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Bambini dimenticati in auto: in arrivo la legge “salva bebè”

18 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 agosto 2017



È in arrivo la legge che obbliga ad installare in macchina dei sistemi automatici di rilevazione dei bambini, al fine di evitarne la drammatica morte

Come ogni estate torna alle cronache il tragico tema dei bambini dimenticati in auto. Auto che diventa prima un forno e poi una vera e propria bara per i corpicini di un numero sempre crescente di piccole vittime.

Ed infatti, i numeri di questo drammatico fenomeno sono spaventosi. Dal 1998 ad oggi, sono oltre 600 i bambini dimenticati in auto e morti a causa di una fatale dimenticanza dei propri genitori, vittime a loro volta dello stress, della routine, della mancanza di sonno, di ritmi lavorativi insostenibili, di vite difficili.

Scagli la prima pietra chi – dall’esterno – non ha mai pensato che «certe cose possono succedere solo agli altri» o che «è impossibile che un genitore sia talmente “sciagurato” da poter dimenticare il proprio figlio chiuso nell’abitacolo di una macchina, per poi andare via».

Eppure succede, ed il più delle volte – come è stato dimostrato – in famiglie “normalissime” composte da genitori premurosi di figli che sono stati sempre amati e coccolati. In genere, i bambini dimenticati in auto sono piccolissimi, quasi tutti al di sotto dei tre anni. Ciò in quanto, in tenerissima età,  la temperatura interna sale da 3 a 5 volte più velocemente rispetto a quella di un adulto a causa delle più ridotte dimensioni corporee e della minore percentuale di acqua presente nell’organismo, fattori che possono portare a disidratazione, ipertermia ed anche all’infarto nel giro di soli 20 minuti.  Ed infatti, in una macchina parcheggiata sotto il sole, complici i vetri trasparenti ed il forte caldo, la temperatura di un bambino può salire dai 10 ai 15 gradi ogni quarto d’ora, arrivando a raggiungere i 50 gradi interni.

Ed ecco che una fatale distrazione può portare ad una tragica morte.

Ebbene, nonostante l’opinione pubblica sia spesso impietosa (tendendo la stessa – sebbene non apertamente – a non giustificare le drammatiche distrazioni che portano a queste disgrazie) si tratta di fenomeni che non distruggono solo le piccole vite dei bambini, ma anche quella dei genitori e di intere famiglie.

Il genitore non solo perde un figlio, non solo sarà eternamente accompagnato dalla disperazione e dal rimorso di esserne stato la causa, ma dovrà anche fare i conti con l’opinione pubblica, con la legge e con le conseguenze penali derivanti da un evento già di per sé drammatico. In tali casi, infatti, il genitore di un bambino dimenticato in auto sarà inevitabilmente chiamato a rispondere dei reati di omicidio colposo [1] e abbandono di minore [2]. Reati che dovranno essere accertati attraverso un processo, che – dovendo necessariamente analizzare nel dettaglio quanto accaduto  (attraverso la valutazione di tutte le prove disponibili e di tutte le testimonianze utili) – sarà sicuramente fonte di ulteriore dolore.

Detto ciò, è inevitabile che si dia luogo a delle indagini e ad un giusto processo e che la legge – se del caso – punisca (se nell’evento si ravvisa una responsabilità e una colpa ascrivibile al genitore).

La legge, però, non serve (o non dovrebbe servire) solo a punire, ma anche a prevenire il drammatico fenomeno dei bambini dimenticati in auto. E ciò soprattutto nel contesto storico attuale, ove la tecnologia la fa da padrona. Ed infatti, a tale scopo, sono stati escogitati nel tempo diversi sistemi tecnologici, quali, ad esempio, seggiolini con l’allarme incorporato; portachiavi “intelligenti”; promemoria sullo smartphone; sensori “salva bebè”.

Il vero problema però è che, almeno fino ad ora, nessuno di questi dispositivi di ultima generazione è stato considerato obbligatorio per legge.

Fortunatamente, però, le cose stanno cambiando: è in arrivo, infatti, la c.d. legge “salva bebè” :con degli emendamenti il Parlamento intende modificare il Codice della Strada [3], prevedendo l’obbligo di installare, all’interno delle automobili, dei sistemi automatici di rilevazione dei bimbi e cioè di dispositivi che, quando il motore è spento, rilevino e segnalino mediante un avviso acustico la presenza di bambini nel veicolo.

Si tratta di un’altra grande novità inserita fra gli emendamenti del Codice della Strada, oltre a quella relativa all’arrivo di forti sanzioni per chi usa il cellulare alla guida.

Attualmente l’emendamento è ancora al vaglio del legislatore ed i punti su cui si nutrono ancora dei dubbi sono essenzialmente due. Ed infatti, c’è chi vorrebbe che l’obbligo in commento non riguardasse solo le automobili di “nuova immatricolazione”, ma sia esteso a tutte le automobili in circolazione, compresi i c.d. quadricicli leggeri. Si discute inoltre, sul posizionamento dell’allarme e cioè se lo stesso debba segnalare la presenza del bambino solo sul seggiolino o, come più auspicabile, sull’intera auto [4].

Ciò che è certo concerne la consapevolezza che il dramma dei bambini dimenticati in auto potrà e dovrà essere evitato e che la legge, in casi come questi, dovrebbe essere più utile a prevenire che non a punire simili tragedie.

note

[1] Art. 589 Cod. Pen.

[2] Art. 591 Cod. Pen.

[3] L’emendamento sarà inserito nel novero dell’art. 173 del Codice della Strada.

[4] La linea “più garantista” è portata avanti dall’Onorevole Deborah Bergamini, Vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e promotrice della proposta di legge descritta nel presente articolo.

Autore immagine: Pixabay.com

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