Contributi gestione separata: aumenti in arrivo

30 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 luglio 2017



Aumentano i contributi dovuti all’Inps da collaboratori, assegnisti e dottorandi, amministratori e sindaci.

Diventano ancora più cari i contributi da versare alla gestione separata dell’Inps da parte dei collaboratori e degli altri lavoratori parasubordinati: a partire da luglio 2017, difatti, è diventata definitiva la Dis Coll, cioè l’indennità di disoccupazione spettante a cococo ed assimilati. Di conseguenza, l’aliquota contributiva, ossia la percentuale di contributi da versare (calcolata sul reddito imponibile del lavoratore) è aumentata dello 0,51%.

Quest’aumento, di per sé, sembrerebbe poco rilevante: tuttavia, i contributi dovuti dai cococo e dai lavoratori parasubordinati in genere sono già stati incrementati più volte, nel corso degli ultimi anni, sino a portare l’aliquota totale dovuta al 33,23%.

L’aumento, tra l’altro, è dovuto anche dagli amministratori e dai sindaci e revisori di società, nonostante tali categorie non abbiano diritto all’indennità di disoccupazione. Nessun aumento, invece, per i lavoratori autonomi e per gli autonomi occasionali, né per i pensionati e per gli iscritti ad altre gestioni previdenziali oltre alla gestione separata.

Facciamo allora il punto della situazione, per capire, per ogni categoria di iscritti alla gestione separata, chi ha diritto alla disoccupazione Dis Coll e a quanto ammontano i contributi dovuti.

Come si calcolano i contributi gestione separata

Innanzitutto, bisogna sapere che i contributi dovuti alla gestione separata si calcolano applicando una determinata aliquota, che cambia a seconda della categoria a cui appartiene l’iscritto, al reddito imponibile.

Il reddito imponibile per i lavoratori parasubordinati coincide con i compensi (esclusi eventuali componenti esenti, come alcuni rimborsi), mentre per gli autonomi coincide con la differenza tra ricavi e spese inerenti all’attività.

Non è previsto il versamento di un minimale contributivo: ciò vuol dire che i contributi alla gestione separata si pagano solo se viene prodotto un reddito, mentre nulla è dovuto in assenza di reddito. Tuttavia, si tiene conto del minimale valido nella gestione artigiani e commercianti Inps (pari a 15.548 euro) per calcolare il raggiungimento dei requisiti contributivi utili a ottenere determinate prestazioni, come la disoccupazione.

Per quanto riguarda i lavoratori parasubordinati e autonomi occasionali (con reddito sopra i 5000 euro), i contributi sono per 1/3 a carico del lavoratore e per 2/3 a carico del committente, mentre per gli autonomi i contributi sono interamente a carico di questi ultimi (salvo l’eventuale applicazione della rivalsa pari al 4%).

Aliquote gestione separata 2017: contributi dovuti e diritto alla Dis Coll

Vediamo ora, in base agli ultimi aumenti, a quanto ammontano le aliquote contributive da applicare  per ogni categoria di iscritti alla gestione separata nel 2017 e chi ha diritto alla disoccupazione:

  • collaboratori, assegnisti e dottorandi titolari di borse di studio: 33,23%; queste categorie hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica: 33,23%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • componenti di collegi e commissioni: 32,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • venditori porta a porta e lavoratori autonomi occasionali con reddito oltre 5000 euro: 32,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • associati in partecipazione (con contratti ancora in essere) e medici in formazione specialistica: 32,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • lavoratori autonomi: 25,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • lavoratori pensionati o iscritti ad altre gestioni previdenziali: 24%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll.

Aumento contributi gestione separata: quando

L’aumento dei contributi, come accennato, è in vigore dal 1° luglio 2017, ma i committenti hanno tempo fino a ottobre per adeguarsi, come chiarito dall’Inps in una nuova circolare [1].

I versamenti contributivi potranno essere effettuati entro il 16 ottobre (tramite modello F24, causale CXX) senza che siano applicate sanzioni, mentre i flussi uniemens (cioè i flussi con cui i committenti dichiarano all’Inps contributi dovuti e retribuzioni corrisposte) potranno essere trasmessi entro il 31 ottobre (con aliquota del 33,23%).

Per i committenti che hanno già proceduto al calcolo del contributo e al relativo versamento senza l’aumento dello 0,51%, è necessario procedere alla regolarizzazione e allineare gli importi pagati con quelli che saranno dichiarati nel flusso uniemens.

note

[1] Inps Circ. 122/2017.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI