessuna legge a livello nazionale, per cui ciascuno funziona secondo norme proprie. Ad oggi, ormai, è un servizio sempre più diffuso. Ci sono diverse strutture di pronto soccorso, private e pubbliche, organizzate su base locale dalle singole Asl o da società private.

Il primo problema che si pone in una situazione di emergenza è sapere dove trovare un pronto soccorso veterinario. Niente panico. Basta collegarsi a internet e fare una ricerca su Google; ci sono siti che offrono vere e proprie mappe. Selezionando l’area in cui ci si trova, si potrà scoprire quali strutture convenzionate ci sono nei dintorni. In alternativa, si può chiamare il numero nazionale di pubblica assistenza – il 118 – che offre un servizio di aiuto e pronto soccorso veterinario per animali in difficoltà e può intervenire in caso di bisogno, proprio come avviene per gli umani.

Una volta individuata la struttura più vicina, occorre chiamare (al numero trovato su internet) e concordare l’intervento più appropriato. Nel caso in cui il medico al telefono consigli di andare personalmente sul posto, buona norma è portare il libretto sanitario dell’animale e tutta la documentazione relativa al suo stato di salute (ricette, radiografie, analisi del sangue).

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Pronto soccorso veterinario: che servizi offre?

Molte di queste strutture dispongono di ambulanze proprie con cui realizzare il trasferimento dell’animale in caso di emergenza, soprattutto in situazioni particolari. Pensiamo a un cane che si è rotto una zampa e non riesce a camminare o a un gatto molto anziano. Oppure, semplicemente perché il proprietario dell’animale non ha un mezzo per poterlo trasportare autonomamente. In ogni caso, i veterinari potranno effettuare anche una visita a domicilio, in casi estremi.

Le sale delle varie strutture sono allestite in modo da potere intervenire per qualunque tipo di emergenza, medica e/o chirurgica, con apparecchiature di laboratorio e di diagnostica per immagini per una corretta gestione del paziente in condizioni critiche. Chirurghi e altri medici specialisti sono in grado di risolvere avvelenamenti, traumi da incidenti stradali, ferite da morso, disordini cardiaci o respiratori, malattie infettive acute. Una volta prestate le prime e indispensabili cure, spesso è necessario un ricovero e un attento monitoraggio, possibile grazie ad apposite aree di terapia intensiva. Altri servizi offerti sono:

  • vaccinazioni,
  • visite comportamentali,
  • ecografie,
  • visite dermatologiche,
  • assistenza parto,
  • interventi in day hospital con degenza pre e post operatoria.

In genere i servizi sono a pagamento e le tariffe variano a secondo della tipologia di intervento e della struttura. Per gli animali randagi sono, tuttavia, disponibili strutture gratuite di primo soccorso.



3 Commenti

  1. Questo sito parla di pronto soccorso veterinario, di ambulanze per trasporto, di veterinario a domicilio e anche che un 118 puo’ soccorrere un cane! A me sembra che si stia parlando di favole! A me hanno fatto morire il cane con un’ emorragia interna, sono sicura per avvelenamento, perche’ una specie di dottoressa (non degna di portare il camice bianco) anche se aveva lo studio aperto non ha voluto ricevere il cane perche’ era la vigilia di Natale,non ha voluto fare un’ecografia, ha solo visionato gli esami del sangue, a niente sono bastate le mie preghiere, non ha avuto nessuna pieta’ poi ho chiamato la guardia medica che non voleva neanche venire! Ha detto che non faceva ecografie,inoltre quest’altra specie di dottoressa la conoscevo gia’ per la sua grande incompetenza ed e’ conosciuta anche da altre persone per questo, le ho dato 80€ senza che abbia fatto niente! Ha portato una flebo e ci ha messo dentro una vitamina.qui a Foggia nel non esistono cliniche veterinarie e tutti hanno pensato solo al loro natale, che ogni volta che viene per me e’ solo un incubo! Perche’e’ come ti interessa tutto il percorso è la sofferenza orribile del cane. Se il cane fa’ parte della famiglia perche’ deve essere trattato cosi’ da questa specie di societa’? Vorrei chiarire enti riguardo questo vostro articolo. Spero a presto. Grazie.

  2. Salve, vorrei parlare dei dottori che si prendono cura dei nostri fedeli amici, somministrando i farmaci giusti perché guariscano dalle loro malattie. Tuttavia, anche quella veterinaria comporta delle precise responsabilità. Quali sono i casi di responsabilità civile del veterinario?

    1. Se parliamo di responsabilità civile del veterinario la prima cosa a cui pensiamo è a cosa va incontro il dottore nel caso in cui l’animale affidato alle sue cure non guarisca oppure muoia. Cosa accade in questa ipotesi? Si configura una responsabilità civile oppure penale? Ebbene, nonostante nell’introduzione abbiamo specificato che la responsabilità del veterinario può essere sia civile che penale, bisogna ammettere che la maggior parte delle volte si verifica solamente la prima: come ti dirò più avanti, per aversi responsabilità penale del veterinario occorre che l’animale patisca un danno inflittogli volontariamente. La responsabilità civile del veterinario, come quella di qualsiasi altro professionista intellettuale, si configura quando egli non esegue con diligenza e serietà il proprio lavoro, prescindendo quindi dal risultato concreto. Come anticipato, infatti, l’obbligazione che sorge in capo ad un professionista non è quella di raggiungere il risultato che il cliente vuole, ma fare di tutto perché questo obiettivo si possa raggiungere: per tale ragione si parla di responsabilità di mezzi e non di risultato. La responsabilità civile del veterinario è di tipo contrattuale, nel senso che, nel momento in cui gli viene affidato un animale, sorge un vincolo di natura contrattuale tra il medico e il proprietario dell’animale, come se i due avessero sottoscritto un accordo. Da ciò derivano importanti conseguenze, soprattutto in punto di prescrizione: la responsabilità del veterinario, infatti, si prescrive solamente dopo dieci anni dal fatto illecito. Inoltre, poiché trattasi di responsabilità contrattuale, il danneggiato (cioè, il padrone dell’animale) dovrà dimostrare solamente l’esistenza del rapporto giuridico e del danno: in pratica, in un eventuale contenzioso occorrerà solamente provare che l’animale era stato affidato alle cure del veterinario e che, successivamente, è morto (oppure le sue condizioni sono peggiorate) a causa del trattamento medico ricevuto. Toccherà al veterinario, invece, dimostrare che non ha avuto alcuna colpa. Se un veterinario somministra correttamente i vaccini al tuo animale domestico ma questo, dopo un po’ di tempo, contrae comunque una malattia, la responsabilità non sarà imputabile al medico veterinario, in quanto ha correttamente svolto il suo lavoro; sarebbe responsabile, invece, nel caso in cui, sbadatamente, avesse somministrato dei vaccini scaduti e, quindi, inefficaci. Se un veterinario cura una ferita al tuo cagnolino che, dopo essersi apparentemente ripreso, peggiora nuovamente, la colpa potrà essere addossata al medico solamente se egli ha sbagliato vistosamente a praticare tutte le accortezze del caso e a somministrare i farmaci. Al contrario, può esservi un’obbligazione di risultato (e, di conseguenza, il veterinario è tenuto a raggiungere l’obiettivo sperato) nei casi più semplici: ad esempio, se occorre solamente estrarre una piccola spina dalla zampa di un gatto ma, a causa dell’inesperienza del dottore le cose vanno storte e, da una piccola estrazione che era, ne nasce un’infezione che causa la morte dell’animale, allora il veterinario sarà responsabile. La giurisprudenza, ad esempio, ha ritenuto responsabile per errata diagnosi un veterinario che aveva sottoposto un cane a terapia per puntura di calabrone, invece che per morso di vipera, condannandolo al risarcimento dei danni a favore del proprietario dell’animale.

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