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Lo sai che? Rottamazione cartelle e liti fiscali: sono compatibili?

Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2017

Chi ha aderito alla definizione agevolata, può presentare domanda di definizione delle cause pendenti contro l’Agenzia delle Entrate?

La definizione agevolata delle cartelle esattoriali ha consentito a molti contribuenti di ridurre il debito con Equitalia/Agenzia delle Entrate Riscossione (si ricorda che scade proprio oggi il termine per il pagamento della prima o unica rata della rottamazione).

Diverso è l’istituto della definizione agevolata delle liti fiscali pendenti: esso consente di chiudere le cause tributarie contro l’Ageniza delle Entrate, risparmiando sulle sanzioni e gli interessi dell’atto fiscale impugnato.

Le due “rottamazioni” hanno presupposti e obiettivi differenti, non sono alternative e restano dunque compatibili.

Ciò vuol dire che il contribuente che non abbia manifestato la volontà di avvalersi della definizione delle cartelle è libero di accedere alla definizione delle liti pendenti.

Analogamente, il contribuente che ha manifestato la volontà di avvalersi della definizione delle cartelle, può scegliere di non avvalersi della definizione delle liti pendenti.

Rottamazione liti fiscali anche per chi ha già rottamato le cartelle

Il contribuente che abbia manifestato la volontà di avvalersi della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, può usufruire della definizione agevolata delle controversie tributarie, ma non può rinunciare alla prima.

In altri termini, i contribuenti che hanno tempestivamente presentato l’istanza di definizione delle cartelle, pur avendo la facoltà di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, sono tenuti, in ogni caso, a rispettare la condizione tassativa di non rinunciare alla definizione delle cartelle [1].

La definizione agevolata delle controversie tributarie completa, infatti, la definizione dei carichi, eventualmente già richiesta.

Si pensi, per esempio, all’ipotesi in cui il contribuente abbia presentato istanza di definizione dei carichi con riferimento ad una cartella recante un’iscrizione a ruolo, scaturita da una sentenza della Commissione tributaria provinciale a lui sfavorevole, corrispondente ai due terzi dell’importo accertato.

Il medesimo contribuente che intende definire la lite tributaria è tenuto in ogni caso ad eseguire il puntuale versamento delle somme dovute per la definizione delle cartelle.

Qualora la definizione dei carichi non sia perfezionata con l’integrale pagamento degli importi dovuti, ferma restando la validità della definizione della lite correttamente perfezionata, il contribuente sarà tenuto a versare per intero gli importi contenuti nei carichi affidati all’agente della riscossione.

In altri termini, le due definizioni agevolate seguono ciascuna le proprie regole. Il debitore, per fruire dei benefici:

  • della definizione delle cartelle, deve versare integralmente, in un’unica soluzione o a rate, gli importi dovuti a tal fine;
  • della definizione delle liti, è sufficiente che, entro il 2 ottobre 2017, presenti la relativa domanda e versi quanto dovuto per la definizione della lite (importo netto dovuto) ovvero la prima rata oppure si limiti alla presentazione della domanda, qualora non risultino importi da versare.

Per approfondimenti sul funzionamento della definizione agevolata delle liti fiscali pendenti si rinvia al seguente articolo: Come rottamare le cause contro il Fisco

note

[1] Agenzia delle Entrate, circolare n. 22/E del 28.07.2017.


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