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La scheda carburante e la detrazione della benzina

30 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 luglio 2017



I lavoratori autonomi che usano l’auto possono detrarre il costo della benzina compilando la scheda carburante.

L’automobile può essere uno strumento di lavoro: è così per molti lavoratori autonomi o professionisti, per gli agenti ed i rappresentanti di commercio e per tante categorie produttive non dipendenti. In questi casi la legge consente di portare in detrazione, al momento della dichiarazione dei redditi, il prezzo pagato per l’acquisto del carburante. È necessario, però, che l’acquisto sia dimostrato mediante un apposito documento, che è la scheda carburante.

Vediamo come la scheda carburante è utile per la detrazione del costo della benzina.

Perché bisogna compilare la scheda carburante per detrarre il prezzo della benzina

Come per ogni spesa per la quale è ammessa la detrazione, anche per l’acquisto di carburante è necessario dimostrare di aver pagato il prezzo necessario ad acquistarlo. Mentre in generale, quando si acquista un bene il cui prezzo è detraibile dalle tasse, è sufficiente allegare alla dichiarazione dei redditi la fattura o lo scontrino, per i carburanti non può esserci il rilascio di una fattura da parte della pompa di benzina.

Infatti, per gli acquisti di carburanti (gasolio, benzina, metano, gpl) la legge vieta l’emissione di fattura [1].

Pertanto, se l’automobilista vuole portare in detrazione il costo dell’acquisto del carburante, deve compilare la scheda carburante in ogni sua parte.

Cos’è la scheda carburante

La scheda carburante è dunque il documento che dimostra l’acquisto del carburante stesso.

È regolata da apposite norme e da una circolare ministeriale [2], le quali stabiliscono che per permettere la detrazione la scheda carburante che deve contenere una serie di indicazioni.

La scheda carburante deve infatti indicare, ai fini della detrazione:

  • i dati anagrafici di chi acquista il carburante
  • il numero di partita iva di chi acquista il carburante
  • la data dell’acquisto del carburante
  • la marca ed il modello del mezzo, nonché il numero di targa
  • i dati anagrafici del venditore comprensivi di partita iva
  • la quantità di carburante acquistato con il relativo prezzo
  • la firma ed il timbro aziendale del venditore
  • il numero dei Km percorsi dal mezzo

La scheda carburante per essere utilizzata al fine di godere della detrazione deve essere completa e deve necessariamente indicare tutti questi elementi, altrimenti l’amministrazione fiscale può non tenerne conto e non riconoscere la detrazione al contribuente [3].

Quale detrazione consente la scheda carburante

I contribuenti dotati di partita iva possono utilizzare le schede carburante per dedurre il costo di acquisto della benzina entro questi limiti:

  • Agenti e rappresentanti di commercio possono detrarre l’80% del costo sopportato per acquistare il carburante
  • Gli altri lavoratori autonomi possono detrarre il costo di acquisto del carburante fino al limite del 20% del prezzo pagato, poiché si presume che la loor automobile sia usata non solo per lavoro ma anche per fini personali
  • Per le Ditte che utilizzano autocarri di peso pari o superiore a 35 quintali, la deduzione del costo è totale

 

Quando non occorre la scheda carburante

Per detrarre il costo dell’acquisto del carburante senza compilare la scheda carburante si può utilizzare la carta di credito.

Dunque, chi paga la benzina con la carta di credito può non compilare la scheda carburante.

È necessario [4] che la carta di credito sia intestata al soggetto che esercita l’attività economica per la quale è fondamentale l’utilizzo dell’automezzo e che nell’estratto conto della carta siano indicati i seguenti dati:

  • data del pagamento
  • prezzo pagato per l’acquisto di carburante
  • denominazione del distributore presso il quale è stato operato l’acquisto

Con queste accortezze è sicuramente più facile portare in detrazione il costo di acquisto di carburante rispetto alla compilazione della scheda carburante.

note

[1] Art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

[2] D.P.R. n. 444/1997; Circolare Min. Finanze n. 205/E del 12.08.1998.

[3] Cass. sent. 16809/2017 del 07.07.2017.

[4] Circolare Agenzia delle Entrate n. 42/E/2012.

Autore immagine: Pixabay

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