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Accordo con l’Agenzia delle Entrate Riscossione

18 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Agosto 2017



Come trovare un’intesa con l’Agente di riscossione per ridurre il debito col Fisco. Le vie del reclamo-mediazione e del piano del consumatore.

Più che accordo, la parola giusta sarebbe armistizio. Quando è in corso una battaglia tra un contribuente e l’Agenzia delle Entrate Riscossione per dei debiti contratti con il Fisco, c’è la possibilità di deporre le armi, prendere in mano la cartella esattoriale e ragionarci sopra per tentare di evitare una netta sconfitta.

L’accordo con l’Agenzia delle Entrate Riscossione più conveniente – per quanto non sia possibile a livello individuale, è quello della transazione a saldo e stralcio: si paga una somma ed è finita lì. E, per chiudere con una stretta di mano la trattativa con il «nemico», le strategie sono diverse. Dovranno, però, superare alcune fasi della trattativa.

Vediamo com’è possibile raggiungere un accordo con l’Agenzia delle Entrate Riscossione per i debiti contratti.

La fase di reclamo-mediazione

Esiste un decreto attuativo che consente di affrontare la fase di reclamo-mediazione in caso di lite con l’Agenzia delle Entrate Riscossione per un valore non superiore ai 20.000 euro. E’ una procedura amministrativa obbligatoria, della durata di 90 giorni, da rispettare prima di impugnare la cartella esattoriale davanti al giudice.

Il reclamomediazione costituisce una sorta di “ricorso introduttivo anticipato” e può contenere la proposta di annullamento totale o parziale dell’atto.

Lo scopo del reclamo-mediazione

L’obiettivo è quello di tentare di trovare un accordo con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, la quale verrà informata delle contestazioni che il contribuente ha sollevato. Qual è il vantaggio? La riduzione delle sanzioni di almeno il 40%, il che non è poco. A meno che ci sia l’annullamento dell’atto impugnato in caso di conclamata ragione del contribuente. Cioè, se quest’ultimo dimostra palesemente in questa fase di avere ragione, la cartella viene strappata, con tante scuse (come minimo) da parte dell’Agente di riscossione.

La sospensione di pagamento e riscossione

Altra caratteristica della fase di reclamo-mediazione è quella della sospensione di ogni attività di pagamento e di riscossione durante la trattativa. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può procedere né a pignoramento, né a fermi o ipoteche.

A tal fine, trascorso il periodo di 90 giorni di durata del procedimento, se questo si è concluso con esito negativo (cioè, se reclamo non viene accolto oppure non si raggiunge formalmente un accordo con l’Agenzia delle Entrate Riscossione di mediazione), la sospensione della riscossione viene meno. Risultato: restano dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta.

Cosa può fare l’Agenzia delle Entrate Riscossione

Durante la fase di reclamo-mediazione, l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà:

  • rifiutarei motivi dell’istanza di reclamo ma, contestualmente, accettare la proposta di mediazione del contribuente;
  • presentareuna proposta propria, qualora non concordi con il contribuente o lo stesso non abbia presentato alcuna istanza di mediazione.

Il piano del consumatore

Una seconda possibilità per trovare un accordo con l’Agenzia delle Entrate Riscossione è quella di procedere con il cosiddetto piano del consumatore [1]. In che cosa consiste?

Il debitore che non ha possibilità oggettive di pagare l’integrale debito con l’Agente della riscossione, può accedere a quello che è stato chiamato «fallimento del consumatore», una procedura guidata dal tribunale che consente un saldo e stralcio dei propri debiti, anche se essi hanno come unico creditore l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Detto in parole ancora più semplici, chi ha una o più cartelle esattoriali dell’Agente di riscossione che non riesce a pagare, può proporre – per evitare di vedersi iscrivere un’ipoteca sulla casa o bloccato lo stipendio o la pensione con un pignoramento – una sorta di transazione, ossia un pagamento a percentuale che, una volta autorizzato dal tribunale, sarà vincolante anche per l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

La richiesta va presentata in Tribunale, depositando di un programma di gestione dell’uscita dalla crisi, che viene poi approvato dal giudice.

C’è stato, a riguardo, un importante precedente del tribunale di Busto Arsizio [2] che ha spianato la strada a molti fori circa la possibilità di utilizzare il piano del consumatore per disfarsi dei debiti con il fisco.

Fuori da queste due ipotesi, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non è autorizzata ad accettare accordi (o armistizi) con piani di saldo e stralcio, così come invece potrebbe avvenire con una banca. Al contribuente non resta, quindi, che pagare eventualmente con un piano rateizzato: per debiti fino a 50mila euro, si può ottenere una dilazione a 72 rate con una semplice domanda all’Ente di riscossione, senza dover motivare la richiesta né presentare documentazione circa eventuali difficoltà economiche.

note

[1] L. 3/2012.

[2] Trib. Busto Arsizio decr. del 15.09.2014.


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1 Commento

  1. Salve,

    Dopo la morte di mio padre io e i miei fratelli abbiamo ereditato un debito molto alto su quella che era la sua officina di fabbro. Senza passare per cause che durano anni vorremmo fare una proposta di pagamento diretta all’agenzia delle entrate.
    Come potremmo procedere?
    Grazie mille anticipatamente

    Cordiali saluti
    Muratori Veronica

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